IL PALLONE FA GOLA AL GOVERNO: I DUBBI SU UNA REGIA POLITICA DEL CASO MALAGO’ DIVENTANO CERTEZZE – IL MINISTRO ABODI, CHE SPINGE PER IL COMMISSARIAMENTO DELLA FIGC, SI DEFINISCE “SPETTATORE INTERESSATO” DELLA VICENDA DEL MANCATO TESSERAMENTO DI GIOVANNINO PRIMA DELLA SUA ELEZIONE ALLA GUIDA DELLA FEDERCALCIO (SU CUI DEVE DECIDERE LA GIUNTA CONI) – SI PUO’ COMMISSARIARE UNA FEDERAZIONE PER UN VIZIO DI FORMA? PERCHÉ IL PROCURATORE GENERALE DELLO SPORT UGO TAUCER, CONSIGLIERE DEL SOTTOSEGRETARIO MANTOVANO, NON HA AGITO SUBITO E IMPUGNATO LA CANDIDATURA DI MALAGO’ NEI SETTE GIORNI SEGUENTI LA PUBBLICAZIONE COME PREVISTO DALLO STATUTO CONI? - AL MOMENTO CIRCA DUE TERZI DEI MEMBRI DI GIUNTA CONI SEMBRANO ESSERE DALLA PARTE DI MALAGO’…
Elisabetta Esposito per gazzetta.it - Estratti
Adesso tutti guardano a quella tavola rotonda con un padrone di casa e sedici invitati più o meno graditi. Il destino di Giovanni Malagò e della Figc è nelle mani della Giunta Nazionale del Coni, eletta poco più di un anno fa, con presidente il numero uno del Coni Luciano Buonfiglio e vicepresidenti Diana Bianchedi (che come noto anche per la vicenda capodelegazione, è il vicario) e Marco Di Paola della Fise.
Poi dirigenti, atleti, tecnici, rappresentanti dei Comitati regionali, territoriali e degli Enti di promozione sportiva, il Segretario Generala Carlo Mornati e due membri Cio, Federica Pellegrini e proprio lui, Giovanni Malagò. Qui ha passato dodici anni della sua vita, conosce tutto di tutti e tra quelli che alla fine sceglieranno se commissariare o meno la Federcalcio per il caso tesseramento ha diversi legami forti. Si potrebbe parlare di amicizie, anche se appena due giorni fa proprio lui, riferendosi principalmente a Buonfiglio, ha detto: "Ho subito attacchi da fuoco amico".
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 109
Meglio lasciare da parte i rapporti e pensare alla sostanza di questo complicatissimo caso: al momento circa due terzi dei membri di Giunta sembrano essere dalla sua parte. Ricordiamo che l’ipotesi commissariamento nasce quando il procuratore generale dello Sport, Ugo Taucer, scrive al Coni che c’è stata una violazione dei Principi fondamentali del Coni stesso, configurando quelle "accertate gravi violazioni dell’ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi" che rientrano tra i criteri di commissariamento di una Federazione.
Al di là delle amicizie, in tanti all’interno della Giunta ritengono che non si possa sottovalutare l’interpretazione che della norma sul tesseramento (art. 29 comma 1 dello Statuto Figc) ha dato a più riprese il procuratore federale Giuseppe Chinè. E soprattutto sono consapevoli che quella tessera che Taucer ritiene indispensabile per candidabilità ed eleggibilità serva a garantire l’appartenenza di una persona al settore che vuole rappresentare, appartenenza che nel caso della Figc viene ampiamente tutelata dalla richiesta alla presentazione delle candidature dell’accredito (il sostegno formale) di almeno il 50% più uno di una delle componenti.
andrea abodi luciano buonfiglio e giovanni malago foto mezzelani gmt 110
C’è anche una questione di buon senso: ammesso che nel validare la candidatura di Malagò il segretario generale, Marco Brunelli, abbia sbagliato perché non ha espressamente motivato la lettura della norma che la Federazione aveva da tempo interiorizzato (come dimostrano un paio di casi precedenti tra cui quello del 2021 sul Comitato Lombardia Lnd), il commissariamento dell’intera Federazione non è una reazione eccessiva? Quella violazione è davvero "grave" così come vuole lo Statuto Coni in caso di commissariamento?
Altro dubbio di molti: perché nessuno si è mosso prima? O meglio, perché la candidatura di Malagò non è stata impugnata nei sette giorni seguenti la pubblicazione come previsto dallo Statuto Coni? Lo poteva fare un candidato escluso, uno ammesso, ma anche la Procura federale. È ovvio che Chinè non sia intervenuto, per lui — come ha coerentemente ripetuto in tutta questa vicenda — l’ammissione era corretta. Ma Taucer, che ha scritto una relazione durissima nei confronti della Figc secondo cui il tesseramento era palesemente necessario, perché non ha avocato a sé all’epoca quell’impugnazione? Avrebbe chiuso il discorso nei tempi corretti e senza che nessuno potesse oggi parlare di strumentalizzazioni.
È chiaro che i membri di Giunta sentano addosso la pressione e che gli scenari potrebbero cambiare. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi si è detto da subito "spettatore interessato", sottolineando che "le norme sportive si conoscono, al di là dell’interpretabilità".
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Ma quando dovrebbe essere la famosa Giunta sul commissariamento? Buonfiglio ha affidato a un gruppo di "giuristi di chiara fama" il compito di approfondire la situazione. I legali sembra siano già al lavoro perché, come ha detto lo stesso presidente nella Giunta di martedì, "conto di darvi informazione dell’esito degli approfondimenti giuridici nel più breve tempo possibile".
Le indicazioni finora fanno pensare che si deciderà tutto nella prima settimana di ottobre, probabilmente subito dopo l’ultimo impegno dell’Italia in Nations League, il 5 contro la Turchia. Ma gli animi si surriscalderanno già una settimana prima della seduta, dal giorno della convocazione insomma. Sperando che gli azzurri non si lascino distrarre e pensino solo a giocare.



