lotito sibilia malagò

IL NAZARENO DEL PALLONE: LOTITO SCOMMETTE SU SIBILIA PER LA PRESIDENZA FIGC – LA MOSSA DEL PATRON LAZIALE (DA SEMPRE VICINO AL CENTRODESTRA) DI FARE IL KING MAKER DEL PRESIDENTE DEI DILETTANTI, SENATORE USCENTE DI FORZA ITALIA, AVREBBE TROVATO LUCE VERDE ANCHE IN AMBIENTI RENZIANI… 

lotito

Marco Antonellis per Dagospia

 

Sono ore febbrili quelle che precedono la prossima assemblea di Lega serie A, che potrebbe determinare il nome del nuovo candidato per la poltrona di presidente della Federcalcio italiana.

 

L’idea, secondo quanto sta già “girando” tra i club della prima divisione, sarebbe una intuizione di Claudio Lotito, che, dopo aver provato, nella precedente assemblea, a far circolare il suo nome per la stessa posizione dirigenziale, avrebbe deciso (dopo il niet di Urbano Cairo, presidente del Torino) di scendere a più miti consigli, tenendo un profilo basso. Ecco che Cosimo Sibilia (presidente LND), senatore uscente di Forza Italia, e possibile candidato alle prossime politiche, sempre al Senato, potrebbe diventare il cavallo su cui scommettere per superare Damiano Tommasi (AIC) e, a breve, Gabriele Gravina (Lega Pro), vero possibile sfidante in questa competizione elettorale.

MALAGO' SIBILIA

 

Certamente fa pensare questa candidatura, dopo che, per settimane, i presidenti della A hanno sottolineato, chi più chi meno, che il peso della Lega Nazionale Dilettanti presieduta dallo stesso Sibilia (nella misura del 34%) era "troppo" per la “governance” del calcio. Ancora una volta il presidente della Lazio sta giocando da "king maker" per il futuro del calcio italiano in una partita che ha una declinazione anche personale: se Sibilia dovesse diventare presidente Figc lo stesso presidente biancoceleste potrebbe diventare vice-presidente “vicario”. Ovvero quello che Lotito aveva sperato mai ottenuto dall’ex alleato: Carlo Tavecchio, presidente uscente in FIGC. 

 

La strategia messa in campo da Lotito (da sempre vicino al centro-destra) avrebbe trovato luce verde anche in ambienti prettamente renziani, senza incontrare particolari resistenze si fa notare dal partito. Insomma, il "Nazareno" sarebbe pronto a sbarcare anche nel mondo del calcio.

 

2. LA LEGA PROVA A DARE UN SEGNALE

Alessandro Catapano e Marco Iaria per La Gazzetta dello Sport

 

sibilia tavecchio

Nella corsa alla presidenza federale i riflettori di oggi sono puntati su via Rosellini: alle 14 si terrà l' assemblea della Lega Serie A, appositamente convocata per dare un segnale di esistenza politica da parte della componente che è traino economico del sistema ma è commissariata da oltre otto mesi. In teoria la Serie A dovrebbe esprimere un candidato a presidente Figc, in pratica le posizioni tra i club sono talmente diversificate da rendere improbabile, se non impossibile il pronunciamento ufficiale su un nome.

 

D' altronde, è stato già congelato il rinnovo degli organi interni (per la presidenza di Lega Nicoletti resta una pista valida). Più facile per le società di A mettersi d' accordo su una serie di proposte in tema di politica federale, stratagemma per rivendicare un ruolo da protagonisti: in primis la revisione dei pesi elettorali (ora la A conta per il 12%) e un posto in più in consiglio, poi seconde squadre e investimenti su vivai e infrastrutture. È vero che alcuni club stanno pensando di candidare Claudio Lotito ma, a parte il fatto che servirebbe una maggioranza molto ampia (e i numeri non ci sono), la mossa del patron della Lazio suona piuttosto come un tentativo di mettere «agli atti» il proprio ruolo da king maker alle urne del 29 gennaio. E, infatti, si parla di un tentativo da parte dell' ala lotitiana di stringere un patto con Cosimo Sibilia: una dote di circa il 6% in cambio della vicepresidenza vicaria in Figc per Lotito.

 

tommasi

SFIDANTI Sibilia tiene aperta la porta anche per un' intesa, seppur complicata, con l' Assocalciatori e non ha ancora deciso se candidarsi o meno: alle prese pure con le elezioni politiche, lo farebbe solo se i rischi fossero minimi ed è per questo che è attento osservatore dell' assemblea odierna. Come lo sono gli altri due contendenti, uno sceso pubblicamente in campo, Damiano Tommasi, e l' altro ormai in procinto di farlo, Gabriele Gravina. Il capo dell' Aic sarà già in Lega dalla mattina per presentare la collezione delle figurine Panini e ha chiesto di poter esporre in assemblea ai club il suo programma: stamattina stesso avrà la risposta.

 

È più probabile che ciò avvenga dopo il 14 (termine entro cui presentare le candidature) assieme agli altri sfidanti ufficiali. Nel frattempo, nel budget della Figc - oltre al tesoretto attira-big per il nuovo c.t. - è spuntato un aumento della spesa per i gettoni di presenza dei calciatori in Nazionale: sì che è simbolica (da 4 a 4,1 milioni), ma fa un po' ridere che sia stata decisa proprio nell' anno in cui l' Italia non disputerà il Mondiale .

lotito agnelli

 

lotito ventura

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…