classico pop

UN MARZIANI A ROMA - LA DOLCE VITA TORNA A SCORRERE CON ‘’IL CLASSICO SI FA POP’’, MOSTRA CHE SI DIVIDE TRA PALAZZO MASSIMO E LA CRYPTA BALBI, ENNESIMA CONFERMA DI UNA CITTÀ CON UN PATRIMONIO DA IMMOBILIARE DIO SPA - UN DITTICO FOTOGRAFICO DI FRANCESCO VEZZOLI, CON LA RIPRODUZIONE DI UNA PAOLINA A DESTRA E UNA SPECULARE EVA MENDES A SINISTRA, COGLIE L’ANIMA PROTOPOP DI UN NEOCLASSICISMO GIÀ POSTMODERNO PRIMA DEI MODERNI

IL CLASSICO SI FA POP al Museo Nazionale Romano

 

Classico POP

Gianluca Marziani per Dagospia

 

il classico si fa pop – palazzo massimo – ph cristina vatielli none collective

La Dolce Vita torna a scorrere nelle vene latine di Roma, a due passi dai negozietti al neon che affliggono il decoro urbano coi loro sanpietri e colossei in plastica cinese. Ma non temete per una deriva siliconica di veneri cafonal in pelliccia e pellaccia, la nuova Dolce Vita ci parla di giovinezze marmoree che l’archeologia ha conservato senza alcun botox, sfidando la chirurgia estetica a colpi di musei climatizzati e restauri filologici.

Classico POP

 

Eccoci in zona Termini, scultura papale di Rainaldi sulla sinistra, lo splendido Palazzo Massimo al centro, a destra un vecchio negozio d’abbigliamento che offre servizi alla cazzodicane, dal noleggio al junk food global. La Roma del gadget storico riparte dalla sede centrale del Museo Nazionale Romano, con una doppia esposizione che l’eterna dolcevita ce la serve su un piatto di marmo (ma anche gesso, porcellana, biscuit…) e tecnologia digitale.

 

il classico si fa pop – palazzo massimo – ph cristina vatielli none collective 3

IL CLASSICO SI FA POP (a cura di Mirella Serlorenzi, Marcello Barbanera, Antonio Pinelli) si divide così tra alcune sale di Palazzo Massimo e i viluppi verticali della Crypta Balbi, luogo di metafisica e silente bellezza, ennesima conferma di una città che potrebbe governare il G8 se solo mettesse a pieno reddito un patrimonio da Immobiliare Dio SpA.

 

il classico si fa pop – palazzo massimo – ph cristina vatielli none collective 2

A Palazzo Massimo il clou immersivo ci catapulta in una camera che è pura meraviglia di sostanza e forma liquida: la materia neoclassica di Canova viene declinata sul tema delle copie, tenendo a mente l’archetipo della Paolina Bonaparte, la prima venere cosmopolita, madrina erotica della Galleria Borghese (mi sembra di vederla passeggiare, nei tenui attimi del crepuscolo, mentre si incammina sinuosa verso la dormeuse delle sue notti bianche).

 

il classico si fa pop – palazzo massimo – ph cristina vatielli none collective 1

Le affinità elettive accostano oggi la Ninfa Dormiente (prestata dalla Gipsoteca Canoviana di Possagno) all’Ermafrodito Dormiente (che è domiciliato a Palazzo Massimo). Davanti al corpo a corpo marmoreo (la Ninfa è di Antonio Canova, l’ermafrodito è un originale romano del II secolo a.C.) sbuca il cortocircuito che svela il codice pin del titolo: un dittico fotografico di Francesco Vezzoli, con la riproduzione di una Paolina a destra e una speculare Eva Mendes a sinistra, che coglie l’anima protopop di un neoclassicismo già postmoderno prima dei moderni.

 

il classico si fa pop – palazzo massimo – ph cristina vatielli none collective 5

A proposito, l’opera di Vezzoli si intitola “La Dolce Vita” ed è qui che il tema espositivo si fa sinfonia tra originale e copia: una luce ondivaga accomuna teatralmente le opere e sovrappone disegni digitali come fossero appunti notturni, flussi e riflussi sul filo di un’elettronica che veste lo spazio con suoni sartoriali. Il messaggio è chiaro: fin dai tempi antichi esistevano copie e repliche di statue famose, spesso identiche (diciamo quasi) all’originale ma anche diverse per formato, colorazioni, materiali e finiture.

il classico si fa pop – palazzo massimo – ph cristina vatielli none collective 4

 

Fu una mostra del 2015 alla Fondazione Prada – Serial / Portable Classic - ad approfondire il tema delle copie greche e romane, dimostrando l’esistenza secolare di un’attitudine pop, un approccio che avrà fatto arrabbiare tanti soloni aristochic del tempo, gli stessi che ancora dubitano quando un’opera esiste in molteplici copie (vedi il caso Banksy).

