1. GALLIANI FURIOSO: “SONO STATO UMILIATO E BARBARA NON MI HA NEANCHE PARLATO. IO HO UNA REPUTAZIONE COSTRUITA SU 28 TROFEI”. LEI INVECE SULL’ESSERSI SCOPATA PATO 2. VUOLE UNA BUONUSCITA DA 30 MILIONI E IERI SERA È STATO 4 ORE DA BERLUSCONI, CHE NON HA GRADITO LA CAGNARA MEDIATICA: “NON È UNA BELLA IMMAGINE PER IL MILAN” 3. MA ADRIANONE È OFFESISSIMO: “LE SCONFITTE SONO SOLO MIE, LE VITTORIE DI BARBARA?” 4. È CHE LA BERLUSCHINA HA DICHIARATO GUERRA AI FRATELLI (SOPRATTUTTO MARINA) PER PRENDERSI L’IMPERO DI FAMIGLIA. PRIMA VUOLE PRENDERSI FININVEST, POI ANCHE FORZA ITALIA

1. L'IRA DI ADRIANO: "SONO STATO UMILIATO LEI NON MI HA NEANCHE VOLUTO PARLARE"
Giulio Cardone per "la Repubblica"

Galliani, ha posto un ultimatum a Berlusconi?
«Nessun ultimatum. Mi dimetto e basta».

Con Barbara è rottura insanabile?
«La pazienza è finita. Sono considerato tra i manager migliori a livello internazionale, non posso accettare offese pubbliche».

E quindi?
«Quindi entro il 31 dicembre me ne vado. Non voglio turbare la squadra prima della sfida decisiva con l'Ajax, aspetterò il derby del 22».

Ci sintetizza la ragione?
«Ho subìto un grave danno alla mia reputazione. Me ne vado anche se non si troverà un accordo sulla mia uscita (si parla di 30 milioni, ndr). Non posso sopportare oltre ».

Cosa, per esempio?
«Le sconfitte sono solo mie, le vittorie di altri (Barbara Berlusconi, ndr). Sono arrabbiato, ho una reputazione costruita su quasi 28 anni e 28 trofei. Non credo sia tutto sbagliato, no?».

Magari Berlusconi la convincerà a restare.
«Il mio affetto per il presidente è immutato e immutabile».

Però da lui si aspettava una difesa pubblica, visto che sono stati pubblici i rimproveri della figlia.
«Io dico che un cambio generazionale ci può stare, ma fatto con eleganza. Non in questo modo. C'erano i margini per andare avanti in armonia, bastava che lei lo volesse, bastava parlarne insieme. Ma poi vedo che la vittoria di Glasgow diventa il primo successo del nuovo corso.

È nato tutto da quel comunicato in cui Barbara criticava la sua gestione.
«Proprio nel primo momento veramente negativo dopo tanti anni. Non avevo più il budget degli anni d'oro, eppure in Champions ci siamo sempre andati. A differenza di Roma e Fiorentina, citati come modelli: ma i giallorossi, che hanno speso 100 milioni in due stagioni, negli ultimi cinque anni si sono qualificati per la Champions una volta e i viola mai. Io ho chiuso gli ultimi due bilanci in pareggio, altre società hanno montagne di debiti. E siamo ancora il club più titolato al mondo».

L'accusa è di spendere male i soldi.
«Ho preso a parametro zero Montolivo, Mexes, Muntari, Van Bommel, Kakà (e Honda per gennaio, ndr). Tutti scettici su Ricardo, invece è già un leader. Si è detto che non abbiamo una rete di osservatori, ma la scorsa stagione abbiamo conquistato la fase finale con tutte le squadre giovanili. In questi giorni i presidenti dei club più importanti (a partire da Perez del Real, ndr) mi chiedono cosa stia succedendo al Milan: il danno d'immagine è pesantissimo».

E adesso cosa farà?
«Per ora non accetto nulla: quando si è offesi bisogna far passare un po' di tempo per ritrovare lucidità».

Chi prenderà il suo posto?
«Non lo so. Ma io al Milan copro quattro cariche: vicepresidente, amministratore delegato, direttore commerciale e direttore generale. Dovranno assumere quattro figure nuove per sostituirmi».


2. MILAN, GALLIANI DA BERLUSCONI PER 4 ORE: SILVIO OGGI A MILANELLO CHIARIRÀ IL FUTURO DEL CLUB
Da www.gazzetta.it

La turbolenta giornata rossonera si chiude con la cena ad Arcore tra l'a.d. dimissionario. Il patron in mattinata dirà la parola fine sulla vicenda. Intanto Paolo Maldini ha detto sì a Barbara: la conferma dal padre Cesare ad Al Jazeera

Il futuro del Milan resta in bilico. Il venerdì più lungo che il club rossonero ricordi proseguirà sabato mattina a Milanello, quando sarà Silvio Berlusconi in persona a svelare quale futuro attende il Milan. E' il colpo di coda di una giornata storica, con il turbolento annuncio delle dimissioni di Adriano Galliani per i contrasti con Barbara Berlusconi. La cena di 4 ore ad Arcore tra l'a.d. e il patron potrebbe aver cambiato le carte.

