marcell jacobs

PROVA A PRENDERLO – MARCELL JACOBS, RE OLIMPICO DEI 100 METRI, TORNA IN PISTA E METTE NEL MIRINO IL RECORD DEL MONDO (9.58) DI USAIN BOLT: "DEVO SOLO CAPIRE COME SI FA. MA SE CE L'HA FATTA UN UOMO CE LA PUÒ FARE ANCHE QUALCUN ALTRO” – LO STACCO DOPO TOKYO CHE HA DATO FIATO ALLE MALELINGUE DELLA STAMPA ANGLOSASSONE? "UNA DECISIONE CHE RIPRENDEREI CENTO VOLTE" - "SPOSERO’ NICOLE MA IL MIO IDOLO E’ MIA MADRE. “QUANDO DA ADOLESCENTE SOFFRIVO VEDENDO I MIEI AMICI CHE SI DIVERTIVANO MI DISSE…” - QUELLA PAZZA IDEA CON TAMBERI –  VIDEO

 

Gianluca Cordella per "il Messaggero"

 

La grandezza dell'impresa olimpica di Marcell Jacobs fa impallidire anche il calcio. Al punto che l'«andiamo a Berlino» che dopo il successo sulla Germania accompagnò la vittoria dell'Italia al Mondiale 2006, adesso diventa un motto buono per l'atletica.

marcell jacobs

 

«Andiamo a Berlino», dove venerdì prossimo l'uomo che ha riscritto la storia dell'atletica azzurra tornerà in pista dopo sei mesi. Si gareggia sui 60 metri. Marcell, dopo gli ori in Giappone l'aspettavano tutti al varco. Tifosi, sponsor, le malelingue della stampa anglosassone. Lei invece ha staccato la spina e arrivederci al 2022.

«Ne avevo bisogno. In molti mi hanno conosciuto dopo Tokyo ma la mia stagione era iniziata a febbraio. Tante gare all'aperto, un infortunio. Poi a livello nervoso, quando raggiungi il sogno che avevi da bambino, è inevitabile che ci sia un calo di energia. È stata una decisione che riprenderei cento volte».

 

usain bolt

Ricominciare è stato difficile?

«Fortunatamente ho la capacità di recuperare in fretta i ritmi lavorativi. Ora sono supercarico e ho voglia di risentire l'adrenalina della gara».

 

Per prepararsi al meglio ha scelto il caldo di Tenerife.

«Abbiamo fatto due settimane in linea con la preparazione invernale mentre nelle ultime due abbiamo lavorato più sui dettagli. Soprattutto non ci sono stati fastidi fisici che possono capitare quando carichi un po' di più».

 

L'obiettivo stagionale l'ha esplicitato più volte: vincere il più possibile, Mondiali di Eugene in testa. Ha fissato anche un traguardo cronometrico?

«Cerco di non farlo mai perché quando pensi a un tempo, lì arrivi. E magari ti limiti quando potresti fare molto meglio».

bolt

 

 Ha detto di poter dare l'assalto al record del mondo (9.58) di Usain Bolt, aggiungendo «devo solo capire come si fa».

L'ha capito?

«Ci stiamo lavorando. Fosse facile non staremmo nemmeno a parlarne. Ma se ce l'ha fatta una persona ce la può fare anche qualcun altro».

 

La Torre dice che può arrivare a 9.70. Camossi la vede addirittura a 9.62...

«Basta fare piccoli calcoli. Il mio tempo di reazione a Tokyo è stato molto più alto del solito. E non c'era vento. Se immagina uno scatto migliore alla partenza e 1,8 metri di vento alle spalle il cronometro scende drasticamente».

marcell jacobs nicole daza 1

 

Il 2022 porta anche i 200?

«Ci penseremo dall'inizio della stagione all'aperto, ma saranno funzionali a farmi abbassare il tempo anche nei 100. Ho fatto bene i 60, i 100, provo anche sui 200 in modo da essere un velocista completo».

 

E magari World Athletics le dà anche il premio come miglior atleta dell'anno, dopo l'esclusione di un anno fa.

«Esatto... (ride). Magari stavolta porto a casa anche l'Award».

 

Quante volte ha rivisto la gara di Tokyo?

«Subito dopo i Giochi, poco. Il più delle volte per caso in tv. Ultimamente un po' di più. Con l'avvicinarsi delle gare rivivere quelle sensazioni mi carica».

