giro d'italia 99

NON PRENDIAMOCI IN "GIRO" – PRESENTATA L’EDIZIONE 102 DEL GIRO D'ITALIA - IN ONORE AL SOVRANISMO, NIENTE TAPPE ALL'ESTERO E TANTA PADANIA: SI PARTIRA’ DA BOLOGNA E SI CHIUDERA’ A VERONA (NIENTE ROMA DOPO LE POLEMICHE DELLA SCORSA EDIZIONE) - AL SUD SOLO UNA TAPPA - MARINO BARTOLETTI SGUAINA IL BAFFO A DIFESA DELLA CORSA: "GARIBALDI HA FATTO DI MEGLIO MA E’ IMPOSSIBILE IN 21 TAPPE TOCCARE TUTTE LE REGIONI" - NIBALI A CACCIA DEL TRIS

Alfredo Corallo per sport.sky.it

 

giro d'italia 2019

L'ultima volta che il Giro partì da Bologna era il 1994: il 10 maggio Nelson Mandela diventava il primo presidente di colore del Sudafrica e da un paio di mesi l'Italia, ancora scossa per lo scandalo di Tangentopoli, aveva appoggiato la discesa in campo di Silvio Berlusconi, nuovo Premier. Ancora sconvolti per la scomparsa di Ayrton Senna - che morì il 1° maggio all'Ospedale Maggiore bolognese dopo lo schianto sul circuito di Imola - ci preparavamo ai Mondiali americani, che illumineranno la stella di Roberto Baggio. Ma il mondo si accorgerà presto di un altro fuoriclasse made in Italy, che non calcia un pallone ma pedala: Marco Pantani vince la sua prima tappa a Merano e il giorno dopo è già nel mito, quando scatta sul Mortirolo e trionfa nel tappone dell'Aprica. Il "Pirata" salirà sul podio a Milano - secondo come Baggio e gli Azzurri negli Usa - dietro il russo Evgenij Berzin (terzo Miguel Indurain), ma la strada per la leggenda era definitivamente segnata. 

 

giro d'italia

Super Froome

Come leggendaria è la stata la marcia di Chris Froome nel Giro 2018: epica la fuga di 80 chilometri del campione anglo-keniano cominciata sul Colle delle Finestre e conclusa in trionfo a Bardonecchia, dove il capitano del Team Sky ha strappato la maglia rosa a Simon Yates e ha messo le mani sul "Trofeo senza fine", sollevato il 27 maggio al cielo di Roma, affiancato dall'olandese Tom Dumoulin e dal colombiano Miguel Ángel López.

 

Il Giro 2019

Froome che potrebbe essere uno dei protagonisti - con Nibali e Aru? - anche dell'edizione 102, presentata negli Studi Rai in via Mecenate a Milano e che partirà l'11 maggio dal capoluogo emiliano e si concluderà il 2 giugno all'Arena di Verona. Un Giro praticamente tutto italiano, eccezion fatta per lo sconfinamento nella Repubblica di San Marino nella nona delle 21 tappe. Per un totale di 3.518,5 chilometri e 46.500 metri di dislivello, uno dei percorsi più duri degli ultimi anni. Già dalla partenza: cronometro breve ma intensa nel centro di Bologna, con i primi 6 km piatti e i successivi 2 km in fortissima ascesa fino ai piedi della salita di San Luca: 2,1 km al 9,7% di media e con lunghi tratti oltre il 10/12% fino al picco del 16% nei mille metri finali. 

 

Salite e miti

nibali

In tutto saranno 3 le cronometro, sei le tappe adatte ai velocisti, sette quelle di media difficoltà e cinque frazioni con il "bollino rosso" caratterizzeranno il percorso. La Cima Coppi sarà il Passo Gavia con i suoi 2.618 metri, la Montagna Pantani il Mortirolo e la tappa dedicata a Gino Bartali la Bologna-Fucecchio. Omaggio a Coppi nel centenario della nascita con l'arrivo a Novi Ligure e la Cuneo-Pinerolo. Oltre a quello sportivo, tanti saranno i temi socio-culturali affrontati durante il tracciato: come l'arrivo a L'Aquila a 10 anni dal terremoto che la colpì al cuore alle 3.32 del 6 aprile 2009. La corsa ricorderà anche personaggi e luoghi che hanno fatto la storia d'Italia: dal "genio" di Leonardo da Vinci (a 500 anni dalla morte) all'omaggio per Indro Montanelli, mentre l'arrivo a Pesaro celebrerà l'opera musicale di Gioacchino Rossini. Chiusura in pompa magna con la crono di Verona, dove sarà incoronato il nuovo re del Giro.  

 

Il Giro dei sogni 

ARU NIBALI

Ospiti d'onore della serata Froome ed Elia Viviani. "La vittoria del Giro la porterò nel mio cuore per tutta la vita - ha spiegato l'inglese - perché non ho mai vinto una gara così, con un'azione d'altri tempi, e perché il calore che mi hanno fatto sentire i tifosi di ciclismo in Italia è stato incredibile. Questo Giro mi piace molto, lo può vincere solo un corridore completo, è una corsa equilibrata tra cronometro e montagne. Ci vorrà anche una squadra molto organizzata. La tappa con Gavia e Mortirolo è bestiale, anche perché viene dopo il giorno di riposo e in quella frazione verranno fuori i campioni". Non sta già nella pelle Viviani, campione d'Italia e maglia ciclamino nel 2018: "Le mie prime impressioni sono buone, sulla carta ci sarebbero sei occasioni per noi velocisti, un buon numero, ma l'ultima settimana sarà infernale... Però sono in maglia Tricolore, la corsa finisce a Verona, nella mia bellissima città, sembra quasi il Giro dei sogni...".  

marino bartoletti

 

 

- Marino Bartoletti Su Facebook: Ecco il Giro 2019. Garibaldi ha fatto di meglio ma non si può accontentare tutti - Ogni anno sono lamenti o per le partenze all'estero, o per le regioni non toccate. Lo scorso anno venne ignorata tutta l'Italia tirrenica e le corrispondenti regioni dalla Campania fino alla Liguria. E’ impossibile in 21 tappe toccare tutte le regioni. Questo è un Giro tecnicamente bellissimo e molto equilibrato. Che oltretutto, a parte le regioni non toccate, rende omaggio con alcune tappe mirate ai grandissimi dell'Italia e del ciclismo italiano

 

- Il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, ha commentato a RadioMarte: “È inaccettabile che ci sia un’unica tappa che coinvolge il Sud, quella che raggiunge San Giovanni Rotondo in Puglia, mentre sono del tutto escluse le altre regioni del Mezzogiorno, Campania compresa

giro d'italia roma buche

giro d'italia roma buche

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