QUATTRO ORE - "Ho subìto un grave danno. Lascio, con o senza accordo. Non è così che si opera il ricambio generazionale". Galliani con queste parole aveva annunciato in mattinata la fine della sua avventura al Milan. Un addio probabilmente rinviato a dopo il derby del 22 dicembre. Ma comunque un addio, dopo quasi 28 anni e 28 trofei.

Berlusconi , dispiaciuto e irritato, non avrebbe gradito ("Questa non è una bella immagine per il Milan, poteva venire da me per un chiarimento senza alzare questa polemica e finire sui giornali" avrebbe detto secondo l'Ansa) e ha convocato il suo amministratore delegato ad Arcore, probabilmente per tentare una mediazione e convincere Galliani a rimanere al suo posto fino a giugno. La cena è iniziata alle 21, presente anche Bruno Ermolli, incaricato nei giorni scorsi di seguire la trattativa per la definizione della buonuscita dell'amministratore delegato. Galliani è uscito alle 00.57, dopo quasi quattro ore, senza rilasciare dichiarazioni.

MALDINI NEL MILAN DI BARBARA - E mentre il futuro di Galliani resta incerto ("Non ce l'ho in mente adesso, Quando ci si sente offesi bisogna avere forza e intelligenza per lasciar passare un po' di tempo" diceva in mattinata subito dopo aver annunciato le dimissioni), quello del nuovo Milan comincia a prendere forma. Nella dirigenza del club rossonero targato Barbara Berlusconi ci sarà anche Paolo Maldini.

La conferma arriva dal padre Cesare, che in un'intervista ad Al-Jazeera ha svelato che il figlio ha già accettato la proposta di Barbara di diventare direttore responsabile dell'area tecnica, ruolo che con la presenza di Galliani non avrebbe potuto sostenere. Quando Silvio Berlusconi si presenterà a Milanello dovrà chiarire anche questo.


3. L'OPA SUL BISCIONE DELLA FIGLIA RIBELLE - UNA SFIDA LANCIATA A MARINA: LEADERSHIP IN MEDIASET, LA TENTAZIONE POLITICA
Ettore Livini per "la Repubblica"

Non solo Milan. La spallata della rottamatrice di Arcore (al secolo Barbara Berlusconi) ad Adriano Galliani riapre all'improvviso - in un momento già non facile per il Cavaliere - il delicatissimo risiko degli equilibri al vertice della Fininvest. L'ex premier, dice chi ha raccolto le sue confidenze nei giorni scorsi, era convinto di aver trovato la quadra nelle bozze di accordo per la separazione da Veronica Lario. Una pila di documenti in cui si sarebbe impegnato - nero su bianco - a garantire la par condicio tra i cinque figli nella spartizione dell'impero di casa.

Aveva fatto i conti senza l'oste, leggi la vulcanica Barbara. Lei, confinata al ruolo di praticante alla corte rossonera di Galliani («alla mia età Marina era già vicepresidente di Fininvest e Piersilvio numero due di Mediaset», direbbe spesso) non ha retto più. E tenendo fede alla meritata fama di Gian Burrasca di famiglia, ha lanciato da Milanello la sua Opa - non si sa ancora se ostile o meno - sul Biscione.

A Villa San Martino si respira un'aria di deja vu. La primogenita di secondo letto dell'ex premier non l'ha mai mandata a dire e da anni è l'incubo degli scafatissimi comunicatori della corte di Silvio. Ha attaccato la scelta di Piersilvio e Marina di non vendere le tv a Murdoch, ha confessato a "Vanity Fair" di puntare alla poltrona di vertice di Mondadori («mio papà lo sa...») dove - particolare non proprio secondario - siede da dieci anni la sorella maggiore. Intemperanze giovanili, speravano ad Arcore, come le uscite non proprio ortodosse («il confine tra vita pubblica e privata per un politico non esiste») sul Bunga-Bunga. Si sbagliavano. Barbara fa sul serio.

Lavora - dicono in molti - con il tacito assenso di Eleonora e Luigi, gli altri figli di Lario. E la scomposta giubilazione di Galliani, una delle stelle del cerchio magico del Cavaliere, suona come un messaggio diretto al padre: «Voglio più spazio nell'organigramma del Biscione». Con le buone, se possibile. Altrimenti - come ha dimostrato a Milanello - lei è perfettamente in grado di prendersi quello che le spetta da sola. Gli uomini più vicini a Marina, in queste ore, tendono a gettare acqua sul fuoco.

