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CALCIO MARCIO - TORNA L’INCUBO SCOMMESSE, DOSSIER DEI BOOKMAKERS: “MOVIMENTI ANOMALI” SU 5 PARTITE DI SERIE A (TUTTE GIOCATE DAL FROSINONE) E 11 DI LEGAPRO - LA FIGC INDAGA SULL’ESPULSIONE DEL CIOCIARO GORI CONTRO IL NAPOLI - LE MANI DELLA CAMORRA SULLA B: DECINE DI PUNTATE DA MENO DI 1000 EURO

GORI NAPOLI FROSINONEGORI NAPOLI FROSINONE

Giuliano Foschini e Marco Mensurati per “la Repubblica”

 

Cinque gare di serie A. Undici di Lega Pro. Dopo i rinvii a giudizio di Cremona e gli arresti di Napoli, i sospetti non finiscono. Evidentemente non basta la “felicità” del presidente Figc Carlo Tavecchio (espressa dopo l’assoluzione di Conte: non una parola sui 40 a processo in contemporanea per associazione a delinquere, non una frase ieri dopo gli arresti di camorra) per bloccare il fenomeno del calcioscommesse.

 

Gli ultimi punti interrogativi arrivano in un dossier preparato dai bookmakers e che nei prossimi giorni verrà inviato alle autorità competenti. Un dossier nel quale si racchiudono «i movimenti anomali» della stagione. Si tratta, cioè, di flussi di scommesse strani su alcune partite in particolare, giocate effettuate sia sul risultato sia su eventi straordinari come espulsioni o rimonte clamorose.

 

GORI NAPOLI FROSINONEGORI NAPOLI FROSINONE

Le partite segnalate riguardano tutte il Frosinone «ma questo, a scanso di equivoci – tiene a precisare la fonte interpellata da Repubblica – non significa che la società o i calciatori abbiano responsabilità dirette. Non abbiamo alcuno strumento per valutarlo. Ma certo le puntate registrate sono state molto strane ».

 

C’è il 2-4 di Frosinone-Milan del dicembre scorso, il 4-0 di Genoa Frosinone del 3 aprile dove le puntate sulle sconfitte con handicap e sugli over sono state molto importanti, «molto più di quello che era lecito aspettarsi rispetto agli algoritmi che noi stessi abbiamo sviluppato».

 

Esistono poi altre tre partite, ancora più «particolari». Frosinone- Napoli 1-5 del 10 gennaio è «clamorosa per numeri di giocate, uno dei record assoluti della serie A di quest’anno». Verona- Frosinone ha avuto invece un esito definito «molto strano delle giocate live» con puntate fortissime negli ultimi minuti sulla vittoria della squadra ospite, con i laziali che proprio nel recupero riuscivano a segnare il gol del due a uno, guadagnare i tre punti e fare vincere decine di migliaia di euro a chi aveva scommesso live su di loro.

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Infine il caso di Napoli-Frosinone, sul quale la procura federale ha già aperto un fascicolo di inchiesta: i bookmakers hanno segnalato scommesse da decine di migliaia di euro sull’espulsione nei primi minuti a carico del Frosinone. E al 13° del 1° tempo, effettivamente, Mirko Gori, centrocampista della squadra retrocessa in B, calciava la palla a gioco fermo contro Insigne che era a terra dopo un fallo. Per l’arbitro Celi una reazione, e per questo ha estratto il rosso diretto.

 

La società ha commentato ufficialmente quelle notizie sostenendo che «nessuno poteva fare illazioni o sospettare nulla sul comportamento della squadra e dei suoi tesserati». Una posizione chiara, che i bookmakers non contestano. «Noi segnaliamo dei movimenti anomali che oggettivamente ci sono stati. E per questo faremo una denuncia alla procura ordinaria affinchè valuti se ritiene il caso di fare accertamenti ».

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Gli stessi movimenti si sono registrati anche in Lega Pro dove già sono state denunciate alla procura di Catania, che lo scorso anno aveva svolto la maxi inchiesta sulla squadra di casa, 11 partite della serie: la maggior parte delle gare coinvolgono il Messina, ma in alcune ricompare anche il Catania.

 

Anche in questo caso non ci sono, per lo meno al momento, elementi per ipotizzare responsabilità delle società «ma alcune situazioni hanno davvero dell’incredibile: ci sono autogol che ricordano i tempi dell’inchiesta di Cremona ».

 

2. COSI' GIOCA LA CAMORRA

Dario Del Porto per “la Repubblica”

 

ARMANDO IZZOARMANDO IZZO

Tante giocate per importi inferiori ai mille euro, spalmate su diverse agenzie. Così la camorra di Secondigliano eludeva i controlli sul calcioscommesse. È uno dei retroscena dell’inchiesta di Napoli che ha messo sotto la lente le ultime sei gare disputate dall’Avellino nel campionato di serie B 2013-2014.

 

Per due partite, Modena-Avellino 1-0 e Avellino- Reggina 3-0, il pm Maurizio De Marco, titolare dell’indagine con il procuratore aggiunto Filippo Beatrice e il pm della Direzione nazionale antimafia Maria Vittoria De Simone, ravvisa indizi di combine.

ARMANDO IZZOARMANDO IZZO

 

Gli indagati sono sette. Fra questi l’ex difensore dell’Avellino, oggi al Genoa, Armando Izzo, che deve difendersi dall’accusa di concorso in associazione mafiosa. «Non c’entro niente, mi sembra di vivere un incubo. Ora andrò avanti e penserò a lavorare. Riparto dalle mie sofferenze, credo nella magistratura», dice Izzo, difeso da Rino Nugnes e Alfredo Capuano.

 

Nei suoi confronti, i pm non hanno chiesto provvedimenti restrittivi. Il pentito Antonio Accurso parla dei rapporti del calciatore con esponenti della camorra, riconducibili al fatto che uno zio dell’atleta è un capoclan. La Procura cita anche due telefonate fra Izzo e Giuseppe Corcione, indicato come «il cassiere » della cosca.

 

Colloqui penalmente irrilevanti, dai quali però i pm desumono che il calciatore, «sebbene avulso dal contesto familiare criminale, risulta comunque in grado di intrattenere rapporti diretti con soggetti di spicco del sodalizio». Sono ai domiciliari l’ex calciatore Luca Pini, e l’ex capitano dell’Avellino Francesco Millesi, che avrebbe ricevuto da Pini il denaro del clan per truccare le due gare.

 

«Avete preso il pezzo potente, è lui che comanda nello spogliatoio», avrebbe detto Izzo riferendosi a Millesi. Gli altri incontri esaminati dai carabinieri sono Cesena- Avellino, Avellino-Spezia, Avellino-Trapani e Padova-Avellino. Prima della partita col Cesena, Pini e Millesi avrebbero incontrato il boss Umberto Accurso. Dopo quell’incontro, Pini scrisse via sms: «Siete davvero belle persone... anche il tuo amico è una grande persona».

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