 

06 il classico si fa pop palazzo massimo photo credits cristina vatielli none collective

CLASSICO POP è la conferma di un batterio resistente che chiamerei POP BACILLUS, un pastiche genetico che, lungo i secoli, ha contagiato lo sguardo moderno di alcuni maestri e tanti allievi. Lo presero Michelangelo e Leonardo, Raffaello e Botticelli, Arcimboldo e Bosch, lo prese Antonio Canova in forma modernamente infettiva. E lo prese un signore veneto di nome Giovanni Trevisan detto il Volpato, fondatore nel 1785 di una manifattura in Via Urbana, nel cuore del rione Monti.

Vezzoli

 

 

Volpato era l’abile imprenditore di un marchio che produceva e vendeva copie, repliche, pasticci, maioliche, terraglie e oggetti affini. Era nato con lui il souvenir moderno, ed era nata la bottega open space con le merci su scaffali a vista e tavoloni espositori, un Art Bazar da capitale cosmopolita (anche se la rivendita ufficiale era in via dei Greci) che accoglieva pittori erranti europei, letterati, uomini di governo ma anche semplici cittadini in cerca di regalie, oggetti professionali o idee per ornamenti domestici (chissà se la curiosità sessuale ispirava qualche giochino con le colonne in scala).

veduta esterna di palazzo massimo 1

 

L’ispirazione della mostra nasce dal ritrovamento archeologico di questo Tiger ante litteram, scoperto nel 2006 e oggi raccontato con un brillante progetto istituzionale (il catalogo è un bel volume di testi rivelatori, raffinato per stile grafico anche se una maggior spinta iconografica non avrebbe guastato).

 

Vezzoli

A Palazzo Massimo si nuota coi sensi tra le sale immersive (complimenti ai NONE Collective), scivolando tra la collezione permanente e gli ambienti digitali della mostra. Favolosa la stanza agonistica del Discobolo: una linea centrale di sculture e una foto sul muro firmata Robert Mapplethorpe, sorta di montaggio atletico tra proiezioni che regalano atmosfere in stile Derek Jarman. Da non perdere anche la sala coi Tirannicidi, sorta di oasi techno berlinese con un ambiente specchiante in cui Sol LeWitt (geometria visiva) sembra idealmente fondersi con Richie Hawtin (geometria sonora).

Gianluca Marziani

 

Alla Crypta Balbi la visita assume un connotato più domestico, si entra nel cuore della bottega Volpato in un incastro di piani tra Piranesi ed Escher. Bellissimo il dessert (detto anche trionfo) dedicato a Bacco e Arianna, un centrotavola con 115 pezzi a formare un’installazione che fa arrossire i Chapman Brothers.

 

palazzo massimo

Qui si vede tutto il genio, la modernità, il citazionismo colto, la visione universale di un imprenditore che stava anticipando molte vicende del futuro design industriale. Pensate ad un marchio come Seletti (vero erede del modus alla Volpato) e tornate con lo sguardo alle statuine del Settecento: si capisce bene quanto la Dolce Vita scorra nelle vene secolari di Roma, ben prima che Flaiano e Fellini ne inventassero l’ambientazione mondana… e si capisce come SPQR sia un acronimo con un secondo significato, nascosto ai più, sorta di marchio alla Volpato che in realtà dice: SONO POP QUESTI ROMANI.  

palazzo massimo, sede del museo nazionale romano

 

 

 

palazzo massimo, sede del museo nazionale romano bnoble romano palazzo masimo roma foto r puigpalazzo massimo, sede del museo nazionale romano apalazzo massimo, sede del museo nazionale romano pal. masssimo alle terme

Vezzoli

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte donald trump mario draghi joe biden sergio mattarella matteo renzi gennaro vecchione william barr

