caravaggio - maria maddalena in estasi 1606

“L’ARTE SECONDO DARIO FO” - CARAVAGGIO: VENDETTE, PAPI E TESTE TAGLIATE. LA ROMA DEL GRANDE PITTORE COME UNA CITTÀ DI ETERNA VIOLENZA: E ALLA FINE GIUDITTA FA “GIUSTIZIA” SU OLOFERNE

dario fodario fo

Dario Fo – da Il Fattoquotidiano

  

 

Stasera sera su Rai5 andrà in onda “L’arte secondo Dario Fo”, la puntata è dedicata a “Caravaggio al tempo di Caravaggio”. Eccone un’anticipazione.

 

   Su Caravaggio si era creato un giudizio piuttosto severo sul particolare modo dell’artista di affrontare i problemi legati ai conflitti personali. In poche parole Michelangelo Merisi era solito risolvere le dispute con atti piuttosto violenti, fino all’uso della spada, tanto che per uno di questi episodi era stato processato e addirittura condannato a morte e quindi costretto alla fuga da Roma.

CARAVAGGIO ,_A_boy_peeling_fruitCARAVAGGIO ,_A_boy_peeling_fruit

 

   Ma questo faceva parte del clima di inaudita violenza che si respirava nell’Urbe al tempo di Caravaggio.

 

   Ogni giorno c’era da mettere in conto qualche morto ammazzato e di contorno i soliti feriti, più o meno gravi. Poi ci pensava la setticemia ad arrotondare il numero dei decessi. Il menu quotidiano si arricchiva di violenza alle femmine, con relativi stupri; quindi seguivano scontri fra soldataglie e bande di quartiere con pestaggi all’infinito. A rintuzzare gli atti di violenza intervenivano due fazioni che coinvolgevano tutta la città, compreso il popolo minuto.

 

san girolamo di caravaggiosan girolamo di caravaggio

Entrambe erano organizzate da vescovi e principi: la prima coalizione spingeva perché il nuovo Papa con la relativa corte fosse spagnolo, l’altra gli contrapponeva la scelta di un Pontefice francese. In conseguenza degli scontri, spesso case e interi quartieri andavano a fuoco. Vendette e ritorsioni si seguivano a ritmo di kermesse. Insomma una situazione molto dura.

I BARI DI CARAVAGGIOI BARI DI CARAVAGGIO

 

   Le galere e le sezioni riservate

 

   Corollario di questo clima era il conseguente crescere della forza degli sbirri di governo e del numero delle prigioni. Esistevano in quel tempo la bellezza di cinque carceri, tra cui il celebre Castel Sant’Angelo. In questa sola prigione era detenuto circa il 10 per cento dell’intera popolazione romana.

 

il suonatore di liuto di caravaggioil suonatore di liuto di caravaggio

   In queste galere c’erano sezioni riservate ai delinquenti di passaggio e altre agli stanziali. Quindi locali per le femmine arrestate per prostituzione in spazi non autorizzati, ladre, borseggiatrici e condannate per crimini esecrabili. Esistevano anche celle per le religiose e per sacerdoti di rango minore, mentre vescovi e cardinali venivano ospitati normalmente a S. Angelo, con gli eretici di rango.

 

   Al tempo in cui Caravaggio appena ventenne giunse nella città santa si alternavano, più volte nella settimana, spettacoli piuttosto stridenti fra di loro: da una parte le elargizioni di indulgenze con relativi canti mistici e processioni pompose, dall’altra il rito della condanna a morte come spettacolo pubblico. Entrambi questi rituali incontravano straordinario consenso da parte della popolazione di ogni ceto. Per quanto concerne le presentazioni patibolari veniva addirittura affisso su apposite tavole sparse per la città il menu che annunciava i vari programmi inerenti le esecuzioni: data, orario e le particolari orrendezze promesse dal boia.

san francesco in meditazione di caravaggiosan francesco in meditazione di caravaggio

 

   Tre assassini smembrati, due condannati ai quali verranno spezzate le ossa previo mazzolata, due impiccagioni e un capo mozzato. Gran finale: un traditore verrà posto fra due cavalli che, spinti in direzioni opposte, produrranno lo squartamento dell’infame.

autoritratto come bacco di caravaggioautoritratto come bacco di caravaggio

 

   Programma del tutto eccezionale era quello che vedeva salire sul patibolo gli eretici. Per quei condannati non esistevano giorni di pausa. Perfino di Carnevale si poteva assistere all’accensione di un immenso rogo come quello sul quale, proprio l’ultimo giorno di Carnevale del 1600, fu arso vivo Giordano Bruno, tra il tripudio della folla accorsa in maschera con trombette e tricchetracche.

giuditta e oloferne di caravaggiogiuditta e oloferne di caravaggio

 

   Senz’altro lo spettacolo che rimase inciso negli occhi e nella memoria di Caravaggio fu l’esecuzione dell’intera famiglia dei Cenci, prima fra tutti Beatrice, seguita dalla matrigna, dai figli di primo e secondo letto e da alcuni famigli.

 

   Lo stupro, la denuncia di Beatrice e la semplice multa

 

   La ragazza, Beatrice Cenci, di cui noi conosciamo anche il ritratto attribuito a Guido Reni che ce la descrive di ‘gentili e nobili fattezze’, ebbene fu violentata dal padre. Beatrice si rivolse al tribunale ma la denuncia non ebbe corso. Francesco Cenci, il padre, non era nuovo alle violenze sessuali tanto che fu arrestato e messo in carcere per aver stuprato e quindi più volte abusato di una ragazzina di quindici anni, sordomuta, che faceva parte della servitù di casa. L’assatanato signore venne arrestato in seguito alla denuncia del fratello della piccola muta. Denuncia sostenuta dalla testimonianza della servitù.

Caravaggio Paintings Art Caravaggio Paintings Art

 

   Ma ancora indagini e processo non sortirono alcun esito. In verità una condanna fu emessa: al nobile Cenci fu imposto il pagamento di una multa (forse per stupro non autorizzato?).

 

   Giù dal balcone e il falso incidente

 

   Il ricorso a una sanzione pecuniaria per castigare persone di rango permetteva agli altolocati di evitare processo e condanna al carcere. Oltretutto in quel tempo era stata emanata una legge, imposta ad hoc che vietava la persecuzione e l’arresto di specifiche autorità o individui di rango superiore. Una condizione giuridica che ai nostri giorni non possiamo capire e accettare. Anzi, privilegi del genere ci conducono al ripudio.

 

Caravaggio Supper at Emmaus Caravaggio Supper at Emmaus

   Tornando alla tragedia dei Cenci è il caso di seguire la cronaca degli eventi: iniziamo con la violenza del nobile Francesco sulla piccola muta. Segue lo stupro della figlia Beatrice. Madre e fratelli di lei reagiscono spiccando denuncia. Il padre, onde bloccare lo scandalo e l’inchiesta giudiziaria, sequestra l’intera famiglia, servitù compresa, e la costringe in un castello, dove a sua volta prende dimora per poter così controllare ogni movimento dei congiunti.

 

CARAVAGGIO INCORONAZIONE DI SPINE CARAVAGGIO INCORONAZIONE DI SPINE

   Ma quest’altra violenza scatena la ribellione dei figli, capeggiati dalla madre, seconda moglie di lui. L’odio cresce al punto da indurre tutto il parentado a un vero e proprio scannamento del tiranno. Cenci viene ferocemente assassinato nel proprio letto. All’esecuzione partecipano anche amici di casa e la servitù. Onde mascherare l’omicidio si architetta una disgrazia accidentale: tutta la famiglia, compresa la servitù, testimonia che il signore s’era affacciato a un balcone della torre, con l’intenzione di godersi uno straordinario tramonto, ed estasiato si era spinto un po’ troppo fuori col corpo. La balaustra sulla quale appoggiava cedeva di schianto: l’appassionato di crepuscoli si ritrovava nel vuoto precipitando giù, fino a schiantarsi sul fondo roccioso del castello.

caravaggio deposizione caravaggio deposizione

 

   La polizia vaticana, che quando si trattava di indagare su personaggi di spicco sapeva agire con eccezionale acume scientifico, intuì immediatamente si trattasse di un dramma a sfondo criminoso. L’indagatore capo si rese conto alla prima occhiata che la balaustra era stata abbattuta a colpi di scure. E che le ferite fatali di una eventuale caduta erano troppo numerose per un unico impatto, soprattutto collocate in punti sospetti del corpo della vittima.

LA SECONDA MEDUSA DI CARAVAGGIO O BUFALA LA SECONDA MEDUSA DI CARAVAGGIO O BUFALA

 

   La tortura d’ordinanza

 

   Per l’occasione, come in verità era regola di quegli inquisitori seicenteschi, familiari e soprattutto i servi maschi e femmine furono sottoposti a tortura. Un emendamento alla legge sul trattamento degli inquisiti permetteva allora uno strappo alla regola: il poliziotto aveva il diritto di torturare almeno una volta, ma non di più, i soggetti incensurati. Atto che oggi, ai nostri occhi di popolo civile, appare a dir poco orripilante...

CARAVAGGIO AMOR VINCIT OMNIA CARAVAGGIO AMOR VINCIT OMNIA

 

   La sentenza finale decretò la condanna a morte per tutti gli imputati, compreso uno dei figli, l’ultimo, di soli dodici anni. Su intervento della intera popolazione il Pontefice sospese la condanna, ma con l’obbligo per il ragazzino di assistere al supplizio di tutti i suoi congiunti, compresa la madre.

 

   La piazza e il rito del boia

 

Caravaggio Conversione di San PaoloCaravaggio Conversione di San Paolo

   Il processo fu celebrato in una grande sala del tribunale romano e seguito in ogni udienza da una folla sconvolta e appassionata. Il giorno dell’esecuzione (11 settembre 1599) l’intera città si riversò verso la piazza di Ponte dove era stato allestito il palco per l’orrendo rito. Giunsero curiosi anche da tutto il Lazio e persino dal napoletano. I cronisti del tempo narrano di una vera e propria invasione di folla: mezzo milione di persone. Ogni strada d’accesso alla città era gremita per miglia: carri e carrozze impedivano l’un l’altro il transito, si scontravano e rovinavano addosso ai partecipanti. Nell’intento di arginare lo straripare della folla, la cavalleria del Pontefice caricò travolgendo donne e bambini. Molti furono calpestati dalla marea terrorizzata che fuggiva. Alla fine si contarono più morti di quelli legalmente condannati nel massacro offerto dalla giustizia.

L ORIGINALE CARAVAGGIO jpegL ORIGINALE CARAVAGGIO jpeg

 

CARAVAGGIO - NARCISO ALLA FONTECARAVAGGIO - NARCISO ALLA FONTECARAVAGGIO INCREDULITA DI SAN TOMMASO CARAVAGGIO INCREDULITA DI SAN TOMMASO

   Insomma uno spettacolo di tale violenza e crudeltà da indurre il Caravaggio a riprodurlo in un suo famoso dipinto: Giuditta e Oloferne, cioè la rappresentazione del mitico gesto biblico con il quale la giovane donna vendica e libera il suo popolo dalla tirannia.

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