antonio conte

“NON SIAMO ANCORA GRANDI” - DOPO IL KO CON LA LAZIO, ANTONIO CONTE SCOPRE LE FRAGILITA’ DELL’INTER - LE DIFFICOLTA' DI ERIKSEN (L’EX CT AVREBBE PREFERITO VIDAL), LE INCERTEZZE DI PADELLI (“ABBIAMO REGALATO DUE GOL”) E LE SCONFITTE NEGLI SCONTRI DIRETTI - INTANTO IL DS AUSILIO RINNOVA FINO AL 2022...

Guido De Carolis per il “Corriere della Sera”

 

antonio conte foto mezzelani gmt04

Il primo posto perso, un calendario difficile, Eriksen che da colpo di mercato si trasforma in caso, il problema del portiere. Ce n' è abbastanza per far tremare l' Inter. Però è la sottolineatura nuda e cruda di Antonio Conte a fotografare la situazione: «Non siamo ancora grandi».

 

La sconfitta dell' Olimpico contro la Lazio ha rimesso in discussione il pianeta nerazzurro, incline a facili entusiasmi e a drammatizzare i momenti negativi. Il secondo k.o.

 

in campionato allarma, non è però una pietra tombale sulla stagione. L' ad Beppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio, che su proposta del presidente Steven Zhang ha rinnovato fino al 2022, hanno analizzato la partita con Conte. Il tecnico ha poi parlato alla squadra: niente toni eccessivi, ma ha bollato come inammissibili certi errori.

 

L' Inter si gioca molto del suo futuro nei prossimi quindici giorni, a cominciare dal match (facile) di giovedì con i bulgari del Ludogorets, in cui non ci sarà l' influenzato Bastoni. L' Europa League, considerata quasi una seccatura, rischia di trasformarsi in un' ancora di salvezza. All' orizzonte i nerazzurri vedono lo scontro del 1° marzo con la Juventus: non perdere è vitale per tenere aperto il discorso scudetto.

antonio conte

 

Quattro giorni dopo (il 5 marzo) l' Inter si gioca un posto in finale di Coppa Italia con il Napoli: lo 0-1 dell' andata è ribaltabile, ma al San Paolo serve un' impresa e giocatori in grado di farla.

 

eriksen

Uno di questi dovrebbe essere Christian Eriksen. Conte è finito sotto accusa per aver fatto giocare solo 18 minuti il centrocampista contro la Lazio. Critiche non proprio centrate, spesso eccessive. Il danese non ha ancora il passo giusto per la serie A, non conosce gli schemi e per nulla la fase difensiva.

 

Con il Ludogorets dovrebbe giocare dall' inizio, ma resta un giocatore da aspettare e inserire: può cambiare la partita con un colpo, ma ora non è capace di gestirla. Conte ha aspettative fisiche alte, Eriksen allo stato non le soddisfa. Per questo il tecnico aveva chiesto Arturo Vidal, il cileno conosceva la serie A e il sistema di gioco.

 

Così l' Inter si interroga, valuta i rischi futuri e gli errori passati. All' Olimpico la sconfitta è arrivata per errori individuali: «Abbiamo regalato due gol», ha sentenziato l' allenatore. Non aver preso un portiere in estate è diventato un problema non appena Handanovic (rientrerà con la Samp) si è fermato. Un errore di valutazione di tutti, dirigenza e staff tecnico. Essere stati costretti ad affidarsi a Padelli, inattivo da tre anni e in scadenza a giugno, è stato un azzardo pagato carissimo.

perilli padelli

 

Il vero salto però l' Inter deve farlo a livello mentale per reggere negli scontri diretti.

In vantaggio con Borussia, Barcellona e Lazio si è fatta superare, con la Juve ha perso, con Atalanta e Roma si è fermata al pari. Per vincere «bisogna avere voglia di continuare a crescere», ha detto Conte. E non sentirsi fenomeni prima di esserlo per davvero. La strada è lunga, il rischio di buttarsi via esiste. Ma la possibilità di arrivare in fondo anche. L' Inter deve decidere chi e cosa vuole essere: ha quindici giorni di tempo.

antonio conte foto mezzelani gmt03antonio contede vrij politano padelliantonio conteantonio conte foto mezzelani gmt01

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…