ecce homo caravaggio

ECCE HOMO, CHE MISTERO! CARAVAGGIO NE DIPINSE SOLO UNO, MA IN ITALIA ATTUALMENTE NE SONO ESPOSTI 2: UNO SCOPERTO A MADRID E ORA A ROMA, NELLA MOSTRA SU CARAVAGGIO A PALAZZO BARBERINI, E UNO A GENOVA. QUALE DEI QUADRI È VERO? – PANZA: “PERCHE' IN ITALIA SONO ESPOSTI DUE "ECCE HOMO" ENTRAMBI ATTRIBUITI A CARAVAGGIO SE E' CERTO CHE MICHELANGELO MERISI NE DIPINSE SOLO UNO? IL CATALOGO DELLA MOSTRA DI ROMA ERA IL LUOGO ADATTO PER OSPITARE ALMENO UN SAGGIO SULL’ARGOMENTO. INVECE NULLA È DETTO E NULLA È SCRITTO. PERCHÉ?”

Pierluigi Panza per corriere.it

 

 

ecce homo attribuito a caravaggio esposto a madrid ora a roma

La mostra su Caravaggio a Palazzo Barberini a Roma ha molti meriti ed è stata acriticamente celebrata con ripetitive presentazioni su giornali, tv, social. Ma se non critiche, almeno qualche omissione, almeno una, si può segnalare.

 

Caravaggio «dipinse per i Massimi un Ecce Homo» (Massimi sta per famiglia di monsignor Massimo Massimi), come scrive Filippo Baldinucci sin dal 1681. Ne dipinse uno, non due, come tutti gli storici dell’arte sanno. Non c’è traccia documentaria, né è ipotizzabile, che intorno al 1605-9 ne dipinse un secondo. Poiché così stanno le cose, qualcuno dovrebbe spiegare perché attualmente, in Italia, sono esposti due «Ecce homo» entrambi di Caravaggio.

 

 

Uno è, dal 1921, a Palazzo Bianco a Genova e continua a essere esposto come «di Caravaggio» e un altro, quello «nuovo» scoperto a Madrid nel 2021, esposto per la prima volta nella mostra di Palazzo Barberini a Roma.

 

ecce homo attribuito a caravaggio esposto a genova

Credo che la curatrice della mostra, studiosa apprezzata ma con qualche amnesia (ricorda sempre in nota quello che scrive o dichiara lei e chi da lei apprezzato e non ricorda chi scopre o scrive per primo) era la persona adatta a dire una parola «semidefinitiva» sulla questione. E credo che il catalogo della mostra fosse proprio il luogo adatto per ospitare almeno un saggio sull’argomento. Invece nulla è detto e nulla è scritto. Perché?

 

Il dubbio mi viene proprio leggendo il catalogo della mostra nel quale il nome del massimo dei massimi, lo storico d’arte e caravaggista Roberto Longhi, è citato 142 volte con devozione cardinalizia. Pompa meritata, certo (non stiamo a ripetere qui l’elenco dei meriti ecc. ecc.), ma Longhi fu anche colui che attribuì con certezza a Caravaggio proprio l’«Ecce homo» di Genova, come ancora oggi riportano cataloghi e schede di Palazzo Bianco di Genova.

 

michelangelo merisi caravaggio

Quindi, un turista colto che visita oggi l’Italia può vedere due «Ecce homo» di Caravaggio, uno probabilmente autentico e l’altro, molto probabilmente, no. E quale migliore occasione se non la scheda del catalogo della mostra di Roma che presenta il «nuovo» «Ecce homo» scoperto a Madrid nel catalogo d’asta della casa Ansorea doveva farlo? Solo che Longhi (sul quale è appena uscita dal Saggiatore una monstre-biografia di seicento pagine) non si può nemmeno nominare in senso critico e, dunque, chi vivrà vedrà. Chi vive, invece, di Caravaggio ne vede due, uno buono e uno meno.

 

la mostra caravaggio 2025

Roberto Longhi – mammasantissima della storia dell’arte, non puoi toccarlo, riscopritore di Caravaggio ecc ecc - è citato 142 volte nel catalogo della mostra. Però nessuno in catalogo scrive, nemmeno nella scheda dedicata all’«Ecce homo», che Longhi ha sbagliato l’attribuzione di questo soggetto visto che individuò l’«Ecce homo» in un altro quadro di Caravaggio che da molti decenni è esposto, e continua ad essere esposto, al museo di Genova (con la didascalia «Ecce homo di Caravaggio»). Ora, come minimo, il catalogo di questa mostra - dove viene presentato per la prima volta l’«Ecce homo» scoperto a Madrid - era l’occasione per far luce su questa situazione e anche per suggerire cosa farne di quello di Genova! Due «Ecce homo» di Caravaggio – come da documenti – non ci sono («Dipinse un Ecce homo… ecc ecc»). Quindi o è l’uno oppure è l’altro, uno dei due lo chiamano «di Caravaggio» ma non è vero. Dunque si decida.

pierluigi panzaROBERTO LONGHI

 

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