berlusconi milan

LA STORIA DEL MILAN BERLUSCONIANO BY GIANCARLO DOTTO, SECONDA PUNTATA: MEMORABILE IL SUO PRIMO RADUNO DA SCEICCO ROSSONERO. ESTATE 1986, IL NUOVO MILAN SBUCA DAL CIELO, IN ELICOTTERO, SULLE NOTE DELLA 'CAVALCATA DELLE VALCHIRIE' - SILVIO INTRODUCE LO PSICOLOGO, IL DIETOLOGO, L'INSEGNANTE DI ITALIANO E DI INGLESE. DIVISE, ARREDI, TUTTO CAMBIA. E INTRODUCE LE 'GRIGLIE DI CONTROLLO': IL CALCOLO DI COME LA SFIGA (RIGORI INESISTENTI O NON CONCESSI, RETI ANNULLATE) INFLUISCA SULLA CLASSIFICA

LA PRIMA PUNTATA DELLA SERIE DI GIANCARLO DOTTO SUL MILAN DI BERLUSCONI

 

http://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/giancarlo-dotto-racconta-30-anni-milan-berlusconiano-dall-inizio-130449.htm

 

 

PREMESSA

 

berlusconi  primo raduno del milan in elicottero con cavalcata delle valchirieberlusconi primo raduno del milan in elicottero con cavalcata delle valchirie

Trent’anni non sono uno scherzo. Sono meno di un respiro, meno di un colpo di tosse, ma non sono uno scherzo. Sono il tempo che corre tra il sorriso maliardo di un seduttore alla conquista del mondo e il ghigno apatico di un pornomane alla sua ultima stazione. Ma la lacrima che scende sul volto di un pornomane stanco vale più dell’intera valle di lacrime.

 

Silvio Berlusconi che lascia il Milan non è uno scherzo. Che lo lascia, per di più, a una misteriosa, indecifrabile company di cinesi. Niente sorrisi, né ghigni. Nessuna onnipotenza infantile o senile. Solo il rumore ottuso dei soldi. Per trent’anni Berlusconi è stato il Milan, lui a San Siro, lui a Milanello che sbarca dai cieli o racconta storie infinite, lui che s’innamora di giocatori e allenatori, lui che li ripudia. Questa non è una svolta epocale. Questo è un lutto. Qualcosa muore e sarà così anche se arriverà Cristiano Ronaldo.

berlusconi  l elicottero del milanberlusconi l elicottero del milan

 

E’ una storia che riguarda tutti, a prescindere dal colore della pelle, juventini, interisti, romanisti, napoletani, platiniani e maradoniani. Anche perché, dei tanti suoi trentennali Milan grandiosi, uno di sicuro, quello dei tre olandesi, di Baresi, Maldini, Ancelotti, Donadoni, Evani e Tassotti, è quello che più si è avvicinato nella seconda metà degli anni ’80 al concetto di “squadra perfetta”.

 

Non lo è stato sempre e non sempre per novanta minuti (di sicuro, Milan-Real Madrid, 19 aprile 1989, 5 a 0 a San Siro), ma lo è stato per almeno cinque minuti in ogni partita giocata da che è stato al mondo, padrone del mondo.

 

Otto puntate per raccontare l’era di Berlusconi. Dall’inizio. Da quando scende in elicottero dal cielo e detta la missione: dalla Cavese al tetto del mondo. Un triplo salto mortale. Fino al suo apice. Che è anagramma di epica. Il suo primo, vero Milan, quello di Arrigo Sacchi. Il resto che segue è grandezza sparsa, a volte assoluta, trofei, copertine, sbornie, tutto quello che volete, ma non è epica.

 

 

LA SECONDA PUNTATA

 

Da “La squadra perfetta” di Giancarlo Dotto (ed. Mondadori)

L’epopea del Milan di Berlusconi

berlusconi primo raduno del milan in elicottero con cavalcata delle valchirieberlusconi primo raduno del milan in elicottero con cavalcata delle valchirie

 

LA CAVALCATA DELLE VALCHIRIE

Berlusconi si nasce, quasi mai si diventa. La scossa che destabilizza la mummia del calcio secondo alcuni, la galvanizza secondo altri. Grande motivatore, ottimista contagioso, uomo semplice e geniale allo stesso tempo, un genio non corrotto da cattivi pensieri, non fuorviato dal male di esistere, men che mai dell’esistere male.

 

berlusconi   primo raduno del milan in elicottero con cavalcata delle valchirieberlusconi primo raduno del milan in elicottero con cavalcata delle valchirie

Lancia missioni, evoca trascorsi, sbarca a Milanello, convoca cene ad Arcore, riunioni a via Turati, meeting tra cielo e terra. Gambe divaricate, sorriso senza confini, energia sconfinata quanto i sorrisi, parla di calcio, di qualunque cosa, racconta barzellette che a volte fanno anche ridere e comunque tutti ridono, perché non si delude di norma un uomo così felice di sedurre il prossimo. Personaggio omerico di una squadra omerica.

 

Perfezionista e monocrate, delega il meno possibile, cura il minimo dettaglio. Sa che Dio abita nei particolari. Le calze delle ballerine o i polsini delle camicie di chi va in onda. Che controllava di persona quando si occupava ancora delle sue televisioni. Allergico alla peluria, detesta barba e baffi.

