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PIU’ MALE-SANI, PIU’BELLI - "HO SDOGANATO L’ESULTANZA IN PANCHINA MA IL GESTO DI MOURINHO NON L’AVREI FATTO - LA TUTA IO LA PORTAVO, SARRI CI HA FATTO UNA CAVALCATA DI ANNI A NAPOLI – PER COLPA DI UNA FOTO HANNO PENSATO CHE FOSSI PREDA DEL VINO E INVECE HO PASSATO DUE ANNI BRUTTI PER COLPA DI UNA TIROIDITE VIRALE - NON HO SMESSO. MA GRATIS NON ALLENEREI" - VIDEO

MALESANI

 

 

Matteo Dalla Vite per la Gazzetta dello Sport

 

 

Era un po’ “Doc”, lo scienziato di Ritorno al Futuro. Uno un po’ scapigliato, ma “visionario” e avanti. Molto avanti. Esempio: “Quel gesto dell’orecchio di Mourinho allo Stadium non l’avrei fatto. Però avrei esultato, perché poi l’esultanza dell’allenatore chi l’ha sdoganata? Io, anche se dicevano che macchiava l’immagine, che non andava fatta. Ora, e da tempo, vedo tecnici entrare nel campo e saltare, Conte, Klopp, tanti altri.

MALESANI

 

E la tuta? Io la portavo, Sarri ci ha fatto una cavalcata di anni a Napoli. Prima sembrava tutto una bestemmia. Come un certo gioco: pressing alto, la transizione di un certo tipo, partecipazione collettiva, aggressione, proposizione. Se un ventenne mi chiedesse a chi assomigliava il mio calcio, direi che ero più vicino a Guardiola che ad altri, ma senza voler fare il presuntuoso: quel mio Parma che vinse la Uefa contro il Marsiglia aveva molti concetti di Pep”.

 

Il pretesto per chiacchierare con Alberto Malesani (per poi andare oltre) è una doppia sfida di squadre tutte sue: Parma-Sassuolo è la Uefa vinta e l’ultimo esonero che lo ha messo momentaneamente in... panchina a Trezzolano; Bologna-Fiorentina è l’orgoglio di due parentesi vissute col cuore.

malesani

 

Prima di tutto, un anniversario: la sua carriera iniziò praticamente trent’anni fa, Olimpia Domiro. Se si volta indietro? 

“Se guardo avanti ho ancora una gran voglia di farmi sotto, di allenare, di dimostrare e progredire. Se mi giro vedo una vita a colori, ho realizzato due dei miei sogni: allenare e vincere”.

 

In questi ultimi anni senza panchina che sogni ha fatto? 

“Che ci terrei a finire meglio la mia carriera da professionista. E non con quell’esonero a Sassuolo, punto che non vorrei fosse di non-ritorno. Io col calcio non ho smesso”.

 

Parma-Sassuolo è suo apice e suo tunnel. 

“Davvero, è tutto lì dentro quella partita. Il mio Parma in una parola? Vincere. Con una squadra formidabile, con divertimento. Mi rimproverarono di non aver vinto lo scudetto con quella squadra? Ok, ma chi ha più vinto la Uefa o Europa League in Italia. Nessuna. E la Uefa allora aveva squadroni tosti. Ricordo che con quella vittoria a Mosca i giocatori mi obbligarono a comprare una macchina seria: non me ne era mai fregato nulla ma mi dissero “Ora che hai vinto in Europa ti devi presentare a Collecchio con un’altra macchina...”. La presi per farli contenti...”.

 

Il Parma di oggi? 

malesani

“È costruito bene, ha una base solida, ha fatto inserimenti importanti, Gervinho è entusiasmo e strappo, Inglese è fortissimo e D’Aversa ha il dono della concretezza e del sapersi adattare. Mi sembra un’isola molto serena”

 

Sassuolo: il suo 2014 e l’attualità con De Zerbi. 

