“TOTTI PUO’ TORNARE ALLA ROMA”, DICE CLAUDIO RANIERI. MA CON QUALE RUOLO? L'IDEA È QUELLA DI DARE AL “PUPONE” UN INCARICO DA DIRETTORE TECNICO SIMILE A QUELLO CHE È STATO PAOLO MALDINI NEL MILAN (CHE INSIEME ALL’ATTUALE DIRETTORE SPORTIVO GIALLOROSSO, RICKY MASSARA, HA COSTRUITO L’ULTIMO SCUDETTO ROSSONERO) - UN INCONTRO CON I FRIEDKIN È PREVISTO NELLE PROSSIME SETTIMANE...
Davide Stoppini per il “Corriere della Sera” – estratti
«Ci stanno pensando». Tre parole che a Roma, se accostate a Francesco Totti e al suo possibile rientro in società, hanno avuto più o meno l’effetto di Massimo Decimo Meridio nel Gladiatore , quando diceva «al mio segnale scatenate l’inferno».
Claudio Ranieri non è un generale dell’esercito, certo che no. Ma è il consulente dei Friedkin, ruolo che s’è tenuto stretto al punto di rinunciare alla chiamata della Nazionale. Ed è il primo uomo che la proprietà della Roma ascolta per avere referenze sugli aspetti tecnici di Trigoria. Se proprio lui parla in quel modo, aggiungendo «mi auguro che Francesco possa essere utile, lui è parte della Roma», vuol dire che qualcosa evidentemente s’è mosso.
Siamo agli inizi del percorso, va detto: tanto c’è da stabilire, da chiarire, da decriptare.
Ma un percorso c’è, appunto.
Ed è una novità sostanziale.
Anche solo rispetto a pochi mesi fa. Lo stesso Ranieri, in fondo, nei giorni in cui lasciava da allenatore la Roma diceva: «Francesco non ha ancora trovato la sua strada. Uomo immagine del club? Non so se a lui piacerebbe farlo». Qualcosa è cambiato, come emerso dalle parole di Ranieri a Sky. Ed è storia recente. Tra Totti e i Friedkin ci sono stati almeno un paio di contatti: il primo indiretto, il secondo più diretto. Tutto nelle ultime settimane, passaggio favorito dalla presenza a Roma del vicepresidente Ryan Friedkin.
La questione deve ancora entrare nella fase decisiva: per intendersi, un vero e proprio incontro operativo non c’è stato ancora. Ci sarà nelle prossime settimane, per un inserimento in società che i Friedkin immaginano per la prossima stagione. Già, ma con quale ruolo? È il vero nodo. All’ex capitano — l’ha sempre dichiarato — piacerebbe essere operativo, nel vivo del club. Del resto, lui in società c’è già stato. E si allontanò, dimettendosi il 17 giugno 2019, proprio perché non si sentiva centrale.
Giusto un esempio: lui contattava Antonio Conte per offrirgli la panchina, la società — anche per mano dell’allora consulente Franco Baldini, con cui Totti non ha mai avuto buoni rapporti — prendeva altri indirizzi.
Ecco, i Friedkin stanno andando in una direzione diversa. L’ipotesi più probabile oggi è fare di Totti un profilo simile a quello che è stato Paolo Maldini nel Milan, che proprio vicino all’attuale direttore sportivo giallorosso Ricky Massara ha costruito l’ultimo scudetto rossonero. Dunque, un ruolo da direttore tecnico. (…)