 

Quelli di Ramaccioni, direttore generale del Milan, gli ricordano Stalin. “Presidente, ma li porta da trent’anni”, gli fanno educatamente notare. Si accordano per sfumarli. Saltano invece senza pietà i baffi di Rudi Tavana, il giovane medico ingaggiato da Berlusconi. “Avrai un solo Dio” gli hanno insegnato a scuola e va legittimo in bestia quando legge titoli come “Il Milan di Sacchi”.

berlusconi l elicottero del milanberlusconi l elicottero del milan

 

Rivolta come un guanto la casa del Milan. Ha un debole per il colore bianco. Bianchi gli arredi e le pareti di Milanello, bianche le poltrone e le tute da riposo. Divisa per tutti e sala stampa nuova di zecca per i giornalisti. La palestra ipertecnologica e il celebre Milan Lab, laboratorio all’avanguardia per i test medici e scientifici, seguiranno nel tempo. Nel Milan di Berlusconi ci sarà un referente esatto per ogni problema.

 

Il new deal dell’organizzazione calcistica si ritrova anche in certe idee avveniristiche, come le “griglie di controllo”. Analisi sistematica delle vicende calcistiche desunta dai giornali e dalla televisione. Grafici  che rilevano i comportamenti di giocatori e arbitri, le scelte dei designatori, il trattamento che i media riservano a ogni squadra di A, spazi e minuti dedicati. Viene approntato un grafico della “fortuna”.

 

berlusconi arrigo sacchiberlusconi arrigo sacchi

Viene assegnato un punteggio a eventi della buona o mala sorte calcistica, rigori inesistenti o non concessi, rete valide annullate o concesse ma inesistenti, ecc., tali che si possa desumere alla fine una valutazione non scientifica ma attendibile dell’incidenza della sfiga o della fortuna sulla classifica reale. 

 

Cambia il vento anche per i giocatori: ora devono pensare solo a giocare a calcio, il meglio possibile, senza alibi, le gambe toniche e la mente sgombra. A tutti i problemi avrebbe pensato la società, inclusa la scarlattina dei figli. Arrivano lo psicologo, il dietologo, l’insegnante di italiano per gli stranieri e l’insegnante di inglese per gli italiani.

 

Devono trovarsi pronti per frequentare l’Europa senza sentirsi dei trogloditi. Devono capire in fretta che il Milan non è una squadra di calcio ma il pezzo di una galassia. E’ per conoscere questa galassia che i giocatori sono invitati alla convention di Publitalia a Saint-Vincent, dove Berlusconi si diffonde per quasi tre ore a parlare di finanza, pubblicità e calcio.

 

berlusconi sacchi baresiberlusconi sacchi baresi

L’ossessione efficientista di Berlusconi si sarebbe presto combinata a quella di Sacchi. Nulla sarebbe stato più come prima. Nulla più lasciato al caso. Ristrutturato radicalmente il settore sanitario e quello atletico. Arriva Rudi Tavana con le sue diete, le sue maglie traforate e le esperienze maturate nell’atletica e nello sci di fondo, arriva Vincenzo Pincolini con il suo frequenzimetro e i suoi metodi di allenamento, i giocatori divisi in gruppi in base alle caratteristiche.

 

Il Milan diventa un’azienda. Il nuovo consiglio d’amministrazione è una sintesi specchiata del pianeta Berlusconi, di tutti i suoi intrecciati business: Silvio presidente, il fratello Paolo vicepresidente, Giancarlo Foscale e Adriano Galliani amministratori delegati, Carlo Bernasconi, Cesare Cadeo, Fedele Confalonieri Marcello Dell’Utri, Vittorio Dotti, Leonardo Mondadori, Sergio Travaglia e Gigi Vesigna,  consiglieri.

 

Si trattava ora di definire la missione, in pratica una dichiarazione d’intenti che servisse da bussola nella lunga marcia. Silvio Berlusconi incarica Sergio Travaglia di formulare il testo. Concepito in una camera d’albergo di Sanremo con Giancarlo Foscale e Ariberto Spinelli, in fondo a una notte di travaglio, Travaglia licenzia all’alba il testo: “Il Milan punta a diventare la squadra più prestigiosa del mondo attraverso la vittoria nei più importanti tornei internazionali”. Berlusconi lo trova ineccepibile, per nulla ambizioso. Pretende solo di aggiungere una postilla: “...Però attraverso un gioco spettacolare”.

berlusconi galliani 7berlusconi galliani 7

 

La sua vocazione, stupire il mondo, deve diventare quella del Milan. Eccessivo ma organizzato, titanico ma flessibile, analitico ed empatico. Memorabile il suo primo raduno da sceicco rossonero.

 

Estate 1986, il nuovo Milan sbuca dal cielo. Al centro dell’Arena atterra il gigantesco elicottero, dalla cui pancia sbarcano nomi e facce dell’altro mondo, Silvio Berlusconi, Nils Liedholm e tutta la squadra, secondo una coreografia concertata con Adriano Galliani, sulle note wagneriane della “Cavalcata delle valchirie”, colonna sonora di “Apocalypse Now”. Piove a dirotto e Berlusconi sembra Robert Duvall.

 

berlusconi gallianiberlusconi galliani

 

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