Com' è cambiata la vita post Olimpiadi?

marcell jacobs nicole daza

«Non molto, per la verità. Solo quando esco la gente mi riconosce. La cosa bella è che mi ringraziano per le emozioni che hanno vissuto. Ti fa capire che non gareggi solo per te ma per un Paese intero».

 

A Tokyo aveva detto di sognare un'amatriciana, ma che l'avrebbe mangiata a casa... «Dalla bolla olimpica non riuscivo a immaginare cosa avrei trovato in Italia. Alla fine l'amatriciana l'ho mangiata al ristorante, intervallata da qualche foto e qualche autografo».

 

E a Roma continua ad allenarsi al Rosi in mezzo bambini.

«Fa parte della mia mentalità voler essere un esempio per i giovani. Penso che se a 8 anni avessi avuto il campione olimpico dei 100 che si allenava a pochi metri da me sarebbe stato un stimolo enorme. E per spronarli mi basta un ciao o un selfie».

 

Le figure chiave dietro al suo exploit: partiamo da Paolo Camossi?

«Un amico, un confidente, una persona che vedo più della mia compagna. Mi ha guidato nel percorso da ragazzo a uomo. All'inizio è stato difficilissimo: non riuscivamo a dimostrare il nostro valore. Ma sapevo che primo o poi mi avrebbe portato in alto».

 

Nicole Daza, la sua compagna.

marcell jacobs nicole daza 3

«Non solo compagna e madre dei miei figli, ma prima sostenitrice. La persona che mi sostiene quando sono stanco, nei momenti difficili. È tutto».

 

È anche la persona che sta organizzando il vostro matrimonio (il 17 settembre, ndr)?

«Ogni tanto mi chiede qualche consiglio e do una sbirciatina. Ma la verità è che si sta occupando di tutto lei (ride...)».

 

Da Nicole a Nicoletta, Romanazzi, la sua mental coach.

«È stata il pezzettino che mancava al puzzle. Mi ha insegnato il pensiero positivo».

E poi c'è sua madre?

JACOBS

«Il mio idolo. Siamo cresciuti insieme da soli, faceva tre o quattro lavori al giorno per non farmi mancare nulla. Quando da adolescente soffrivo vedendo i miei amici che si divertivano mi disse: preferisci uscire con loro o diventare un campione e raccontare ai tuoi nipoti quello che sei stato?».

 

Chiudiamo con i figli.

«Essere padre mi ha aiutato anche ad essere un atleta. Dai tutto perché cerchi di non fargli mancare nulla, che poi invece è quello che è successo a me».

 

Non le ha dato fastidio che il rapporto con suo padre sia diventato quasi centrale nel racconto delle imprese di Tokyo?

«Se n'è parlato tanto ma non mi ha dato fastidio. Anzi credo che sia servito per far capire alla gente che non sono un supereroe. Il Giappone poi, nel rapporto con lui, è stato uno snodo decisivo. Avevo alzato un muro tra noi ma dopo Tokyo sono riuscito ad abbatterlo».

MARCELL JACOBS E NICOLE DAZA 1

 

Ha postato delle stories in cui fa magie a canestro. Si prepara a sfidare Tamberi?

«La verità è che con Gimbo ci stiamo preparando per un 3x3 che magari potrebbe essere un'iniziativa benefica. Non so. Abbiamo avuto questa idea, fare una squadra nostra e sfidare un terzetto di giocatori veri. Ma dobbiamo ancora studiarla bene. Il terzo dovrebbe essere Paolo Dal Molin, un altro che sa giocare a basket davvero».

 

Ora tocca ai suoi colleghi olimpici degli sport invernali...

«Conosco qualcuno degli atleti in gara, magari ci seguiamo sui social, ma non ho veri e propri amici. Facciamo parte di mondi opposti: io, lo ammetto, odio il freddo e sulla neve ci sono stato pochissime volte anche per evitare infortuni. Ma sosterrò tutta la squadra e spero possano fare un'Olimpiade da record come la nostra».

la proposta di matrimonio di marcell jacobs a nicole daza 7marcell jacobs da piccolo 1marcell jacobs 2unknownmarcell jacobs da bambino con la madre viviana masini marcell jacobs 5marcell jacobs 1jacobs tamberiJACOBSfesta a casa italia per le vittorie di tamberi e jacobs

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