rocchi sala var

ROCCHI HORROR SHOW! CHI E’, CHI NON E’, CHI SI CREDE DI ESSERE GIANLUCA ROCCHI, L’EX DESIGNATORE INDAGATO PER CONCORSO IN FRODE SPORTIVA – ASSOLTO AL TEMPO DI CALCIOPOLI PER L’ASSENZA DI “RISCONTRI CIRCA UNA CONDOTTA FRAUDOLENTA IN CAMPO” IN CHIEVO-LAZIO DEL FEBBRAIO 2005, NE COMBINO’ PIU’ DI CARLO IN FRANCIA IN JUVE-ROMA 3-2 DEL 5 OTTOBRE 2014 CON LA CELEBRE “SVIOLINATA” DELL’ALLENATORE GIALLOROSSO RUDI GARCIA - L’INCHIESTA DI MILANO CI DIRÀ SE È COLPEVOLE O INNOCENTE - ROCCHI È CONVINTO CHE LE INTERCETTAZIONI POTRANNO DIMOSTRARE CHE NON HA AVUTO MAI “INDEBITI CONTATTI DIRETTI” CON IL PRESIDENTE NERAZZURRO BEPPE MAROTTA O CON ALTRI DIRIGENTI DI SOCIETÀ: IL MIO CELLULARE SPIEGHERÀ, È LA SUA IMPOSTAZIONE LEGALE…

Carlo Tecce per l’Espresso – www.espresso.it - Estratti

 

(...) 

ROCCHI SALA VAR 45

Il tormentone estivo si chiama Gianluca Rocchi di Firenze, culla, patria e sezione di appartenenza. Ex arbitro di livello nazionale e internazionale per 16 anni e poi designatore arbitrale per 4 anni quasi 5. Colui che applica le regole per 16 anni e poi colui che valuta coloro che applicano le regole per 4 anni quasi 5. Il fiorentino di Soffiano è indagato per concorso in frode sportiva: spediva arbitri graditi o non sgraditi ai capi dell’Inter, e forse non soltanto dell’Inter.

 

L’inchiesta dei magistrati di Milano, a vent’anni da Calciopoli, ci dirà col tempo se Rocchi è colpevole o innocente, se è Luciano Moggi o Enzo Tortora, se né l’uno né l’altro. Qui si vuole rispondere a un quesito, l’interrogativo classico di Roberto D’Agostino: «chi è, chi non è, chi si crede di essere» Rocchi? Almeno per capire che tipo di tormentone estivo s’è scelto.

ROCCHI SALA VAR 2

 

 

 

La prima volta, stagione 1989/90, cioè a 16 anni compiuti, Rocchi ha indossato la maglia nera – adesso fluorescente – di arbitro per un motivo che conviene esporre con prudenza per evitare querele, ma che non possiamo tacere pur non potendo fornire l’onere della prova: Rocchi era un calciatore scarso.

 

Per l’esattezza, era un centrocampista dotato di un discreto talento non coadiuvato da una accettabile velocità di movimento, forse s’ispirava al non indimenticabile cecoslovacco Lubos Kubik che poi fu preso dai Viola, di sicuro per i compagni di squadra era il “moviolone”. Nel soprannome la profezia. Nel 1989 se ti piaceva il campo e non meritavi di starci dentro da calciatore, c’era la soluzione arbitro. Una sorta di contrappasso.

gianluca rocchi le iene

 

Oggi il doppio ruolo è consentito. Tant’è che il figlio Samuele calcia e fischia, e lo scorso marzo ha esordito in Prima Categoria col fischietto.

 

(...9  La Cattolica Virtus di San Michele ha sfornato diversi calciatori professionistici e addirittura due campioni mondiali, l’attaccante Paolo Rossi (1982) e il difensore Andrea Barzagli (2006). Nelle presentazioni formali è scritto che Rocchi di mestiere è un agente di commercio. Il padre Giovanni, pardon, il babbo, non l’ha visto parecchio nell’azienda di famiglia che produce materiali in ferro battuto, in particolare lampadari. Però il dispiacere più grosso per babbo Giovanni, juventino che da Firenze organizzava le trasferte a Torino, è vedere il figliolo accusato di favorire l’Inter.