“La dimostrazione che nel calcio il risultato conta. Zero vittorie: a casa. Sbagliai a inserire troppo in fretta i nuovi arrivi di gennaio, ma stavamo facendo un gran bel lavoro. Oggi? Il presidente di sempre, Squinzi, capacità grazie alle quali potrebbe essere il n°1 del Milan. De Zerbi mi piace, si vede il suo lavoro ma devo conoscerlo meglio. Dei giocatori che ha, prenderei Sensi: per giocare non serve essere armadi, ma testa”

 

malesani

Lei quanto calcio vede oggi? 

“Più televisivo che allo stadio: non vado sulle tribune per rispetto ai miei colleghi, sembra di gufarli, di volergli prendere il posto. Ma le partite le vedo sempre, ne guardo tante”

 

Bologna-Fiorentina: da chi partiamo? 

“Firenze. Ero pronto per fare il salto dopo 7 anni di Chievo, ad entrare empaticamente in una città meravigliosa, a tirare fuori il meglio da tutti. Siamo stati felici tutti a Firenze e non dimentico due cose: centinaia di tifosi che vennero a casa mia per convincermi a restare e la gente che resta dentro lo stadio dieci minuti ad applaudire dopo la fine di un Fiorentina-Juve 2-0. Come a teatro.

 

La Viola di oggi? Squadra ancora indefinibile, ma in via di definizione: gli manca gente di esperienza come Bati o Rui Costa che avevo io. Chiesa crescerà: ho allenato suo papà Enrico al quale mancava una cosa, la rabbia. Ecco: Fede è la fotocopia di Enrico con la rabbia addosso. Completo”

 

Bologna, 2010. 

“In una parola, impresa. C’erano grossi problemi societari e una volta di più ho avuto conferma che i tanto vituperati calciatori sono la parte più buona del calcio. Sette-otto mesi senza stipendio, eppure tirarono dritto, con serietà. Il finale con tante sconfitte? Sembravano partite regalate, ma era solo uno spegnimento della luce dopo mesi difficilissimi vissuti col piede sull’acceleratore e con la salvezza già in tasca. Ricordo ancora tutti e Gianni Morandi: era lì, viveva la situazione, ci dava una mano, che bellezza.

MALESANI

 

Il Bologna di oggi?

Ha un presidente importante, Saputo, sento dire che la squadra non ha ancora fatto il salto di qualità ma ci vuole tempo, nel calcio uno più uno non sempre fa due. Questo Bologna ha giovani ed è destinato a crescere, stile Fiorentina. Inzaghi? Come da giocatore: adrenalinico, concreto, ovvio che debba maturare ma è sempre arrivato all’obiettivo e ci arriverà anche stavolta”.

MALESANI VINITALY

Pronostici secchi? 

“Bologna-Fiorentina ics, Parma-Sassuolo forse anche 2”.

Un pronostico sul suo ritorno in panchina? 

“Le faccio una sintesi di ciò che vorrei proporre: un calcio sinottico a 360° sui giocatori, tuoi e avversari. Altro non dico”

 

Lei ha abituato a stupire tutti. 

“Vede, la cosa che mi ha dato fastidio è che qualcuno ha fatto motivo di burla certi modi di dire o atteggiamenti. Altri, tramite una foto, hanno pensato che fossi preda del vino e invece ho passato due anni brutti per colpa di una tiroidite virale che mi faceva prendere porzioni così di cortisone. Ora sto benissimo. Mi dava fastidio che alcuni ci abbiano marciato sopra e ancor di più che altri ci abbiano creduto”

 

MALESANI VINITALY

Tornerebbe ad allenare anche gratis? Baldini a Carrara lo fa.

“Gratis, e mi spiego, mi pare esagerato. Se tu fai il professionista, beh, lavorare gratis è una contraddizione. Ci si può accontentare, quello sì, ma che si riconosca la professionalità mi pare giusto. Fra i Dilettanti può anche succedere, fra i professionisti onestamente no”.

MALESANI

Dove va adesso? 

“In cantina assieme all’enologo: siamo sulle uve di Amarone. Ma poter parlare di calcio è sempre una grande bellezza”.

MALESANIAlberto Malesani

 

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