biaggi lorenzo rossi

VADO AL MAX (BIAGGI): "L'INCIDENTE MI HA CAMBIATO, MI HA RESO PIU' CINICO: SFRUTTO OGNI SINGOLO MOMENTO COME SE NON CI FOSSE UN DOMANI - SONO TORNATO IN MOTO MA SE MIO FIGLIO MI DICESSE UN GIORNO DI VOLER CORRERE FAREI FINTA DI NON AVER CAPITO - LA RIVALITA' CON VALENTINO ROSSI? ERAVAMO DUE PILOTI FORTI DELLA STESSA NAZIONALITA’. LUI E’ UN CAMPIONE. OGGI NON C’E’UN SUO ALTER EGO" - E SULL'AMORE…

MAX BIAGGI

Da I Lunatici – Rai Radio 2

 

Max Biaggi è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del programma "I Lunatici", condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta dall'1.30 alle 6.00 del mattino.

Max Biaggi ha parlato del suo ritorno in modo dopo l'incidente di un anno e mezzo fa: "Avevo pensato molte volte di tornare in sella a una moto. Mi era stato quasi proibito da mio papà, che mi diceva che non avrei mai più dovuto farlo. Qualche giorno fa, invece, sono andato al Mugello. E' stato bellissimo, emozionante, faticoso. Immaginare me senza la moto è come pensare a un calciatore senza il pallone. La natura ci porta a fare quello per cui siamo nati. Mio papà si è raccomandato, mi ha detto di stare attento, di fare un'altra cosa. Ma è difficile far altro, quando la passione ti porta a quello. Se mio figlio mi dicesse un giorno che vuole correre in moto? Farei finta di non aver capito".

MAX BIAGGI

 

Il grande pilota romano ha parlato della nascita del suo amore per la motocicletta: "E' nato tardi. Avevo già  18 anni. Era il luglio del 1989. I miei mi regalarono la moto, una 125. Andai in pista con quella. Fu una scoperta, mio padre mi portò lì, dicendomi che l'avrebbe fatto solo una volta, perché era pericoloso. Una persona mi vide e capì che ero tagliato per questo sport. Mio padre fu contrario per qualche mese, poi alla fine ha ceduto. Il ritorno al Mugello non resterà un evento sporadico. Ci ho preso subito gusto. Al Mugello ho fatto solo pochi giri, non ero molto allenato. Tornerò in pista a metà ottobre". 

BIAGGI ROSSI

 

Sulla rivalità con Valentino Rossi: "E' nata perché eravamo due piloti forti della stessa nazionalità. Dividevamo un po' il tifo in quegli altri. Oggi non c'è più. E' rimasto Rossi come italiano di un certo tipo, un campione, ma non c'è un suo alter ego".

 

Sull'incidente avuto a Latina: "E' stato il più importante di tutta la mia vita e per assurdo è successo mentre andavo in moto per divertimento e non per professionismo. Sul morale è stata una botta forte. L'obiettivo era quello di sognare di tornare in pista e a fare l'attività fisica che amo e faccio sempre. Questa speranza era una luce che mi dava forza. Anche nei momenti più bui. Quello che mi è successo avrebbe buttato giù anche un toro, io ovviamente ero triste ma non ho mai perso la forza e la speranza. Quell'incidente ha cambiato la mia percezione della vita. Mi ha fortificato da un lato e reso più vulnerabile dall'altro. Mi ha reso più cinico forse, più concreto. Do priorità alle cose importanti, prima non lo facevo. Provo a sfruttare al meglio ogni singolo momento, come se non ci fosse un domani".

BIAGGI

Sull'amore: "Quando l'amore arriva e ti bussa te ne accorgi in quel momento. Cercarlo è difficile. Tutte le persone che ho incontrato nella mia vita sono arrivate per caso. Sono sempre aperto a nuove cose. Non chiudo la porta all'amore, anche perché l'amore non bussa così tante volte

biaggi naomiBIAGGI LORENZOROSSI BIAGGIMAX BIAGGI 1bianca atzei max biaggi max biaggi max biaggi ortiseiTOTTI BIAGGIALESI FISICHELLA BIAGGI SCHUMACHERBIAGGI E LORENZO a Valencia BIAGGI E LORENZO a Valencia Max Biaggi fabrizio frizzi max biaggi

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO YANKEE A ROMA DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE”, IL “MAGA”-FONO IN ARRIVO IN ITALIA NEL 2027, CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO E SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE ROMA ALEGGIANO NUVOLONI NERI. IL MOTIVO? TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO