jannik sinner in lacrime

"HO AVUTO TANTE OCCASIONI, QUESTA SCONFITTA È DIFFICILE DA ACCETTARE, FA DAVVERO MALE" – SINNER, IN LACRIME, SI MANGIA LE MANI PER I TRE MATCH-POINT SPRECATI NELLA FINALE POI PERSA CON ALCARAZ – IL NUMERO 1 DEL MONDO, OLTRE ALLA MALEDIZIONE ROLAND GARROS, HA UN ALTRO TABU’ DA SFATARE: NON HA MAI OTTENUTO UNA VITTORIA NELLE PARTITE CHE SUPERANO LE 4 ORE DI GIOCO (E CONTRO LO SPAGNOLO SI E’ GIOCATO PER 5 ORE E 29 MINUTI) – PANATTA: “LA PARTITA PIÙ BELLA CHE ABBIA MAI VISTO, SINNER HA FATTO UN PUNTO IN PIÙ DI ALCARAZ, 193 A 192. MALGRADO CIÒ GLIENE È MANCATO UNO, UNO SOLTANTO, L’ULTIMO. IL RAMMARICO C’È…” - VIDEO

Stefano Semeraro per “la Stampa” - Estratti

 

jannik sinner in lacrime

«In momenti come questi è più difficile parlare che giocare». Jannik ha gli occhi rossi, nel ventre del Centrale ha pianto tutte le lacrime che aveva trattenuto in campo. Si tormenta i riccioli, si pizzica gli occhi e le guance, si abbandona, cosa rara, sullo schienale della sedia. In campo, per un attimo, sul 4-2 Alcaraz nel quinto set, ha perso la pazienza: persino lui che della calma è la personificazione tennistica.

 

Ora risponde a domande che, si capisce, per lui significano poco. «È dura, molto dura, vi mentirei se vi dicessi una cosa diversa», si sfoga. «Certo, sono contento di aver fatto parte di una partita come questa, di un pezzo di storia del tennis, ma se non fossi dispiaciuto per aver perso vorrebbe dire che in me c'è qualcosa di sbagliato. Stanotte di sicuro farò molta fatica a dormire. Ma è capitato a tanti altri tennisti, ora tocca a me»». 

 

È l'ora più difficile di un ragazzo meraviglia abituato a vincere, e che stavolta la vittoria se l'è vista passare ad un centimetro. 

jannik sinner in lacrime

«Di occasioni ne ho avute tante, è vero. All'inizio del terzo, quando sono andato sotto di un break, magari se avessi tenuto il servizio… Se avessi tirato il diritto sul matchpoint… Non credo di avergli dato punti facili, e quando stai giocando non pensi a che cosa ti sei fatto scappare, continui a dare il massimo. Ma ora che è tutto finito, fa davvero male». A stargli vicino è un sentimento di vuoto che morde l'anima, e la sua gente. «La mia famiglia, chi mi conosce bene. Adesso è il mio momento di prendere qualcosa da loro. In fondo siamo una famiglia molto semplice: mia mamma era qui, mio padre no: perché doveva lavorare. 

(...)

 

carlos alcaraz spike lee

Alcaraz è la sua kriptonite, il suo paesaggio tossico. «Ho avuto la fortuna di giocare contro Nadal, Djokovic, affrontare gente così è difficile, e con Carlos, che oggi è il migliore sulla terra, provo le stesse sensazioni. Non è possibile paragonare la nostra rivalità a quelle del passato, McEnroe e Borg, Federer e Nadal, perché oggi la palla va molto più veloce, tiriamo più forte, è uno sport molto più fisico». Contro il Niño aveva perso anche l'anno scorso in semifinale, «ma era diverso, stavolta sono stato vicino al match, e la qualità è stata altissima. Io sono migliorato molto, ma è migliorato anche lui». 