 

 

ROCCHI SALA VAR

Rocchi ha esordito in Serie A in Lecce-Reggina 2-1, partita inutile con le squadre già salve, capolinea del torneo 2003/2004. Ne arbitrerà poi altre 262, il terzo in assoluto dietro a Concetto Lo Bello e Daniele Orsato. Sta per essere superato da Daniele Doveri, proprio l’arbitro che quelli dell’Inter «non vogliono più vedere».

 

Nel 2004/2005 Rocchi ha diretto tre partite, una stava per diventare fatale: Chievo-Lazio 0-1 del 20 febbraio 2005 con i biancocelesti di Claudio Lotito affamati di punti per non rischiare di precipitare. Al 75° rete di Tommaso Rocchi, poi l’omonimo Rocchi espulse tre giocatori in cinque minuti: due clivensi, Matteo Brighi con due gialli (uno per proteste), Roberto Baronio (gioco scorretto) e infine il laziale Fernando Couto.

 

GIANLUCA ROCCHI

Questa partita fu inserita nel fascicolo giudiziario di Calciopoli per i commenti telefonici di Innocenzo Mazzini, in quel periodo vicepresidente Figc, captati dopo il sorteggio della coppia Pairetto-Bergamo che aveva estratto Rocchi per Chievo-Lazio. I magistrati si sono soffermati su una conversazione fra Mazzini e il patron laziale Lotito e sulle allusioni a un sorteggio fortunato, da «sogni tranquilli». Prosciolto dalla giustizia sportiva e assolto dalla giustizia ordinaria, Rocchi ha convissuto con Calciopoli per nove anni arrivando alla Cassazione (marzo 2015) che ha confermato le sentenze precedenti che avevano sottolineato l’assenza di «riscontri circa una condotta fraudolenta in campo da parte dell’arbitro e soprattutto la prova di indebiti contatti diretti tra Mazzini, Lotito, Bergamo, da un lato, e Rocchi».

 

Vent’anni dopo le repliche di Rocchi potrebbero basarsi di nuovo sugli «indebiti contatti diretti». Rocchi è convinto che le intercettazioni potranno dimostrare che non ha avuto mai «indebiti contatti diretti» – telefonici e personali – con il presidente interista Beppe Marotta o con altri dirigenti di società: il mio cellulare spiegherà, è la sua impostazione legale. Voleva pacificare, non condizionare. Quello che invece preoccupa Rocchi, e che inevitabilmente verrà fuori, è il campionario di aggettivi non sempre eleganti che ha utilizzato per definire i suoi colleghi.

DANIELE PATERNA

 

 

 

La differenza fra il 2006 e il 2026 è nel faccione in copertina: ieri c’era quello di Moggi, oggi c’è quello di Gianluca. Considerato allievo della scuola di Pierluigi Collina, Rocchi non fu sospeso mai per Calciopoli, anzi nel giro di un biennio venne promosso al rango di “internazionale”, ma fu sospeso per due turni dopo Juve-Roma 3-2 del 5 ottobre 2014 con due rossi, due rigori, sette gialli e la “sviolinata” dell’allenatore giallorosso Rudi Garcia, ciò che ha reso celebre in Italia il tecnico francese. È il ricordo peggiore di Rocchi.

 

In Parlamento furono depositate due interrogazioni, un deputato invocò pene esemplari, un altro voleva far intervenire la Consob.

 

il video di daniele paterna nella sala var di lissone al centro dell'inchiesta su gianluca rocchi 1

Il 2014 fu un anno orribile per Rocchi: non fu selezionato per i mondiali in Brasile, e il suo amico-rivale Nicola Rizzoli, dopo la finale di Champions League a Wembley nel 2013, ha arbitrato pure Germania-Argentina.

 

Amico lo era davvero Rizzoli, sin da ragazzo, presente in chiesa al matrimonio di Gianluca, mentre Collina li raggiunse al ristorante. Rocchi a Wembley era il quarto uomo, ma di quella notte non conserva più la maglia perché l’ha regalata a Matteo Renzi, sindaco di Firenze che, dopo aver rinunciato al calcio sia da giocatore che da arbitro, si è dedicato alla politica con risultati migliori.

 

Quanto a Rocchi, si è rifatto parzialmente con il derby londinese Arsenal-Chelsea di Europa League.

