bitcoin estetica

L’ ESTETICA DEL BITCOIN – RIELLO: DAL TRIFOGLIO AL TRIDENTE DI NETTUNO, DAI SENI AL TESCHIO DEI PIRATI: ECCO LA FACCIA DEL DENARO INVISIBILE. UN VERO DISASTRO… –LA VALUTA DIGITALE DEL VENEZUELA E’ UN CATTIVO AFFARE MA ALMENO HA UN LOGO DECENTE. SEMPRE PIÙ EFFICACE ED ELEGANTE LA MONETA IN ARGENTO CON IL PROFILO DEL SIGNORE DI SIRACUSA DIONIGI I DEL III SECOLO A.C.

Antonio Riello per Dagospia

 

bitcoin 1

Da quando esiste fisicamente il denaro apparirvi in qualche modo rappresentati con le proprie fattezze è sempre stato privilegio dei potenti. Re, imperatori, papi, tiranni (grandi e piccoli) hanno sempre "garantito" la valuta circolante nei propri domini con la propria faccia (di solito di profilo perché è più facile da disegnare). E in effetti non c'è davvero forma di propaganda più efficace che apparire puntualmente in ogni singola, anche minima, transazione economica.

 

Dall'acquisto della umile pagnotta all'acquisizione del gioiello più prezioso il potere di turno è sempre stato presente con il suo volto silenzioso e rassicurante. Il culto della personalità, più che con le statue gigantesche, si è affermato soprattutto nella quotidianità della microeconomia.

 

Ripple Coin

Alessandro Magno, Cesare, e tutti quelli che sono venuti dopo non hanno rinunciato a questa formidabile tentazione: in molti casi sono proprio le monete la sola sorgente che permette agli storici di poter immaginare il loro aspetto.  Nei tempi della modernità, paradossalmente, le grandi dittature del XX Secolo sembrano non aver praticato questa abitudine preferendo piuttosto un posto d'onore nella filatelia. Benito Mussolini aveva tra i piedi il Re Vittorio Emanuele III che non voleva e/o poteva essere istituzionalmente scavalcato sulle banconote.

 

Stalin filatelico

Stalin lasciò il posto d'onore sul contante a Lenin per apparire invece copiosamente sulla posta che arrivava ogni giorno a milioni di sovietici. Hitler da parte sua aveva trovato un astuto ed efficace modo per arricchirsi: percepiva dallo Stato tedesco una sorta di "royalty" su ogni francobollo stampato che portasse il suo ritratto (inutile dire che praticamente quasi tutti i francobolli in circolazione finivano per ritrarlo in un modo o in un altro: si vede che lo stipendio da burocrate di alto livello a cui il Fuhrer ufficialmente aveva diritto per lui non bastava).

 

Comunque sia Saddam Hussein che Gheddafi ci hanno dato dentro parecchio con le banconote, al solito con goffa vanità. Erdogan, evidentemente meglio consigliato,  continua saggiamente a tenere sulle lire turche il faccione accigliato di Ataturk (almeno al momento).

 

Il Potere nelle democrazie (o presunte tali) preferisce in genere scegliere personaggi - rigorosamente deceduti - delle propria Storia. Quando c'era la Lira gli italiani hanno fatto un bel ripasso di Storia dell'Arte (chi non ricorda il magnifico "Ritratto di Gentiluomo" di Andrea del Castagno sulle 10,000 Lire ?).

 

Gheddafi banconota

Gli USA come ben sappiamo hanno scelto George Washington e Benjamin Franklin come figure eponime. L'Unione Europea con l'Euro ha dato la sua preferenza ai simboli della propria civiltà e in particolare agli stili architettonici (probabilmente la roba meno compromettente della recente imbarazzante Storia d'Europa). Fa eccezione il Regno Unito dove la Regina fa tranquillamente bella mostra di sè da decenni. E bisogna ammettere che lo fa anche con una sua certa "maestosa" grazia.

