benedetta pilato e chiara tarantino

PILATO-TARANTINO: COSA E’ SUCCESSO ALL’AEROPORTO DI SINGAPORE? IL FURTO DI OLII ESSENZIALI, LE MANETTE, L’INTERVENTO DELL’AMBASCIATA E LE ACCUSE ALLE DUE NUOTATRICI. PER LA POLIZIA DI SINGAPORE "C'È PIÙ DI UN RESPONSABILE" - CHIARA TARANTINO È TESSERATA DALLA FINANZA E ORA RISCHIA UN PROCEDIMENTO INTERNO (SE LA CAVERA' CON UN RICHIAMO) - NOVELLA CALLIGARIS, PRIMA MEDAGLIA OLIMPICA DEL NUOTO ITALIANO: “PILATO DICE ALCUNE COSE, TARANTINO NON RISPONDE. QUALCHE RESPONSABILITÀ LA DEVE AVERE". POI LA BUTTA IN CACIARA: “IN ITALIA C’È CHI RUBA DI PIÙ E NON SE NE PARLA”

1. FURTO A SINGAPORE ANCHE LE FIAMME GIALLE VALUTANO SANZIONI 

Marco Juric per “la Repubblica” - Estratti

 

 

benedetta pilato a bali

Il telefono squilla, risponde una donna: «Mia figlia? Come vuole che stia...», taglia corto al telefono la madre di Benedetta Pilato. Nessun'altra parola, solo la richiesta di privacy. Attorno alla ventenne è calato il silenzio protettivo della casa di Taranto, dove si è rifugiata dopo quanto accaduto a Singapore.  

 

(…) 

Novella Calligaris, prima medaglia olimpica del nuoto italiano, l'ha definita «una bravata da ragazzi», ma «di sicuro non un bell'esempio, che lascerà un segno». Poi la distinzione: «Non è carino che una inguai l'altra, ma Pilato dice alcune cose, Tarantino non risponde e si cancella dai social. Qualche responsabilità la deve avere».  

 

È quello che dovrà accertare anche la Guardia di finanza. Gli effetti di quanto accaduto all'interno del duty free infatti non si sono ancora esauriti per la ventiduenne Chiara Tarantino, atleta delle Fiamme gialle: anche lei è a casa, con la propria famiglia. Se un procedimento interno non è ancora stato avviato è solo perché l'ufficiale competente è attualmente in ferie.  

 

Chiara Tarantino Anita Bottazzo e Sofia Morini

Ma Tarantino rischia seriamente di finire nelle maglie di quello che sarebbe a tutti gli effetti un processo interno al corpo. L'unica vera certezza è che quel gesto, che sembrava una goliardata tra compagne di squadre, ha prodotto un enorme danno d'immagine per la Guardia di finanza, e questo avrà certamente un peso. 

 

Ma cosa rischia la giovane nuotatrice? Una delle ipotesi è quella di dover affrontare un vero e proprio procedimento disciplinare, quasi un processo interno, anche nella dinamica.  

 

L'iter infatti è tracciato: il caso dei vasetti di olii essenziali rubati all'aeroporto di Singapore sarà notificato al comandante diretto che darà il via agli accertamenti per la verifica dei fatti. Poi Tarantino riceverà la contestazione di eventuali addebiti: potrebbe arrivare in forma scritta oppure orale, se la questione non fosse ritenuta un caso particolarmente grave.  

 

benedetta pilato immersione a bali

A questo punto avrà diritto a una difesa, anche attraverso memorie, se vorrà. Infine il momento chiave, quello dell'istruttoria, che in pochi giorni dovrà produrre la decisione sulle contestazioni. Se fosse riconosciuta una responsabilità la sanzione può andare dal richiamo alla consegna semplice — una sorta di divieto di libera uscita — fino alla sospensione o, per episodi particolarmente gravi, all'espulsione dal corpo. Ma non sembra questo il caso. 

 

La cosa più importante sarà appurare cosa sia davvero successo a Singapore. Sarà contattata anche l'ambasciata, per capire quali sono state le accuse contro le due ragazze. C'è stato un perdono giudiziale o è stata emessa una ammenda? Le risposte condizioneranno anche il giudizio. E se Singapore avesse liquidato il fatto come una mancanza lieve, la situazione potrebbe diventare, per Tarantino, decisamente più sostenibile.  

 

2. LE VACANZE SEMPRE INSIEME, POI LE MANETTE E LA PAURA IL GELO TRA LE DUE EX AMICHE 

Lia Capizzi per il “Corriere della Sera” 

 

BENEDETTA PILATO - DANTE BRANDI

L’ inquietudine e i tormenti di Chiara Tarantino e Benedetta Pilato vengono parzialmente attutiti dal calore della famiglia, il loro rifugio rispettivamente a Lecce e Taranto. 