Ok - dicono - il metodo non è stato proprio il massimo. E il terremoto in casa rossonera, rinfacciano a Barbara, è l'ultima cosa di cui aveva bisogno papà, alle prese con i suoi tanti guai romani. In fondo sia la primogenita che Piersilvio hanno lavorato per anni al fianco di Fedele Confalonieri e Maurizio Costa senza lamentarsi. E quando si è trattato di chiedere loro un passo indietro, il passaggio di poteri è stato gestito in modo meno traumatico del trattamento riservato al povero Galliani. Ma tant'è, aggiungono, almeno si è fatta chiarezza. «Marina ha Mondadori, Piersilvio Mediaset, lei il Milan mentre Luigi si sta facendo le ossa in Mediolanum ed Eleonora punta ad altre strade professionali ». Tutti contenti dunque? Mica tanto.

A intorbidire le acque in queste ore (e forse a giustificare l'irruenza di Barbara) c'è la partita sotterranea per la successione al vertice di Forza Italia. Marina, a parole, si è tirata indietro: «Il mio posto è in azienda», ha ribadito più volte. Sarà. Di sicuro - l'ultima volta è successo con le dichiarazioni dopo il voto in Senato sulla decadenza - si muove da tempo con piglio e toni da leader in pectore del partito, come auspicano i falchi del centrodestra. Il suo trasloco a Roma libererebbe molte poltrone di peso ai piani alti del Biscione, tra cui - guarda guarda - quella in Mondadori.

E la sorella, facendo la voce grossa a Milanello, avrebbe fatto capire di essere pronta a sostituirla, al limite anche sulla poltrona di presidente Fininvest. Il tam-tam della fantapolitica capitolina avvalora però un'altra storia. Barbara, dicono, ha alzato la cortina fumogena del Milan per nascondere un obiettivo più ambizioso: trasformarsi da rottamatrice di Arcore a rottamatrice del centrodestra, una sorta di Renzi di Forza Italia.

Qualche assaggio del programma l'ha già dato: «Nel partito di mio padre ci sono tante persone che hanno finto di sposare le sue idee ma in realtà agivano per interesse personale: poltrone e potere. La loro palese inadeguatezza si manifesta in una totale assenza di idee e contenuti». Ci penserà lei a colmare questo vuoto? Ad Arcore tremano in attesa delle prossime mosse del ciclone Barbara. Ma anche a Roma, area Palazzo Grazioli e dintorni, c'è tanta gente che non dorme sonni tranquilli.


4. BARBARA CAUSA LE DIMISSIONI: BUONUSCITA DA 30 MILIONI
Estratto dall'articolo di Enrico Currò per "la Repubblica"

Dall'addio a Berlusconi, senza lacrime e con malcelato astio verso la figlia Barbara, al clamoroso abbraccio con Giraudo e Moggi. Ieri mattina Galliani ha annunciato all'Ansa l'intenzione di dimettersi da amministratore delegato del Milan, dopo 27 anni, più della metà dei quali spesi nella reggenza di Berlusconi politico. «Lo farò subito dopo la partita di Champions con l'Ajax o al massimo dopo il derby con l'Inter »: il 12 o il 23 dicembre, dunque. Ma i tempi rapidissimi del divorzio e la complessa trattativa in corso per la ricca liquidazione (30 milioni forse il punto d'incontro) erano noti. La novità sta nei modi dell'addio e nella probabile destinazione del transfuga. (...)

 

Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan Galliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan FOTO GALLIANI BARBARA BERLUSCONIBERLUSCONI TRA GALLIANI E BARBARAGalliani e Barbara Berlusconi allo stadio durante Barcellona Milan PATO E BARBARA BERLUSCONI A COURMAYEUR jpegBARBARA BERLUSCONI E PATO e pato e barbara berlusconi barbara berlusconi foto mezzelani gmt barbara berlusconi foto mezzelani gmt bacio pato barbara foto mezzelani gmt LA SERATINA DI BARBARA BERLUSCONI ALLA DISCO HOLLYWOOD FLAVIO BRIATORE SILVIO BERLUSCONI ANDRIANO GALLIANI IN TRIBUNA A SAN SIRO PER MILAN MALAGA GALLIANI E BERLUSCONI IN TRIBUNA DURANTE MILAN BARCELLONA Berlusconi Galliani e Katarina Knezevic a San Siro Da Novella Famiglia Berlusconi Eleonora Piersilvio MArina Silvio BArbara Luigi Marina Veronica Barbaramarina berlusconi marina berlusconi marina berlusconi

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