appendino freccero

FRECCERO, CONSIGLIERE RAI IN QUOTA M5S, APPESO ALL’APPENDINO: "TOCCA A LEI, È LA LEADER PERFETTA DEL M5S" - DI MAIO E RAGGI HANNO CAPITO CHE LE BUGIE SONO PARTE DEL POTERE - DI BATTISTA? VA BENE IN QUESTA FASE UNO CON LA FELPA ALLA SALVINI PER RECUPERARE IL RAPPORTO CON LA PIAZZA - GRILLO? ORMAI E’ DON BEPPE SEMPRE PIÙ SIMILE NEI MODI A DON MATTEO''

carlo freccero (3)carlo freccero (3)

Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

Vuole fare un paio di premesse Carlo Freccero (filosofo dei media, autore tv, membro del Cda Rai proposto dal M5S, ultima pubblicazione: «L' idolo del capitalismo»). Prima premessa: «Io sono novecentesco, ideologico, credo nella divisione tra destra e sinistra. Il M5S invece è post-ideologico, opera nella post-democrazia più emotiva e meno razionale».

 

APPENDINOAPPENDINO

Seconda premessa: «Noi siamo sempre meno animali politici e sempre più animali mediatici. Sono i media a condizionare la vita politica». Seguendo il suo ragionamento di entomologo dell 'homo mediaticus si arriva alla nuova genia di politici, i barbari chattanti calati nei palazzi romani inseguendo la loro Utopia dei clic. Quei ragazzi sognanti guidati da un comico e un ingegnere che hanno dovuto sbattere il muso con la realtà del potere, con la responsabilità del governo, per mostrarsi nudi.

Le bugie di Di Maio e di Raggi dimostrano che loro oggi sono parte di quel potere che volevano abbattere per cambiare?
«La bugia è consustanziale al potere. Hanno capito, loro due prima di tutti, che per gestirlo devi entrare in una zona grigia e vischiosa che non può essere buona per loro e cattiva per gli altri. Con il potere sei costretto a imbastardirti. E senza competenze, quelle che, soprattutto in una città come Roma, trovi proprio nelle zone grigie - vedi l' assessora Paola Muraro - anche il potere diventa arbitrio».

Il palazzo di vetro, il totem dello streaming, l' ideologia della trasparenza hanno lasciato spazio a Di Maio che nasconde la verità e che nelle chat scriveva «i panni sporchi si lavano in casa»?
«Ma è ovvio che quell' utopia di Casaleggio ha lasciato il posto alla realtà della politica condizionata dai media. Di Maio ha impresso una mutazione al Movimento che è incarnata nella sua figura istituzionale, moderata, vestita con abiti da commissario del Viminale».
 

GRILLO DI MAIO DI BATTISTAGRILLO DI MAIO DI BATTISTA

Nel processo di costruzione di un leader c' è stato un incidente.

«Sì, in un certo senso Di Maio si è bruciato. Anche Raggi nella difesa estrema dell' assessora Muraro, indagata, ha rischiato di bruciarsi. Ma è pur sempre meglio dire una bugia che avere le strade sporche e piene di topi. Per il resto, stanno facendo pasticci, è chiaro. Ma è comunque una battaglia mediatica.
 

DI MAIO GRILLO FICODI MAIO GRILLO FICO

Possono trasformare la scivolata in un' opportunità. Di Maio può risorgere. Ma ha bisogno di stropicciarsi un po'. Soprattutto ora, in un clima di referendum e di polarizzazione, contro il ragazzo del contado di Firenze. Il suo abito era perfetto per introdurre il M5S al potere, ora vale di più la felpa alla Salvini».

Sul palco di Nettuno l' unico a indossare le felpa era Di Battista, potrebbe prendere lui il posto di Di Maio?
«Non credo proprio. Questa è l' impressione che abbiamo dall' esterno, noi che subito ci mettiamo alla caccia di un leader. Di Battista va bene in questa fase, recupera il rapporto con la pancia della piazza, serve per lo spettacolo della politica. In questo è il più bravo. Va in giro in tour per l' Italia e fa i pienoni».

Vede qualcun altro in grado di contendere la leadership a Di Maio?
«È sotto gli occhi di tutti, ed è Chiara Appendino. La sindaca di Torino è bravissima, ed è il giusto compromesso tra Di Maio e Di Battista, è il tramite tra l' abito e la felpa. È una donna posata, moderna, ha fatto la Bocconi, dove prima o poi si torna sempre. Nel gioco di costruzione del leader io punterei su di lei. Ma attenzione».
 

chiara appendino amatriciana a torinochiara appendino amatriciana a torino

A cosa?

«Ad affrettare nomi e scenari. Perché il M5S è stato plasmato da Casaleggio sulla centralità della Rete. La Rete non vuole leader ma influencer. E questo spiega la grande seduta di psicanalisi pubblica a cui è stato sottoposto anche il direttorio: punito in piazza, a Nettuno, e poi assolto sul palco da Grillo nelle vesti di don Beppe sempre più simile nei modi a don Matteo».

Regge ancora l' idea fondativa del M5S dell' uno vale uno?
«Anche loro hanno capito che tutti i partiti nell' era post-ideologica hanno bisogno di un leader. Il M5S ne aveva due, ma esterni. Un ingegnere informatico e un comico. Uno la mente, l' altro il braccio, entrambi consapevoli della forza della propaganda. L' alternativa a loro due, soprattutto dopo la morte di Casaleggio, è stato il direttorio. È da lì che si vuole ripartire dopo il trauma di Roma, dal gruppo che si riappropria della propria diversità».
 

GRILLO E DI MAIOGRILLO E DI MAIO

È la tesi che sostiene Roberto Fico: tornare a un' idea originaria, movimentista, orizzontale, senza leader.
«Ma infatti può essere un nuovo inizio per il M5S. Come gli altri, però, il Movimento vive nella post-democrazia e deve fare i conti con il grande talent show della politica: quel gioco che attraverso la rete spinge il cittadino a un ruolo più attivo nella scelta dei protagonisti e dove la comunicazione è fondamentale».
 

APPENDINOAPPENDINO

In questo il M5S è il più mediatico dei partiti, attento alla rappresentazione, paranoico al suo interno sui messaggi all' esterno, presente in tv ma quasi sempre senza contraddittorio.
«È figlio di questi tempi. E infatti appena fanno una cazzata vengono aggrediti e scoppiano faide come se fossero nel Grande Fratello. La differenza la fa la responsabilità di governo. Roma è un test per i 5 Stelle. Il più difficile e per affrontarlo hanno bisogno di persone competenti e di fare i conti con il potere e le sue incarnazioni. Ecco perché si sono rivolti a una monnezzara che ha frequentato certi ambienti. Ecco perché capisco Raggi quando difende Muraro».
 

DI MAIO DI BATTISTA GRILLODI MAIO DI BATTISTA GRILLO

Si sono riscoperti anche garantisti. Raggi, una 5 Stelle, ha detto «La Procura non può utilizzare uno strumento così come un manganello». Neanche Berlusconi...
«Ma certo. Raggi è la prima a sposare una linea garantista. Fosse per gli altri del M5S riempirebbero la giunta di magistrati e poliziotti, che hanno ruoli meno produttivi e più di controllo. Sarebbe un governo di ordine morale tipo quelli di certe destre militari.
Manca solo il prete...».

APPENDINO ALLA CHIUSURA DEL RAMADANAPPENDINO ALLA CHIUSURA DEL RAMADANcarlo freccero (4)carlo freccero (4)carlo freccero (2)carlo freccero (2)

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ DOMANI AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DI DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?