shirin neshat

LA MIA CASA È IL MONDO - MADONNE CON BAMBINO, PIETA’, CROCIFISSIONI: I RITRATTI DI SHIRIN NESHAT IN MOSTRA AL "CORRER" DI VENEZIA – A OGNI FOTO L'ARTISTA IRANIANA HA AGGIUNTO I VERSI DI UN POETA PERSIANO: “MI SONO ISPIRATA A EL GRECO” - VIDEO

 

 

Fiamma Arditi per la Stampa

 

Madonne con Bambino, Pietà, Crocifissioni affollano le stanze al terzo piano del Museo Correr dedicate all' arte cristiana del Trecento e del Quattrocento.

 

NESHAT 8NESHAT 8

Alla fine di questo percorso mistico si arriva nella sala delle Quattro Porte. Una grande Madonna di legno al centro in alto della parete principale apre il suo manto come a proteggere i ragazzi intorno a lei.

 

Sono i protagonisti delle foto di Shirin Neshat, l' artista iraniana a cui il Museo Correr dedica «The Home of my Eyes» la mostra curata da Thomas Kellein nell' ambito della 57 a Biennale di Venezia .

Cultura degli opposti Giovani, bambini, anziani, tutti vestiti di nero e a mani giunte guardano negli occhi chi arriva. Intorno e di fronte a loro ci sono figure di adulti, attoniti, in silenzio, come sospesi in un tempo che ci accomuna tutti. È il tempo delle turbolenze, delle migrazioni, della paura, ma anche il tempo della riflessione, del sentirci parte di un' unica umanità, alla ricerca di un denominatore comune, di un luogo dove stare in pace, dove essere pace.

 

Shirin Neshat sintetizza tutto questo con le sue immagini essenziali, fatte di scelte scarne, che rimandano solo a lei. «Sono curiosa di sapere se il pubblico riesce a captare questa cultura degli opposti, questo incontro tra Oriente e Occidente, l' universalità di un dialogo che ci accomuna tutti», osserva l' artista, mentre mi accompagna nella visita di questa mostra unica nel suo genere. Entrare nell' enorme sala è come entrare in una cappella.

 

NESHAT 5NESHAT 5

Queste figure, che emergono immobili e attonite dallo sfondo buio, sono raggi di luce, che ci invitano a riflettere. «Ho cercato di tradurre in maniera poetica le mie emozioni, senza essere didattica. Vorrei che arrivassero a tutti, che appartenessero a me, ma non solo a me», sottolinea Shirin, mentre parla con passione.

 

Nella sala accanto la mostra continua con la proiezione del video Roja , parte della sua ultima trilogia Dreamers , dedicata ai suoi sogni, alle paure inconsce. Roja in particolare, impersonata dalla giornalista Roja Heydarpour, riflette sulla propria nostalgia per il paese natale. Nello stesso tempo la protagonista è attratta e respinta sia dalla sua terra, sia dal paese, gli Stati Uniti, che l' hanno accolta. Un paese che la stessa Shirin ama e di cui ha paura, così come gli americani temono l' Iran, la sua terra d' origine, pur amando lei. Roja cerca la pace per sentirsi al sicuro. «C' è un legame mistico con la serie di fotografie esposte», sottolinea alla fine della proiezione Neshat.

 

NESHAT 6NESHAT 6

La serie di «The Home of my Eyes» è nata quando Shirin è stata invitata ad aprire nel 2015 il Centro di Arte Contemporanea Yarat, a Baku, in Azerbaijan, che fino alla prima metà dell' Ottocento era parte della Persia. Il paese, crocevia di differenti etnie, turche, russe, armene, di differenti religioni, cristiana e musulmana, da cui viene la famiglia di sua madre, è diventato fonte di ispirazione dei 55 ritratti realizzati da lei, di cui il pubblico a Venezia può vedere una selezione. Mentre intervistava donne, ragazzi, vecchi e bambini Shirin voleva cercare di capire la loro storia, quale era per loro il concetto di casa. «Per me era importante perché io stessa sono senza casa. E poi ero lì al confine con il mio paese e non potevo entrarci».

 

Ispirata da El Greco Le interviste fatte nella lingua dei protagonisti sono state tradotte in farsi, poi Neshat ha composto i testi intervallati da versi del poeta persiano del XII secolo Ghanjavi Nezami, vissuto in Azerbaijan, e li ha aggiunti a ognuna delle foto con lo stile calligrafico. In comune i suoi soggetti hanno il gesto delle mani unite in preghiera. «L' idea mi era venuta studiando i quadri di El Greco, in particolare, quando l' anno precedente mi avevano chiamata a Toledo per realizzare un progetto per i 400 anni del suo anniversario».

