PIETRANGELI 80: “TENNIS? OGGI CONTA SOLO IL CALCIO. L’ITALIANO NON È UNO SPORTIVO, È UN TIFOSO - QUESTO È IL PAESE PIÙ BELLO DEL MONDO. PECCATO CI SIANO GLI ITALIANI”

Stefano Semeraro per "La Stampa"

Due volte campione al Roland Garros, eroe di Coppa Davis sia da giocatore sia da capitano (fu lui a guidare gli azzurri in Cile nel '76). Sorriso da attore, rovescio incantevole. Nato a Tunisi da mamma russa, ma romano nel cuore: Nicola Pietrangeli è stato il volto vincente e scanzonato del tennis nell'Italia della Dolce Vita e del boom. 80 anni vissuti alla grande fuori e dentro il campo.

Pietrangeli per i prossimi 80 che intenzioni ha?
«Spero solo che mi rifacciate la stessa domanda fra 10 anni ».

Cosa l'ha avvicinata al tennis?
«Mio padre. Fino a 10 anni giocavo a pallone nei ragazzi della Lazio, ero bravo. Sono stato prestato alla Viterbese e alla Ternana. Adesso i calciatori prendono tanti soldi, ma all'epoca io volevo viaggiare, col pallone lo si faceva poco mentre avevo intravisto nel tennis un modo per girare. Una volta sono andato a Napoli e mi son detto: "Vuoi vedere che arrivo fino a Milano?"».

Si ricorda la prima partita?
«In campo di concentramento, in Tunisia. Mio padre ci si trovava insieme con tanti altri italiani, aveva costruito un campo da tennis. Una volta andai a trovarlo e giocammo insieme la finale di un torneo fra prigionieri. Vincemmo, il premio fu un pettine fatto con le schegge di bombe. Era il 1945».

Quando arrivò in Italia la chiamavano "Er Francia"...
«Non parlavo una parola di italiano, solo francese e russo. Diciamo che ho dimenticato il russo per imparare male l'italiano».

Com'era l'Italia a quei tempi?
«Fantastica. Rispetto a oggi era tutto 100 volte più semplice, ma ti gustavi tutto 100 mila volte di più. Il bacio di una ragazza era il paradiso. I ragazzi di oggi dovrebbero tornare indietro di 50 anni e vedere come ci si dava una mano».

Il tennis come è cambiato?
«Noi giocavamo soprattutto per divertimento, era un modo per viaggiare, conoscere gente e belle ragazze. Gli atleti di oggi non se lo possono permettere, una partita vale magari 500mila dollari. Oggi farei come Federer e Nadal. Finisci la carriera con 100 milioni di euro in tasca e a 32-33 anni ti dai alla bella vita».

Quali match la divertono ancora?
«I doppi. Noi una volta giocavamo singolare, doppio e misto, tutto in cinque set, molto spesso lo stesso giorno. Oggi hanno 14 massaggiatori, lo psichiatra, lo psicanalista, il dentista, il veterinario. Mi sembrano pazzi, un po' come i calciatori che oggi vivono nella bambagia. Ogni tanto sento dire: ‘poveri, hanno giocato due volte questa settimana". Ma quando vanno a prendere l'assegno a fine mese non sono poveri».

A proposito: è vero che ha inventato lei il calcetto in Italia?
«Mettiamola così: sono uno dei 10 che nell'inverno ‘48-49, al tennis Parioli in viale Tiziano, siccome pioveva e non sapevano che fare, sono andati su un campo e hanno messo due sedie per fare le porte. Così è nato il calcetto».

Confessi: avrebbe preferito fare il calciatore?
«A Rivera, di cui sono molto amico, un giorno ho detto: ‘non sai che fortuna hai avuto: se avessi giocato io...". Mi sono allenato 3 anni con la Lazio di Maestrelli, una volta litigai con Re Cecconi, perché secondo lui non gli avevo dato bene la palla. ‘Luciano, gli risposi, ma ti rendi conto di che complimento mi stai facendo?».

Lei hai battuto Rod Laver, e ha visto giocare Federer: chi è più grande?
«Non ho mai incontrato Federer, che gioca a tennis come pochi, forse come nessuno. Però sono d'accordo con molti vecchi giocatori: su una partita secca Lew Hoad avrebbe battuto tutti. Anche Federer e Laver».

Chi è il Pietrangeli dei nostri tempi?
«Fognini gioca bene, solo che fa incazzare. Anch'io ogni tanto facevo arrabbiare perché sembrava che non ne avessi voglia. E' questione di carattere, ma oggi il tennis è un mestiere, e non ti puoi più permettere certi "vuoti d'aria"».

Una partita che rigiocherebbe?
«La semifinale con Laver a Wimbledon, quando ero avanti due set a uno. Con Laver ho giocato sei o sette volte, ma una sola sulla terra, a Torino. Rod vinse il primo set, poi rimediò 4 game in tre set».

Il suo rapporto con Panatta?
«Un talento straordinario, nato per il tennis. L'unica cosa che non gli perdono è che non doveva permettere che mi cacciassero da capitano di Coppa Davis».

Meglio lei o Adriano?
«Non c'è partita! (ride, ndr). Basta guardare i risultati...».

Ma alla sua epoca i più forti erano fra i professionisti.
«Quei professionisti, tranne Hoad e Rosewall, li ho battuti tutti. Anche Pancho Gonzalez, in un'esibizione al White City a Sydney davanti a 6.000 persone: 6-4 6-4, quando lui era n. 1. Io e Adriano abbiamo giocato contro, ma io avevo 17 anni di più e ho perso due volte 6-4 al quinto...».

Lei, Berruti, Benvenuti, Thoeni, Panatta, Mennea: avete contribuito a dare un'identità all'Italia attraverso lo sport?
«Non lo so. Oggi contano solo i calciatori. E' un peccato. L'italiano non è uno sportivo, è un tifoso. In Italia tutto va in malora ma il calcio non si tocca. Ho visto Juventus-Lazio di Coppa Italia: uno spettacolo da 10 euro. E ne dovrei pagare 250? Se vado al cinema mi diverto di più. Questo è il paese più bello del mondo. Peccato ci siano gli italiani»

 

pietrangeli pietrangeli pietrangeli panatta pietrangeli cile pietrangeli laver pietrangeli con panatta Nicola Pietrangeli nicola pietrangeli pietrangeli roland garros

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...