billò leonardo

LEONARDO, MON AMOUR – LA GIORNALISTA DI “SKY SPORT” ANNA BILLÒ RACCONTA LA SUA STORIA CON IL DIRETTORE TECNICO DEL MILAN INIZIATA CON UN CAFFÉ - LA PROPOSTA DI MATRIMONIO IN DIRETTA TV: "SE AVESSI AVUTO IL TELECOMANDO, AVREI SPENTO LA TELEVISIONE" – LEI CONDURRA’ IL PROGRAMMA SULL’EUROPA LEAGUE E RITROVERA’ IL MARITO: ALTRO CASO BUFFON-D’AMICO? – VIDEO

Serena Gentile per www.gazzetta.it

 

billò

In sottofondo il mare, Tomas e Tiago. Sono vacanze italiane per Anna Billò. «Quattro amiche e 8 bambini, i papà a lavorare. Abbiamo scelto un villaggio sperando nel mini club, ma i miei figli non ne vogliono sapere». La giornalista di Sky e moglie di Leonardo, nuovo d.t. del Milan, ci racconta un pezzo della sua domenica in famiglia. 

 

Anna, la fatica di essere mamma e giornalista. 

«È una bella fatica, la loro agenda è molto più impegnativa della mia: compiti, feste di compleanno, sport moltiplicati per due. Ma riesco ad accompagnarli a scuola e poi andare in redazione, col part time verticale tre pomeriggi sono tutta per loro. Sono fortunata, non tutte possono». 

leonardo

Poi ci sono baci che cancellano rinunce, occhiaie e notti in bianco. 

«Tomas, il mio più piccolo ti compra anche solo con un sorriso. Però un abbraccio stretto stretto di Tiago, il più grande e più timido, mi fa dire che niente vale di più». 

 

E la fortuna di Leo di avere per casa una che capisce di calcio quanto lui? 

(ride) «Io non lo so se per lui sia una fortuna... Per come è e per come vive lui il calcio penso che se avesse potuto scegliere il mio lavoro, non avrebbe scelto il giornalismo sportivo… però... la chimica ha fatto il resto». 

 

Chi la conosce sa che neanche lei avrebbe mai immaginato di sposare un calciatore... 

«Mai e poi mai. E invece è successo. E allora mi sono detta, prendiamo quello che arriva, respiriamo l’energia. Ma era impensabile. è sempre stato un amore irrazionale». 

L’avrebbe conquistata con un caffé, ma sempre quelli che la conoscono giurano che è stato un gol molto più difficile. 

billò

«È stato un corteggiamento lungo. Ma pian piano, con quel suo modo di essere ha rotto il mio guscio. Leo è un brasiliano atipico che mantiene però quella leggerezza, quell’allegria e quell’intelligenza che mi ha affascinato più di ogni altra cosa: mai scontato, mai superficiale. Lui è uno che si alza al mattino con un pensiero: come siamo fortunati». 

La consulta e la ascolta? 

«Dico la mia, ma è più un pour parler. È vero a casa nostra si vedono oggettivamente tante partite, ma non discutiamo mai in modo troppo serio o approfondito». 

 

Dove nasce la sua passione per il calcio che poi diventa competenza. 

«Sono cresciuta con due cugini maschi da mia nonna. Venivo coinvolta nella raccolta delle figurine e nelle loro partite. Ovviamente mi mettevano in porta. Il resto l’ha fatto papà: un tuttologo dello sport. Mi ha portata a San Siro quando avevo 7 anni, non ho più smesso. La mia palestra è stata Canale 58 di Terni.

 

Seguivo la Narnese, Interregionale. Facevamo le cronache a due con Alessandro Sugoni (che ora fa il mercato a Sky) e ho iniziato a studiare schemi e regole, per non dire eresie. Poi il calcio femminile per il Corriere dello Sport e tanta radio. Una gavetta vera, che mi è servita». 

 

Lo sport che fa e faceva. 

«Ho iniziato con la danza classica, ma è durata un anno. Poi pattinaggio artistico su rotelle, tennis, nuoto, sci tutto l’inverno da buona brianzola. Oggi pilates e lavoro aerobico con un personal a casa, la palestra mi annoia da morire».

leonardo

Che mamma è? 

«Credo di essere rigida, una mamma severa. L’educazione è un passepartout per la vita e le regole devi impararle da piccolo. Poi però mi sciolgo con una coccola, Leo dice che mollo subito, che i miei castighi sono comici, però ci provo...». 

 

Che papà è oltre che impegnatissimo? 

«Il migliore del mondo. È chiaro che sono di parte, ma lo dico con coscienza. Quando risponde a suo figlio più grande, Lucas, che ha 24 anni o parla con Joana che ne ha 18 e quindi è in un momento molto importante, e poi gioca col disperato di 4 anni... ecco lui riesce sempre a sintonizzarsi con ognuno di loro. E' un papà presente, nonostante il lavoro e le distanze. Ama portarli al parco, sente i grandi milioni di volte». 

Sa fare anche la pastina? 

billò leonardo

«Ecco, no lasciamo stare la cucina. Se ha un difetto, è questo. Da buon brasiliano ama le schifezze, mangia tantissimi dolci e tutti i miei insegnamenti da nutrizionista rigorosa con lui vanno a farsi benedire in cinque minuti». 

Siete una bellissima famiglia allargata. 

«Beatriz, l’ex moglie di Leo, è una donna molto intelligente e se il rapporto davvero funziona e non è facciata tra tutti (5 figli e 3 genitori) il merito è da dividere per otto. Il centro è l’amore». 

