SERIE A, COME ANNAMOSENE - CUADRADO E’ L’ULTIMA STELLINA IN FUGA DAL NOSTRO CAMPIONATO - MA VENDERE PORTA PALANCHE: CON LA CESSIONE DEI NOSTRI VENTI MIGLIORI TALENTI, DA CAVANI A IBRAHIMOVIC, LE SQUADRE ITALIANE HANNO INCASSATO 500 MILIONI DI EURO

Marco Iaria per www.gazzetta.it

Edinson  Cavani Edinson Cavani

 

Nel grigiore di un mercato di prestiti e parametri zero, di svendite e déjà vu, un record lo abbiamo centrato: quello della cessione più remunerativa. Cuadrado dalla Fiorentina al Chelsea per 32 milioni (tra bonus e il prestito di Salah si arriva ai 35 della clausola rescissoria) è l'operazione che conquista il gradino più alto del podio europeo assieme a quella di Bony, dallo Swansea al Manchester City.

 

A ogni sessione la Serie A diventa sempre più povera di stelle. Una deriva inarrestabile, figlia dei tempi di ristrettezze del sistema italiano. Negli ultimi cinque anni le società estere, specie quelle dei nuovi ricchi, hanno fatto razzia: da Ibrahimovic a Thiago Silva, da Cavani a Verratti, da Sanchez a Pastore, pezzo dopo pezzo i migliori talenti si sono volatilizzati. Venti giocatori in uscita, tali da comporre un top 11 da sogno e una panchina tempestata di diamanti.

IBRAHIMOVIC AL PSG IBRAHIMOVIC AL PSG

 

Venti giocatori, escludendo i cavalli di ritorno Eto'o e Cerci, che hanno portato nelle casse dei club italiani mezzo miliardo di euro, 507 milioni per l'esattezza, senza contare i bonus che sempre più spesso vanno ad arrotondare i prezzi delle compravendite (tanto per restare a questa stagione, la cessione di Benatia al Bayern può fruttare altri 4 milioni alla Roma oltre ai 26 già garantiti).

Thiago SilvaThiago Silva

 

IN PRINCIPIO — È fuorviante scomodare il crac di Zidane del 2001. E sarebbe sbagliato riavvolgere il nastro all'estate 2009 che fece da sfondo alle partenze di Ibrahimovic e Kakà verso la Spagna, non solo perché poi i due sarebbero tornati in Italia ma soprattutto perché Milano era ancora circondata da un'aurea di grandeur . No, la fuga delle stelle 2.0 - intesa come espressione, da un lato, della mutata geografia calcistica e, dall'altro, del crepuscolo dei mecenati nostrani - inizia davvero nella stagione 2011-12 quando la fresca proprietà qatariota del Psg decide di fare shopping compulsivo in Italia.

 

verratti verratti

Oltre a Menez, Sissoko e Thiago Motta, ecco dal Palermo la star Pastore e il portiere Sirigu: come da bilancio rosanero, 39,8 milioni per il primo (anche se una parte consistente è appannaggio dell'agente) e 3,9 per il secondo. E Alexis Sanchez? El Niño Maravilla è al centro di un'asta internazionale orchestrata abilmente dall'Udinese. Sognano pure Juventus e Inter ma è ormai chiaro a tutti che il potere di spesa delle italiane non può reggere il confronto con l'élite europea: i fatturati delle altre, trasformatesi nel frattempo in brand globali, sono schizzati alle stelle, e gli azionisti tricolori hanno smesso di pompare soldi a fondo perduto. Risultato: la scheggia cilena passa al Barcellona per 34 milioni più succulenti bonus.

 

Javier PastoreJavier Pastore

LA RESA — "Il calcio italiano si sta trasformando da ristorante di lusso a pizzeria", sentenzia Adriano Galliani. L'estate successiva, neanche a farlo apposta, Thiago Silva e Ibrahimovic vengono ceduti al Psg per 61 milioni (41+20). È il segno plastico del trapasso di un'era: dal Milan giocattolo di paperon Berlusconi al Milan zavorra della claudicante Fininvest. Non è un caso se nell'esercizio 2012, grazie ai 53 milioni complessivi di plusvalenze e al taglio di 23 milioni sul montestipendi, il deficit del club rossonero passa d'incanto da 67 a 7 milioni.

 

La fuga delle stelle si spiega proprio così: all'estero ci sono società in grado di pagare il doppio, se non il triplo degli ingaggi; in Italia la ricerca dell'autosufficienza finanziaria impone sacrifici tecnici in grado di raddrizzare i bilanci.

 

CHE PROFITTI — Ne sa qualcosa Aurelio De Laurentiis, maestro nell'arte autarchica, che ha ceduto al Psg prima Lavezzi per 28,9 milioni, poi Cavani per 67,9 milioni, l'affare record delle ultime 5 stagioni in Serie A: in questo modo il Napoli è riuscito ad adeguare le spese alle entrate centrando un filotto di otto bilanci consecutivi in utile e mettendo da parte un patrimonio netto di 72 milioni.

LESULTANZA DI LAVEZZI jpegLESULTANZA DI LAVEZZI jpeg

 

Certo, non c'è da gioire se siamo diventati dei formidabili mercanti, se - per dirla con Andrea Agnelli - la Serie A si è trasfigurata in un campionato di transito. Ogni addio di un fuoriclasse è un colpo al cuore per i tifosi, una mazzata allo spettacolo dei campi, un arretramento dell'appeal internazionale del prodotto. Ma l'ombelico del mondo calcistico non è più in Italia, lo sappiamo tutti.

 

Lo sanno pure quegli imprenditori calcistici più recenti che al loro arrivo, armati di belle intenzioni, hanno cominciato a iniettare denaro aspettando un qualche ritorno dall'investimento che non si è mai materializzato. Si pensi ai Garrone che alla fine hanno abdicato. E ai Della Valle che hanno versato 200 milioni nella Fiorentina in conto capitale ma da un po' di tempo hanno mutato rotta spingendo la società all'equilibrio gestionale: i 24,4 milioni per Nastasic, poi i 26,7 per Jovetic (entrambi al City), ora i 32 per Cuadrado.

CUADRADO CUADRADO

 

SCELTE DIVERSE — Se Cairo la scorsa estate ha seguito la stessa scia monetizzando gli exploit del Torino con le cessioni dei gemelli del gol Immobile (19 milioni) e Cerci (ora però al Milan), la Roma ha utilizzato la leva del mercato con una strategia aggressiva e ambiziosa. La rosa concepita come un puzzle da montare e rimontare, a caccia di formidabili plusvalenze reinvestite subito per portare i giallorossi al livello Champions.

 

Marquinhos Marquinhos

Il difensore Marquinhos è stato un capolavoro: acquistato nel 2012 per 4,5 milioni, è stato ceduto l'anno dopo, ovviamente al Psg, per 31,4 milioni con un guadagno netto di 27,5. In questa infinita girandola sono partiti in parecchi ma gli incassi sono serviti per far arrivare i vari Strootman, Gervinho, Nainggolan, Iturbe, e neanche a gennaio ci si è risparmiati. Certo, se si guardano i movimenti complessivi il saldo per la Serie A resta terribilmente negativo. Non in termini economici ma sportivi. E la prossima estate la top 11 rischia di essere aggiornata col nome più esplosivo di tutti: Paul Pogba con il suo centone.

 

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