federico solmi american circus

MIDNIGHT IN TIMES SQUARE CON IL VIDEO DI FEDERICO SOLMI – PER TRE MINUTI AL GIORNO, DALLE 23.57 A MEZZANOTTE, I MESSAGGI PUBBLICITARI DELLA PIAZZA SIMBOLO DI MANHATTAN E DELL’IMMAGINARIO CONTEMPORANEO LASCIANO SPAZIO ALLA VERTIGINOSA RAPPRESENTAZIONE “AMERICAN CIRCUS” DELL’ARTISTA ITALIANO: “HO VOLUTO RIPRODURRE QUESTO COLORATISSIMO CIRCO. PER ME 'TIMES SQUARE' È IL CENTRO DELLA SREGOLATEZZA, UN’ORGIA PUBBLICITARIA E LA DEGENERAZIONE DEL SISTEMA CAPITALISTICO”

 

 

Maurita Cardone per www.artribune.com

federico solmi american circus

Times Square non è altro che un’intersezione di strade dove il bombardamento della pubblicità trova il suo apice. Luogo dalla visibilità esponenziale, quotidianamente rimbalzata dalle migliaia di immagini postate sui social dalle folle di turisti che compiono il pellegrinaggio alla mecca del consumismo, Times Square è un luminoso firmamento di marchi.

 

Ma se in questa moltiplicazione di messaggi intesi a sollecitare comportamenti di consumo trovano spazio immagini che ci invitano a riflettere su quegli stessi comportamenti, si crea un cortocircuito cognitivo ed è lì che avviene l’arte.

 

3 MINUTI A TIMES SQUARE

Per tutto il mese di luglio, ogni notte dalle 23.57 a mezzanotte, i messaggi pubblicitari di Times Square lasciano spazio alla vertiginosa rappresentazione distopica del reale di Federico Solmi (Bologna, 1973; vive a New York). L’installazione è parte di Midnight Moment, promosso dal programma di arte pubblica Times Square Arts, che ogni mese sceglie un artista il cui lavoro viene mostrato sugli schermi della piazza.

federico solmi american circus

 

Lanciato nel 2012, Midnight Moment è la più grande e più longeva esposizione di arte digitale al mondo e ha portato a Times Square artisti come Yoko OnoSophie CalleAlex Da CorteJREmilio PerezNick CaveAlfredo JaarLaurie AndersonBjörk. Solmi è il secondo italiano dopo Marco Brambilla, che nel marzo 2015 realizzò Apollo XVIII.

 

LO SCHERMO COME UNO SPECCHIO

Ruotando in loop a trecentosessanta gradi su 25 schermi sui lati della piazza, le immagini della video-installazione American Circus di Solmi sono un ritratto satirico e conturbante della società odierna e, a ben guardare, della stessa Times Square.

 

federico solmi american circus

Il mio lavoro”, ci spiega l’artista, “è spesso politico ma in questo caso, visto che questo è un luogo frequentato da molti turisti e che quindi ha un che di leggero, ho deciso di non usare quei personaggi nefasti che spesso popolano le mie opere, ma di creare invece uno specchio. Volevo che la sensazione di chi vede quest’opera fosse quella di vedere la stessa Times Square in quegli schermi. Ho voluto riprodurre questo coloratissimo circo e volevo che gli spettatori si divertissero, ma allo stesso tempo, nel gettare in faccia alla gente quella stessa scena, volevo far riflettere su quegli eccessi, la teatralità, la cultura delle celebrità”.

 

Le immagini che passano sugli schermi sono quelle di una folla festante circondata da insegne luminose, giostre, fuochi d’artificio, simboli e monumenti delle grandi capitali del mondo occidentale. Come in un grande luna park, tutto è colore e musica celebrativa.

 

FEDERICO SOLMI E IL FASCINO DI TIMES SQUARE

Non è la prima volta che Times Square trova spazio nelle composizioni di Federico Solmi, le cui scene eccessive, affollate, dense di colori e rumori, si nutrono delle stesse atmosfere che ogni giorno richiamano folle di turisti in questo luogo.

