“LA FINE ANTICIPATA DEL RAPPORTO TRA MALAGÒ E MALDINI NON È CHIARA” – L’EX PRESIDENTE DELLA FIGC, FRANCO CARRARO: “FORSE NON SONO ANDATI A FONDO NELLA CONOSCENZA RECIPROCA PRIMA, NON SI SONO PARLATI ABBASTANZA, HANNO LASCIATO SPAZIO A GRANDI EQUIVOCI. BASTAVA FARE UNA ATTENTA RICERCA SU PAOLO MALDINI PER CAPIRE IL SUO COMPORTAMENTO, CERTI ATTEGGIAMENTI IMPRONTATI ALLA RIGIDITÀ. SE SI SCEGLIE PAOLO MALDINI COME DIRETTORE TECNICO SI DEVE SAPERE CHE È ORIENTATO A UNA FORMA DI ASSOLUTISMO – LA CRISI DEL CALCIO ITALIANO? SIAMO DI FRONTE A UNA GENERAZIONE CHE NON PRODUCE PIÙ TALENTI. NON C’È UNA SQUADRA DI SERIE A DOVE UN GIOCATORE ITALIANO NE SIA IL LEADER”
Estratto dell'articolo di Daniele Dallera per il “Corriere della Sera”
Un incontro con Franco Carraro è come una lezione universitaria sulla politica sportiva dove i suoi mondi, Coni, Olimpiade, Federcalcio, Lega serie A, Nazionale, relazioni col governo, con i responsabili di ministeri contigui (o invadenti?) allo sport emergono tra problemi, soluzioni, analisi, personaggi, storie, retroscena, previsioni.
[…] Presidente, che giudizio dà della soluzione Roberto Mancini alla guida della Nazionale?
«Certe cose non le ho capite».
Per esempio?
«Premessa: ho fiducia e stima in Malagò, che con Mancini è tornato a concretizzare la prima ipotesi. Ma in mezzo ci sono state mosse e sviluppi di cui faccio fatica ad afferrarne il senso». […] «La fine anticipata del rapporto Malagò-Maldini non è chiara. Forse non sono andati a fondo nella conoscenza reciproca prima, non si sono parlati abbastanza, hanno lasciato spazio a grandi equivoci».
[…] «Bastava fare una attenta ricerca su Paolo Maldini per capire il suo comportamento, certi atteggiamenti improntati alla rigidità. Se si sceglie Paolo Maldini come direttore tecnico si deve sapere che è orientato a una forma di assolutismo. […]».
giovanni malago e paolo maldini
[…] Paolo vuole comandare.
«L’idea di affidarsi a Maldini & Leonardo era affascinante. Così anche il loro progetto sul settore giovanile, appena abbozzato quel giorno in Lega serie A, sarebbe stato interessante approfondirlo. Ma non ce n’è stato il tempo».
Fatta la scelta di Mancini, com’è il suo giudizio sul futuro della Nazionale?
«Fondamentale migliorare il livello medio del nostro calcio […] non c’è una squadra di serie A dove un giocatore italiano, quindi convocabile in Nazionale, ne sia il leader. L’unico è Donnarumma, ma attenzione, nel City la leadership è affidata ad altri».
giovanni malago leonardo paolo maldini
La situazione è delicata quindi.
«Siamo di fronte a una generazione che non produce più talenti». […]
L’impressione è che lei non sia convinto della scelta di Mancini.
«È un tecnico preparato che si porta dietro un errore grave, quello di avere lasciato la Nazionale in un mare di guai. […]».