 

Carlos gli rende gli onori che merita: «È eccezionale. Vincerà molto in futuro. Ho avuto il tifo dei miei amici di Murcia. Ogni tanto mi fermavo a pensare a come si stavano divertendo. Mi diverto anch'io, e in quei momenti non ho più paura di sbagliare, mi sento capace di tutto». 

 

jannik sinner

A Jannik chiediamo se in un'altra sconfitta incassata dopo essere stato avanti di due set, contro Djokovic a Wimbledon, aveva lo stesso sapore di questa: «No, non si possono paragonare. Questa è più difficile da accettare. Anche perché arriva dopo i tre mesi di sospensione, un periodo brutto». Vincere Parigi era il riscatto definitivo, e poco conta ora riflettere che questa per Jannik è stata l'ottava finale consecutiva, la terza di fila in uno Slam, che da quando ha vinto il suo primo major in Australia nel 2024 negli appuntamenti che contano non è mai andato peggio dei quarti di finale. La nottata ha da passare, in un modo o nell'altro. Fra Parigi e Wimbledon ci sono tre settimane, una camera di decompressione per elaborare il lutto e ricostruirsi motivazioni, voglia di allenarsi. Per mettere qualcosa di dolce sulle ferite. 

carlos alcaraz finale roland garros

 

Per capire che cosa non ha funzionato. Il sogno di grande Slam è sfumato, ma ci sono ancora mille appuntamenti. «Ho bisogno di prendermi il mio tempo. Poi andrò ad Halle, per preparare Wimbledon, il prossimo obiettivo. Piangere non serve, per rimettersi in pista c'è solo un modo, ricominciare a lavorare. Se non lo fai finisci per uscire di strada, e io non ho intenzione di uscire di strada». La storia della sua vita: cambiare percorso, adattarsi, e ricominciare ad accelerare. 

 

 

 

 

LA PARTITA PIÙ BELLA E INCERTA CHE HO VISTO DUE FENOMENI DAVVERO SPECIALI 

Adriano Panatta per il “Corriere della Sera”  - Estratti

 

sinner alcaraz finale roland garros

Due fenomeni. Del tennis, di sicuro, e anche dello Sport. Forse della Natura. La partita più bella che abbia mai visto, non me ne vengono in mente altre, magari ci sono state, ma così lunghe (la più lunga finale del Roland Garros), così combattute e incerte, davvero non ho memoria…

 

Ha vinto un tennista speciale, Alcaraz ha dimostrato di esserlo giocando benissimo in ogni momento importante della sfida. 

 

Ma attenti ai numeri del match. Sinner ha fatto un punto in più, 193 a 192. Malgrado ciò gliene è mancato uno, uno soltanto, l’ultimo. Il rammarico c’è. Sinner ha avuto il match in mano, o sulla sua racchetta se preferite. Tre match point nel quarto set. Lì avrebbe potuto fare qualcosa in più, ma è quasi ingiusto dirlo, perché Jannik ha fatto tutto il possibile, se non di più in questa finale, giunta dopo appena tredici match giocati dal suo ritorno al tennis. 

jannik sinner finale roland garros

 

Quei tre match point falliti, hanno restituito vitalità ad Alcaraz. Va così lo sport, e c’è poco da fare. 

 

(...)

 

Bravissimo Sinner a riprendere il match all’ultimo secondo. Ha riconquistato la parità, è giunto di nuovo a un soffio dalla vittoria, appena due punti. Alcaraz è stato bravo a inventare colpi impossibili, ne è uscito grazie al proprio talento, che è enorme. Una finale di livello straordinario, che conferma tutto il valore del nostro numero uno, e mantiene intatte tutte le sue possibilità di farcela in tutti i tornei e su tutte le superfici. Compresa la terra rossa del Roland Garros, che speravo davvero si consegnasse di nuovo a un tennista italiano. 

 

panatta sinnersinner alcaraz finale roland garros meme

Ultimi Dagoreport

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...