 

federico solmi american circus

Sin da quando sono arrivato a New York”, continua Solmi, “Times Square è apparsa in molte delle mie opere, da ‘King Kong and the End of the World’ a ‘Chinese Democracy’ e altre. Times Square è questa grande icona americana che per me rappresenta l’eccesso e l’esuberanza del capitalismo e del consumerismo, è luogo di estremi e in questo rappresenta anche lo spirito di New York, città che ti bombarda continuamente di cose. È un luogo colorato e saturato come le mie opere e credo che quindi, inconsciamente, abbia avuto un forte impatto sul mio lavoro.

 

Per me è il centro della sregolatezza, un’orgia pubblicitaria e la degenerazione del sistema capitalistico. E ad aumentare il senso di assurdo c’è il fatto che milioni di turisti ogni anno vadano ad ammirare della pubblicità, il grande teatro di chi ti vuole vendere qualcosa”.

 

TRA VIDEOGAME E POLITICA

federico solmi american circus

Le opere di Federico Solmi sono video-painting narrativi che mescolano le tecniche di pittura tradizionali con le nuove tecnologie, come i sistemi di videogioco, la motion capture e la modellazione 3D. Il processo di lavorazione è lungo e complesso: i movimenti dei personaggi che popolano lo schermo sono prodotti da attori reali, sulla cui base vengono creati i modelli 3D sui quali Solmi poi dipinge. Una volta che la scena è composta, le viene applicato il punto di vista, attraverso telecamere virtuali: l’effetto è quello dei videogame, in cui il giocatore vede il contesto di gioco attraverso il punto di vista interno del personaggio.

 

Quello che faccio consiste nell’unificare due cose che non sono fatte per stare insieme, anzi sono all’opposto, la pittura e il 3D modelling. La pittura nasce in un contesto bidimensionale e io la trasporto nella tridimensionalità, amalgamando il tutto in qualcosa di omogeneo. Il mio lavoro ha delle radici forti nel passato, ho grande rispetto per le tecniche tradizionali, ma nel mio lavoro le associo alle nuove tecnologie che mi consentono di esplorare nuove possibilità”.

 

Solmi ha iniziato a realizzare questo tipo di lavori nel 2003 e, come racconta lui stesso, al tempo galleristi e curatori gli sconsigliarono di mescolare i diversi mezzi e di avventurarsi nel mondo del videogame, considerato troppo commerciale. Ma, spinto da un pionieristico gusto per l’esplorazione, Solmi andò avanti fino a riuscire a crearsi uno stile unico e a realizzare opere che restano impresse non solo per potenza visiva ma anche per il complesso mix di emozioni che suscitano. I suoi personaggi sono grotteschi palloni gonfiati, tronfi dittatori, donne volgari e lussuriosi uomini di chiesa.

FEDERICO SOLMI

 

Spesso compaiono personaggi reali, storici o correnti. Le sue scene sono deliri di consumismo, nazionalismo e ostentazione. La sensazione che ne risulta è di vertigine e disgusto e non si può evitare di riflettere sulle derive di una società che maschera il proprio vuoto con parate e fuochi d’artificio. C’è una critica al potere e all’uso che se ne fa, così come alla cecità delle masse annebbiate dal consumo.

 

PASSATO RECENTE E FUTURO PROSSIMO

Mentre American Circus ogni notte illumina Times Square, di giorno Federico Solmi lavora alle prossime mostre. In arrivo una collettiva alla Smithsonian National Portrait Gallery di Washington DC e personali al Tarble Art Center di Charleston (Illinois) e al Tucson Museum of Art, in Arizona. In Europa sarà parte della collettiva di arte italiana The Quest of Happiness, al Serlachius Museum di Mänttä, in Finlandia.

 

federico solmi

La sua recente serie The Great Farce, esposta dalla Ronald Feldman Gallery in uno stand monografico all’ultimo Armory Show, è una riscrittura in senso critico della storia e della narrativa dei potenti. La nuova serie che al momento è ancora nel suo studio, ma che presto verrà presentata al pubblico, è una sequenza di eroi del passato e riferimenti a fatti storici. La storia vista da Solmi è una grande macchina che trasforma gli individui in ingranaggi per il suo grottesco sfoggio di potere. Le sue opere sono affreschi in movimento, murales politici animati in cui prende vita una narrazione che contesta e ribalta la narrativa dominante del glorioso Occidente.

 

New York // fino al 31 luglio 2019

Federico Solmi – American Circus

Times Square

OPERA DI FEDERICO SOLMI

 

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