 

Cartolina da Rio: spiaggia e pallone. Dove gioca? 

«Loro non mi farebbero giocare, sono severissimi, quando si fanno le squadre sono quella che scelgono per ultima... Una cartolina così, dove io perdo sempre». 

È già nato il nuovo Leo? 

«Lucas è già laureato in business, in un altro mondo. Tiago si diverte ma è più bravo col surf e il windsurf. Tomas non lo so, per il momento è potente. Io sarei molto felice se prendessero dal padre l’orecchio più che il piede, la sua facilità ad apprendere le lingue». 

Dove si sarebbe nascosta quando le ha chiesto di sposarla in diretta tv? 

«Se avessi avuto il telecomando avrei spento la televisione. E' venuta fuori tutta la timidezza, il mio non essere capace di dire la cosa giusta al momento giusto». 

 

E ha risposto, per carità! Lei è l’antiwag. Come ha fatto a dribblare i paparazzi, spegnere le luci della curiosità, a fare della vostra una coppia normale? 

billò leonardo

«Forse perché siamo normali. Non siamo personaggi, ci piacciono le cose semplici dove possiamo star bene senza mettere maschere, far finta di...». 

Chi tiene palla? 

«Una bella lotta. Il tempo sta attenuando i punti di frizione. Anche se poi litighiamo, altrimenti non saremmo noi. È divertente così». 

E chi fischia poi la fine? 

«Mai uno solo. Facciamo a turno. Anche Leo è uno tosto, quadrato. Il muro contro muro non serve». 

 

La nuova stagione televisiva è uguale a quella passata. Noi l’avremmo promossa in Serie A, resta invece la regina di Uefa Europa League. C’è di buono che c’è il Milan... 

«Ho fatto tanta Serie A da inviata, non mi manca. È un tour de force! L’Europa League al giovedì è divertente, sempre diversa, per veri appassionati: quando si parte coi sorteggi e tutte quelle squadre dai nomi impossibili è un po’ impegnativa... poi arrivano le big e diventa imprevedibile. Il fatto che ci sia il Milan ovviamente è bello, è un risultato che avevano ottenuto sul campo anche se so già che ci sarà qualcuno pronto a dire che sono in conflitto di interessi... Comunque, dopo Ilaria a Sky Calcio Show c’era bisogno di un tocco diverso e Bonan ce l’ha. Per me è la scelta più azzeccata». 

 

L’ultimo libro che ha letto, se è riuscita. 

anna billo fabio caressa massimo ambrosini alla festa sky

«Fred Vargas che io amo moltissimo, Il Morso della reclusa. E poi la Bignardi che mi aveva incuriosita, Storia della mia ansia». 

Il motto della sua vita. 

«Sii quello che sei. Ho lottato con alcuni aspetti di me, nell’adolescenza era un discorso estetico. Poi per anni di carattere, la timidezza, quello che potevo fare e non ho fatto. Dopo i 40 anni e 2 figli mi sono detta, sono come sono e adesso vivo bene». 

E la colonna sonora. 

«Tanta musica italiana: Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Renato Zero. E poi la musica brasiliana, pagode: la bossa nova mi piace, ma Ronaldinho che suona i tamburelli mi mette allegria». 

 

billò leonardo

L’altro, Ronaldo ha ammazzato il campionato? 

«No, lo rende più bello, più divertente. Alza di molto il livello, non solo tecnico». 

Ronaldo o Messi? 

«Messi perché è talento puro, ma ho un rispetto assoluto per quello che è Ronaldo. È talmente un simbolo di professionalità, che anche una messiniana come me oggi fa fatica a scegliere: percentuali 55-45%». 

Quindi la Juve può vincere la Champions? 

«Sì. Il Real senza Zidane e Cristiano deve ritrovare un equilibrio. E il Barcellona ha dei punti interrogativi grandi: quando gente come Xavi e Iniesta passano la mano, viene meno non solo il calciatore ma quello che rappresenta. Messi è straordinario, ma nello spogliatoio non è Xavi o Iniesta. Solo il Manchester City di Guardiola è una macchina quasi perfetta e l’avversario più pericoloso per la Juventus. Ecco, questa è la mia finale. Sul campionato sono più possibilista». 

Billo'

 

Cioè? 

«Se penso a quello che è accaduto al Real l’anno scorso nella Liga... Contano le motivazioni e gli obiettivi. E poi, non sarà facile neanche per Ronaldo giocare tutte le domeniche contro l’organizzazione tattica e le difese italiane». 

Chi c’è per lo scudetto? 

«L’Inter di Nainggolan sì, la Roma pure (Monchi sta lavorando bene, hanno perso Alisson ma i nuovi arrivati sono funzionali al gioco di Di Francesco). Il Napoli nì, il Milan... vediamo...». Ride.

 

 

2. L’AMORE PIANO PIANO

Da www.letteradonna.it

diletta leotta, anna billo, ilaria d'amico e vera spadini

La storia d'amore tra Leonardo e Anna Billò è iniziata grazie a un caffé che il campione le offrì. L'amore non sbocciò subito: fu una frequentazione calma e paziente, che solo alla fine, grazie a un regalo che lui le nascose in un cespuglio (il libro Il mondo di Sofia di Jostein Gaarder), ha finito per concretizzarsi. A casa, o meglio, in cucina, i ruoli sono così suddivisi: lui prepara gli ingredienti, ma ai fornelli ci si mette lei, che è più brava.

LEOTTA BILLO' D AMICO SPADINI

 

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