 

Shirin non ha casa, è vero, ma è cittadina del mondo e il mondo la chiama. Con la sua condizione di donna in esilio, con la sua sensibilità di artista trasforma il suo dramma, che oggi è il tema principale del nostro tempo, in una lingua universale capace di arrivare a tutti. Il festival di Salisburgo le ha affidato la regia di Aida diretta da Muti e interpretata da Anna Netrebko. «La sfida era come reinterpretare Aida in un' ottica contemporanea ed era con me stessa, che sono un' artista visiva, alla mia prima esperienza di regista di un' opera», racconta Shirin. Dopo molti incontri con Muti, insieme con un pool di professionisti che il Festival di Salisburgo le ha messo a disposizione Shirin sta creando una nuova versione dell' opera di Verdi, che debuttò al Cairo nel 1871.

NESHAT 4NESHAT 4

 

«Cerco me stessa» Nella sua ricerca storica si è ispirata a Orientalismo di Edward Said, che con il suo lavoro ha fatto voltare la pagina del rapporto tra Oriente e Occidente. «Per me non è più un' opera tra Egitto e Etiopia», sottolinea Shirin Neshat, «ma può esserlo tra l' Est e l' Ovest.

Mentre in termini di tempo va dall' antichità al presente, si ispira a differenti culture».

Nella sua interpretazione di Aida Neshat non solo rimette in discussione l' ottica orientalista, ma elimina le etichette.

La vittima non è più solo vittima e l' aggressore non è solo aggressore. «Il triangolo d' amore rimane il centro intorno a cui ruota l' intera storia». Le sette repliche di questa nuova Aida sono esaurite già dal mese di gennaio.

 

Shirin in tutto questo mantiene la sua semplicità, non si distrae dalla fucina del lavoro.

NESHATNESHAT

A luglio sarà pronto il suo film Looking for Oum Kulthum , dedicato alla cantante egiziana che è stata ed è ancora un mito del mondo arabo. «È la storia di un' artista iraniana che cerca sé stessa e fa un film su una figura iconica. Una donna che racconta di un' altra donna», spiega Shirin. Da cinque anni ha lavorato per realizzare questo progetto ambientato in Medio Oriente, con il quale cerca di esplorare il prezzo che un' artista donna deve pagare per dedicarsi alla sua arte.

 

«Oum Kulthum era amata da ricchi e poveri, vecchi, giovani, bambini». L' elemento autobiografico è la linfa vitale di questo secondo film di Neshat (il primo era Women Without Men , realizzato assieme a Shoja Azari, che vinse il Leone d' Argento al Festival di Venezia nel 2009). Ancora prima di essere pronto se lo contendono già i grandi festival nel mondo.

 

Appena aperta la mostra al Museo Correr di Venezia, Shirin Neshat volerà a New York per l' apertura della personale con i suoi ultimi lavori alla Gladstone Gallery. Il comune denominatore delle sue opera è sempre lei. «Non sono autobiografiche, ma personali sì. Sono sul mio rapporto col mondo, con me che cerco me stessa».

neshat4neshat4neshat3neshat3neshat2neshat2Shirin NeshatShirin NeshatNESHAT 7NESHAT 7neshat8neshat8neshat7neshat7neshat9neshat9neshat6neshat6NESHAT 1NESHAT 1

Ultimi Dagoreport

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...

urbano cairo enrico mentana

DAGOREPORT - VUOI VEDERE CHE ALLA FINE TRA URBANO CAIRO ED ENRICO MENTANA FINIRÀ A TARALLUCCI E VINO, INTONANDO: CHI HA AVUTO, HA AVUTO, CHI HA DATO, HA DATO, SCURDAMMOCE 'O PASSATO? - SE CHICCO NON HA ANCORA TROVATO UNA ALTERNATIVA AL SINISTRISMO DE LA7 (CHE FINE HANNO FATTO LA ''CNN ITALIANA'' DI KYRIAKOU, IL RITORNO A MEDIASET O LE VOCI SU SKY?), DA PARTE SUA URBANETTO NON HA ANCORA SCOVATO CON CHI SOSTITUIRLO AL TG E LASCIA LA PORTA APERTA AL RINNOVO DEL CONTRATTO IN SCADENZA IL 31 DICEMBRE PROSSIMO: "LA MIA STIMA PER MENTANA E' INTATTA..."