 

Come se non bastassero la serietà della vicenda che le vede coinvolte e la preoccupazione per le possibili implicazioni, stanno anche facendo i conti con la risonanza mediatica che le ha investite. Avere i riflettori addosso aumenta il malessere di Chiara e Benedetta. C’è poi il turbamento delle altre due azzurre totalmente estranee all’accaduto, Sofia Morini e Anita Bottazzo. 

 

BENEDETTA PILATO E CHIARA TARANTINO

Sempre insieme  

 

Fino al 14 agosto erano quattro amiche, soprattutto Chiara, Sofia e Anita che sono coetanee, si conoscono sin dai ritiri delle nazionali giovanili, anche l’estate scorsa erano in vacanza insieme. Adesso questo legame è minato da recriminazioni, risentimenti e mancanza di fiducia. Se l’amicizia tra Tarantino e Morini sembra reggere, è Anita la più delusa. La ventiduenne ranista trevigiana è già tornata in Florida dove studia e si allena. 

benedetta pilato a bali

 

È forte il suo disappunto per la mancanza di responsabilità delle colleghe, per aver rischiato di essere coinvolta in un furto. 

 

Si è attardata al check-in per un impiccio con la carta d’imbarco, è solo al gate che il quartetto si ricompone, Tarantino e Pilato reduci da un giro al duty free, poco distante sopraggiunge Sofia Morini. 

 

Si palesano gli agenti di polizia aeroportuale, avvisati che una telecamera della videosorveglianza ha beccato Tarantino in flagrante. Nel video la si vede infilare due flaconi di oli profumati nello zaino di Pilato che è di spalle e non si accorge di nulla. Gli agenti rovistano nei bagagli delle ragazze trovando i flaconi. In un primo momento credono che lo zaino di Benedetta appartenga ad Anita.  

 

 

L’equivoco si chiarisce, per Bottazzo e Morini la perquisizione si conclude, a entrambe vengono controllati solo i bagagli davanti al gate di partenza e poi vengono lasciate libere di andarsene. Il volo nel frattempo è già partito. Oltre al danno, l’aver rischiato un coinvolgimento totalmente all’oscuro di tutto, arriva la beffa di dover pagare un biglietto molto caro per il successivo aereo.  

 

Le telecamere  

benedetta pilato a bali.

Nell’ufficio del commissariato Tarantino e Pilato vengono spogliate per la perquisizione e interrogate. Gli agenti hanno il dubbio che possano aver rubato dell’altro. Mettono le manette a Chiara e Benedetta perché devono lasciarle sole, vogliono andare a controllare le telecamere interne di tutto l’aeroporto. Trascorrono alcune ore, nel frattempo l’iter diplomatico si è messo in moto, gestito dall’ambasciatore italiano a Singapore Dante Brandi e dal funzionario vicario Fabio Conte.  

 

È ormai sera quando gli agenti le rilasciano, sequestrando il loro passaporto: hanno l’obbligo di restare a disposizione in attesa di essere richiamate dal Comandante della polizia aeroportuale. All’uscita dell’aeroporto Tarantino e Pilato devono organizzarsi per la notte, su Internet cercano un hotel nelle vicinanze.  

 

Ne trovano solo uno che ha a disposizione una camera a un costo esoso, più di 1.000 euro. Non hanno alternative, chiamano un taxi e si recano in stanza, spossate e ancora spaventate. 

 

Per i giorni successivi alloggiano in un albergo più economico. 

 

 

chiara tarantino

Per cinque giorni l’attesa è snervante, a dare loro sollievo ci sono le videochiamate, cercano il conforto di famiglie e amici, passeggiano per il centro di Singapore ma senza lo stato d’animo delle turiste.  

 

Il 18 agosto vengono convocate, ricevono una ramanzina, un «warning» ufficiale come sanzione, e il lasciapassare per il volo di rientro.

 

 

(...)

Quello che avrebbe dovuto essere nelle intenzioni uno scherzo, di dubbio gusto e rigore morale, si è trasformato in un boomerang. Adesso che si ritrovano pure travolte dalla potenza mediatica di un’accusa per furto, Tarantino e Pilato riconoscono che l’incubo è tutt’altro che finito

 

 

chiara tarantino

TARANTINo

Estratti da today.it

 

(...) Nel frattempo, Tarantino dovrà stilare una relazione sull'accaduto. E sull'episodio potrebbero anche esserci aggiornamenti da Singapore. Per la polizia locale la 22enne non sarebbe l'unica responsabile del presunto furto. Un'ipotesi che cambierebbe anche la versione accettata dalle autorità in un primo momento.

benedetta pilato 3benedetta pilato 2benedetta pilato 1

 

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”