kitzbuhel discesa libera sci

SPORT DA BRIVIDO! NON C’E’ NIENTE DI PIU’ PERICOLOSO DI UNA DISCESA LIBERA DI SCI - SABATO SI CORRE SULLA LEGGENDARIA STREIF DI KITZBÜHEL, UNA PISTA DOVE SI RAGGIUNGONO I 140 KM/H DI VELOCITÀ (VIDEO) - I RISCHI DEI CICLISTI IN DISCESA: SCENDONO A OLTRE CENTO KM/H SU COPERTURE DI SOLI 25 MILLIMETRI - VIDEO

 

Pier Augusto Stagi per il Giornale

 

STREIF KITZBUHELSTREIF KITZBUHEL

Basta una parola: Kitzbuhel.

 

Basta ad evocare una delle località sciistiche più nobili, la classica per eccellenza, una delle tappe più suggestive dell' intero circo bianco fin dalla prima edizione nel lontano 1967.

 

Dici Kitzbuhel e pensi alla discesa. La più difficile e folle di tutte. Vincere qui significa avere talento, estro e follia. Se ci riesci entri direttamente nell' olimpo dello sci. Perché Kitzbuhel sta allo sci come Montecarlo alla F1, Wimbledon al tennis e il Tour de France al ciclismo.

 

Kitzbuhel è una prova di coraggio, un atto di pura follia, dove sono necessarie gambe forti e una testa più forte del ghiaccio.

 

Se si pensa alla pericolosità generalmente si è portati a pensare ai piloti di F1 o di Moto Gp. Ma nulla è paragonabile ad una discesa libera, a Kitzbuhel, che è una libera elevata al cubo.

SCISCI

 

«Se non hai i cosiddetti non vai da nessuna parte ci spiega Ermanno Rampinini, 43 anni, responsabile laboratorio funzionale di Mapei Sport che da dieci anni collabora con la Fisi -. Ma per un discesista è fondamentale svolgere una preparazione atletica specifica e accurata. Sono atleti che devono sopportare stress grandissimi. Con le loro gambe devono contrastare la forza centrifuga che tende a schiacciarti sulla pista e in curva a gettarti verso l' esterno.

 

Quindi, come prima caratteristica, un discesista di livello deve resistere alla forza eccentrica. Questi ragazzi, e noi in questi anni abbiamo avuto per le mani atleti del calibro di Ghedina e Fattori, per arrivare a Paris e Fill, svolgono lavori di forza impressionanti. Pensi che un atleta è arrivato a sviluppare 800 kg durante una contrazione massimale con una sola gamba».

 

KITZBUHEL 4KITZBUHEL 4

I discesisti sono per lo sci alpino una razza a parte, ma affrontare la famosa Streif, una discesa di oltre 3 chilometri, con un dislivello di 860 metri, con pendenze massime dell' 85% e media del 27%, chiama gli atleti ad uno sforzo che dura all' incirca due minuti. «E per una prova esigente come quella di Kitzbuhel è davvero tanto ci spiega sempre Rampinini -. Si raggiungono i 140 km/h di velocità, i muscoli delle gambe bruciano per lo sforzo. Ogni atleta, in ogni caso, svolge un lavoro personalizzato, e per ognuno di loro va poi analizzata ogni asimmetria».

 

Tanti gli sport pericolosi: F1, motociclismo, piattaforma dai dieci metri, ma anche il ciclismo, in particolare quando il ciclista si trova a dover affrontare una discesa. «Se parliamo di Downhill il discorso è quasi uguale a quello di chi pratica il motocross o appunto la discesa libera ci aiuta Andrea Morelli, 44 anni, biomeccanico e tecnico di laboratorio di analisi del movimento, responsabile settore ciclismo di Mapei Sport -.

 

SAVOLDELLISAVOLDELLI

Su strada, invece, si lavora molto sulla posizione. I ciclisti rischiano tantissimo in discesa, anche perché in alcune occasioni si trovano a dover scendere ad oltre cento km/h su coperture di soli 25 millimetri e su strade che il più delle volte nemmeno conoscono».

 

Gli fa eco Marco Melandri, centauro della Ducati in Superbike, grande appassionato di ciclismo: «In MotoGp i piloti provano e riprovano i circuiti. Li impariamo in pratica a memoria.

 

Quello che mi impressiona dei ciclisti è che vanno giù a rotta di collo, senza conoscere né le curve, né il fondo stradale e nemmeno le pendenze. Hanno una sensibilità e un colpo d' occhio pazzesco».

 

E qui torna a prendere la parola Morelli: «Se hai paura non vai da una nessuna parte. Noi possiamo lavorare sulla posizione, fare in modo che la bicicletta sia più adatta alle tue caratteristiche. Oggi molte squadre di World Tour hanno ingaggiato come tutor piloti di rally o di cross per aiutare i corridori a perfezionare le loro doti in discesa». Un po' come per chi deve buttarsi giù dai muri di Kitzbuhel. Una volta partito c' è solo un modo per ridurre l' agonia: scendere il più veloci che si può. Per arrivare prima. O primo.

 

NIBALINIBALI

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