arif khan discese truccate olimpiadi invernali pechino

LO SCANDALO DELLE NEVI - IL SISTEMA DELLE "DISCESE AL RALLENTATORE" E LA DENUNCIA ITALIANA CHE FA TREMARE LO SCI ALLA VIGILIA DELLE OLIMPIADI INVERNALI - LE IRREGOLARITÀ NELLE QUALIFICAZIONI A PECHINO SEGNALATE DALLA PROFESSORESSA FEDERIGA BINDI DELL'ALTA BADIA SKI ACADEMY. "GLI ATLETI MIGLIORI RALLENTANO PER FAVORIRE SCIATORI MODESTI" (GIAMAICANI, SAUDITI, INDIANI). LA CONSEGUENZA? MENO PASS OLIMPICI PER LE NAZIONALI PIU’ QUOTATE TRA CUI L’ITALIA…

Estratto dell'articolo di Fabio Tonacci, Marco Mensurati per "la Repubblica"

 

OLIMPIADI INVERNALI PECHINO

Il Sistema delle discese al rallentatore è sotto gli occhi di tutti, ma per anni e anni nessuno ha avuto il minimo interesse a denunciarlo. Porta il folclore alle Olimpiadi, dicono. Permette agli Eddie The Eagle di tutto il mondo di avere il quarto d'ora di celebrità all'ombra dei Cinque Cerchi: sciatori poco più che dilettanti di Paesi dove non nevica mai che in eventi minori si qualificano e permettono al Comitato organizzatore di ampliare il ventaglio delle nazioni partecipanti.

 

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OLIMPIADI INVERNALI PECHINO 6

E così è bastato un articolo scritto qualche giorno fa da una professoressa italiana di Scienze Politiche sulla rivista specializzata Skiracing a scatenare il putiferio. Un fiocco di neve si è fatto valanga e ha travolto la vigilia dei Giochi. La denuncia della prof Federiga Bindi ha 54 anni, un passato da sciatrice, oggi ha una cattedra all'università di Tor Vergata ma non ha perso la passione per il suo sport: dirige l'Alta Badia Ski Academy.

 

Dopo l'articolo, che raccontava di gare taroccate in cui atleti di buon livello sono chiamati appositamente per andare piano e permettere agli altri di migliorare nel ranking valido per la qualifica, le hanno chiesto un rapporto che è al vaglio del Comitato olimpico internazionale e della Federazione mondiale di sci (Fis).

 

ARIF KHAN DISCESE TRUCCATE OLIMPIADI INVERNALI PECHINO

Anche grazie al materiale raccolto da Bindi, tre eventi organizzati tra novembre e gennaio a Dubai, Malbun e Kolasin sono stati messi sotto indagine e quattro pass in più sono stati concessi in gran fretta a mo' di risarcimento ad Austria (2), Germania, Francia. I punteggi sospetti «Mi sono accorta che qualcosa non andava a novembre, quando uno dei nostri ragazzi stava provando a qualificarsi ai Giochi», spiega a Repubblica la professoressa. «Uno dei suoi competitor diretti ha partecipato alla gara indoor di Dubai a novembre ed è riuscito ad abbassare notevolmente il suo punteggio (nello sci alpino più è basso, più la performance è stata buona, ndr)».

 

olimpiadi invernali in cina 5

In quella competizione, di livello medio-basso e categoria Entry Level, i quattro col ranking migliore, tra cui l'italiano Federico Vietti finito anche nel giro della Nazionale, fanno incomprensibilmente prestazioni pessime. Ben al di sotto dei loro standard abituali. La conseguenza è stata - e qui sta lo scandalo - che a qualificarsi per Pechino grazie ai tempi registrati nello slalom di Dubai sono stati sciatori meno che modesti come l'indiano Arif Mohd Khan, il kirghiso Maksim Gordeev e il saudita Salman Alhowaish, a scapito ad esempio dei professionisti dell'Austria, il cui team maschile olimpico si è ridotto da 11 a 9 a causa del tetto imposto alle iscrizioni ai Giochi.

 

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olimpiadi invernali in cina 3

«Se dovessimo accettare 10 sciatori italiani, 10 austriaci, 10 svizzeri, la federazione giamaicana cancellerebbe la gara. Sarebbe impossibile per noi andare alle Olimpiadi in tale situazione ». Alle discese di Malbun, dunque, correranno solo dieci ragazzi e Alexander stacca il biglietto per Pechino. «Io non ho fatto altro che prendere e mettere a confronto i dati delle gare. Ma il banco è saltato perché gli austriaci hanno sbattutto i pugni sul tavolo di fronte al Cio e alla Fis», chiosa Federiga Bindi. «Alexander, Khan, Gordeev e altri cinque atleti altri hanno tolto il posto a loro e anche all'Italia».

 

FEDERICO VIETTI

"Qualcosa più grande di loro" Tra gli sciatori fatti iscrivere agli slalom sotto inchiesta e che sono scesi con tempi sospetti ci sono anche due italiani, Vietti e Michele Gualazzi. «Li hanno mandati i comitati regionali - si difende Flavio Roda, presidente della Federazione italiana sport invernali (Fisi) - non possiamo controllarli tutti. Non voglio dire che abbiano fatto una cosa irregolare, però penso siano caduti in una cosa più grossa di loro. Spero che il loro pensiero fosse quello di partecipare a una gara normale e che invece si è rivelata taroccata. E comunque non sono andati così piano, uno ha vinto e l'altro è arrivato quinto ».

 

Roda, che tutto voleva prima della cerimonia inaugurale tranne questa involontaria pubblicità, se la prende con il nuovo regolamento della Federazione mondiale di sci, che a suo dire avvantaggia Paesi outsider, e con il Cio. «Doveva essere più serio e annullare le gare, invece non ha preso un provvedimento, se n'è lavato le mani. Questi eventi fatti apposta per dare pass ad atleti privi di valore olimpico lasciano con l'amaro in bocca». Che cosa ne sarà dei beneficiari del Sistema, che hanno in tasca il pass, non è chiaro. Per ora rimangono nelle liste di partenza.

FEDERICO VIETTI 5

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