DAGOREPORT – LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'''ASTIO SPUMANTE'' DI GIUSEPPE CONTE VERSO MARIO DRAGHI - IL "TRASFORMISMO DAL VOLTO UMANO" NON HA MAI METABOLIZZATO LA CACCIATA DA PALAZZO CHIGI DEL 2021, DETRONIZZATO DA "SUPERMARIO" PER LA GIOIA DI ANGELA MERKEL, CONTRARIA A FAR GESTIRE I 200 MILIARDI DEL PNRR AL POPULISMO 5STELLE - I TWEET D'AMORE DI TRUMP A "GIUSEPPI" CHE PORTO' IL PREMIER CONTE AD AUTORIZZARE L'INSOSTENIBILE INCONTRO A ROMA DEI VERTICI DEI SERVIZI SEGRETI CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA DEGLI STATI UNITI, A CACCIA DI "MAIL IMBARAZZANTI SU HILLARY CLINTON IN POSSESSO DEI RUSSI" - DESTINO VOLLE CHE DOPO SEI GIORNI DAL GIURAMENTO DI BIDEN, LA FAVOLA DI "GIUSEPPI" FINI' ED INIZIO' LA VENDETTA CONTRO "DRAGHI, L'USURPATORE" (OGGI, A PAGARNE LE CONSEGUENZE, E' L'EX SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DI "MARIOPIO", FRANCO GABRIELLI) - VIDEO

la repubblica urbano cairo enrico mentana stefano cappellini theodore kyriakou

DAGOREPORT - SI ACCAVALLANO LE VOCI SUL CORTEGGIAMENTO A ENRICO MENTANA DELL’EDITORE DI ‘’REPUBBLICA’’, THEO KYRIAKOU, CHE INTENDE LANCIARE UNA RETE ALL NEWS-CNN, DIRETTA DAL CONDUTTORE DEL TG LA7 - S’AVANZA ANCHE L’IPOTESI DI UN ''DOPPIO MENTANA'': TV E DIRETTORE EDITORIALE DI “REPUBBLICA” - COSÌ IL MAGNATE GRECO SALVEREBBE CAPRA E CAPPELLINI (ALL’80% CONFERMATO ALLA DIREZIONE) - TRA MENTANA E IL PROPRIETARIO DI "ANTENNA GROUP", CI SAREBBE IL MACIGNO DELLA CLAUSOLA DI NON CONCORRENZA CHE RISCHIA DI TENERLO LONTANO DA UN ALTRO INCARICO PER UN ANNO E MEZZO - CHICCO DICE CHE QUESTA CLAUSOLA “NON C’È” - BENE, SE ‘’NON C’È’’, ALLORA NON SI COMPRENDE LA STIZZA RABBIOSA DELLA SUA LETTERA INVIATA AL “FOGLIO”, CONTRO L’EDITORE DE LA7, URBANETTO CAIRO… - VIDEO

sigfrido ranucci

DAGOREPORT - MILENA GABANELLI, L'UNICA AD AVER CAPITO TUTTO DI SIGFRIDO RANUCCI: "È UN GRAN RUBACUORI... LE RACCOGLIE A MAN BASSA, VEDEVO QUESTO IO…", DISSE "MI-JENA" IL 30 OTTOBRE 2025, A DUE SETTIMANE DALL'ATTENTATO DI POMEZIA, OSPITE DI GEPPI CUCCIARI A "SPLENDIDA CORNICE", RAI3, RIVOLTA AL CONDUTTORE DI "REPORT", INCORNICIATO “MARTIRE DELLA LIBERTÀ”, CHE REPLICÒ RIDENDO: “NO, NON È VERO…NON ABBASTANZA PER DIVENTARE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO” - ERANO BATTUTE, CERTO, MA OGGI PRENDONO UN’ALTRA PIEGA, UN SIGNIFICATO DIFFERENTE ALLA LUCE DELL'“ATTENTATO D'AMORE” DI LAVITOLA PER LANCIARE RANUCCI IN POLITICA E SULLE PRODEZZE EROTICHE DEL “ROCCO SIGFRIDO” CON STAGISTE E FONTI IN GONNELLA – ANCHE LA LETTERA ANONIMA DEL 2021 INVIATA ALLA RAI CHE ACCUSAVA RANUCCI DI MOLESTIE E RICATTI SESSUALI NEI CONFRONTI DI TRE COLLEGHE DI "REPORT", E CHE SI CONCLUSE CON L'ASSOLUZIONE DEL CALDO SIGFRIDO, ASSUME OGGI UN'ALTRA LUCE... - VIDEO

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....