 

monacoin

Il fatto è che oggi con il vasto uso delle carte di credito il contante ha perso di importanza e oggi il potere (quello finanziario almeno) ama porgere il proprio autoritratto su quelle tesserine di plastica che portiamo in tasca. Le banche italiane eccellono nella produzione di bancomat dall'aspetto particolarmente triste e sfigato, quantomeno in termini di look. Qualche banca però già offre ai clienti di personalizzare il proprio bancomat (gratuitamente !): c'è chi ci mette la foto del proprio gatto, della propria moto, della propria mamma o anche (non si sa mai...) di Padre Pio.

 

Ma l'ultima frontiera, la più interessante, è quella globale del denaro blockchain che qualcuno chiama anche "CryptoCurrency". Per capirci: "Bitcoin" e affini. Senza entrare nei meccanismi tecnici e nei molti pro-e-contro del tema vale la pena di dare una occhiata a come questa forma di denaro invisibile decide di farsi in pratica rappresentare. Da una parte, sinteticamente, provano a dare un senso di "solidità" (come è ovvio) oltre che di fresca "alterità digitale". Tutti comunque insistono nel suggerire con la propria grafica l'idea di un furbo anonimato e di una assoluta opacità fiscale. In tempi di "dittatura digitale allargata" la faccia che compare su questo denaro in fondo è la nostra, o almeno quella senza nome che racconta le nostre ansie collettive.

riello

 

Il "Bitcoin" si mostra come una variante furba dei simboli delle valute tradizionali, un bel B barrato (stile dollaro) estremamente istituzionale e forse anche un po' banale. Qui si è cercata, più che altrove, la rispettabilità bancaria d'altri tempi. C'è  anche comunque, una specie di suo derivato, il "Blackcoin" che non si capisce bene se fa il verso alla comunità Afro Americana o se vuole mostrasi ancora più "oscuro" in fatto di decifrazione crittografica.

 

I "Monacoin", dove campeggia una bella faccina di gatto, possiamo immaginare che  cerchino di portare, furbescamete, l'attenzione sui tanti gattari del pianeta.

"Titcoin" nasce per pagare anonimamente i vari prodotti del mercato del porno ed esplicita la sua vocazione con un una certa sfacciataggine: un paio di seni capezzoluti e stilizzati.

 

"Ripple" invece si mostra come una specie di trifoglio geometrizzato, che ricorda curiosamente molto da vicino il quadrifoglio simbolo della Regione Lombardia. Mah....

Il "Primecoin" rievoca un po' sia il mitico Tridente di Nettuno sia (molto di sfuggita) la "Menorah" della tradizione ebraica. Ancora Mah....

 

titcoin

"Ethereum" vorrebbe con il suo ottaedro (un solido "perfetto") evidentemente spacciarsi per un caposaldo di "solidità matematicamente garantita". Idea forse bella ma non particolarmente brillante come risultato visivo.

"Stellar" propone il missile di TinTin quando va sulla Luna. Un po' modesto e provinciale, a dire il vero. Sarebbe andato bene forse per defunta la Popolare di Vicenza, se ci fosse ancora.

 

"Dashcoin" sembra il logo di una ditta futuribile di qualche B-movie di fantascienza.

titcoin

"Defcoin" è davvero molto, molto, originale: rispolvera il teschio dei pirati. Non ci siamo.

"Neurocoin" evoca con il suo aspetto atmosfere stile NewAge ma un con un nome così non farà molta strada comunque. Suona proprio male, genera nevrosi in automatico.

"Petro" la valuta digitale del Venezuela su cui oggi è praticamente basato il bilancio dello stato Sud Americano. Molto probabilmente un cattivo affare, ma almeno ha un logo decente: una semplice "P" barrata, in corsivo.

 

C'è perfino un "Britcoin che si ammanta con l'Union Jack. Bizzaro e infelice nome, visti i tempi.

ANTONIO RIELLO

In estrema sintesi un vero disastro mediatico. Sempre più efficace ed elegante la moneta in argento con il profilo del signore di Siracusa Dionigi I del III Secolo a.C.

Dionigi I silver coin

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ DOMANI AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DI DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?