 

gianluca rocchi aggredito a carrara

L’ultima partita con il fischietto, alla ripresa estiva durante la pandemia (2 agosto 2020), fu ancora Juve-Roma, meno concitata, più triste del passato, non tanto per il babbo Giovanni che vinse il nono scudetto di fila. Rocchi fu ufficialmente dismesso per limiti anagrafici a settembre con un avvenire senza calcio da avviare a 47 anni.

Non era completamente impreparato.

 

A gennaio aveva costituito la “Law 5” per “consulenza e formazione” con la motivatrice Alessandra Monasta, motivatrice sua e di tanti altri arbitri. Neanche un anno sabbatico e fu nominato designatore in sostituzione di Rizzoli (luglio 2021). Poi ha ceduto le quote di “Law 5”: la società non aveva rapporti con il circuito arbitrale, però Monasta poteva rappresentare un conflitto di interessi per il suo socio.

 

 

ROCCHI MILAN LAZIO 1

 

Rocchi è stato un dirigente potente per la sua esperienza e per le sue relazioni con la Figc, ovvero il presidente uscente Gabriele Gravina e l’avvocato Giancarlo Viglione, non era certo l’idolo di una categoria arbitrale molto litigiosa. In questo contesto, con la giustizia sportiva, Rocchi ha superato indenne l’esame delle “bussate” al vetro del centro Var di Lissone. Le procedure non erano ben definite. Ne è scaturito il “codice Rocchi”: i “varisti” non possono ricevere segnali, vanno protetti, tutelati, isolati.

 

Il mandato di designatore era già nei minuti di recupero. Nel futuro di Rocchi, prima di diventare, suo malgrado, tormentone estivo, non c’era la presidenza dell’Associazione italiana arbitri (Aia). Pare non avesse il concesso necessario. Rocchi poteva ambire a guidare la struttura di arbitri professionisti, slegata dall’Aia e legata alla Figc – almeno questo era il progetto di Gravina – con dentro una ventina di milioni di euro e una ventina di arbitri di altissimo livello. Il famoso modello inglese. Tutto in archivio.

 

orsato rocchi

Rocchi dorme più di giorno che di notte, va a Roma in macchina per non farsi notare in treno, guarda più partite di tennis che di pallone. Con pazienza sapremo dove si colloca nello spazio infinito che va da Moggi a Tortora.

 

Se davvero ha comandato a San Pietroburgo oppure è un personaggio minore di un racconto di Gogol o di Cechov. Aspettando di scoprirlo, un abbraccio al “gobbo” babbo Giovanni. Un figlio che aiuta l’Inter è una brutta cosa. Questo sì che sarebbe imperdonabile.

ROCCHI ORSATOCLAUDIO LOTITO GIANLUCA ROCCHICLAUDIO LOTITO GIANLUCA ROCCHIdiscussione tra corsi e rocchi 1gianluca rocchi gianluca rocchirocchigianluca rocchi

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola

RESPINTO IL RICORSO DI SIGFRIDO RANUCCI CONTRO LA RAI: NON CI SARA' NESSUN REINTEGRO, IL CONDUTTORE NON RIPRENDERA' IL SUO POSTO ALLA GUIDA DI "REPORT" - DALLA RAI FILTRA "SODDISFAZIONE" PER LA SENTENZA DELLA GIUDICE DEL LAVORO DONATELLA CASARI (BOLLATA DALLA STAMPA DI DESTRA COME MAGISTRATO SINISTRORSO) CHE HA RESPINTO IL RICORSO EX ARTICOLO 700 DELL'''AMICO FRATERNO" DEL PESCIVENDOLO-BOMBAROLO DEL "BISTROT CEFALU' - NEI GIORNI SCORSI ERA ARRIVATA ANCHE UNA SOSPENSIONE DI DIECI GIORNI SENZA STIPENDIO - A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI ''REPORT'', L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI - SU TROPPI COMPORTAMENTI, DA LAVITOLA IN GIU', RANUCCI E' ETICAMENTE INDIFENDIBILE - COSA FARA' ORA "SUPERMAN" SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? SE NON HA PIU' LA CREDIBILITA' PER PRESENTARE INCHIESTE SUL POTERE, CHISSA' SE IL CALDO "SIG" AVRA' ANCORA CREDIBILITA' PER CANDIDARSI ALLE PROSSIME POLITICHE...

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...