1. ALLA FACCIA DI TUTTI I ROSICONI CHE VIVONO MANGIANDOSI IL FEGATO (D’OCA), DOMENICA CI GUSTEREMO LA FESTA EPOCALE DI NIBALI VINCENZO DA MESSINA, DAVANTI ALL'ARCO DI TRIONFO, COI FRANCESI CHE S'INCAZZANO. COME AI TEMPI DI GINO BARTALI 2. QUESTO TOUR NIBALI L'HA VINTO GIOCANDO CON IL SUO COGNOME: L'HA CANNIBALIZZATO 3. CI HAI IMPROVVISATO UNA GRANDE ESTATE, CI HAI RESTITUITO L'ESTATE DOPO I 2 NOVEMBRE DEGLI ALTRI NOSTRI CAMPIONI, TUTTI, A COMINCIARE DAI FENOMENI DEL CALCIO 4. ALL'APPUNTAMENTO CON LA GLORIA DEI CAMPI ELISI, MANCANO SOLO TRE FORMALITÀ. MA NEPPURE LA MEGACRONO DI DOMANI ORMAI POTRÀ PIÙ NULLA. SONO TUTTI A PIÙ DI SETTE MINUTI, NON TI PRENDEREBBERO NEMMENO SE NOLEGGIASSERO UN TGV

1. NIBALI IMMENSO E I "FRANCESI CHE SI INCAZZANO..."

Cristiano Gatti per “il Giornale

 

Caro Vincenzo, basta così. Davvero non serve altro. Al tuo Tour monumentale poteva mancare solo l'impresa sui Pirenei, dopo averne regalate nelle pianure d'Inghilterra, sul pavé della Roubaix, sulle salite dei Vosgi e delle Alpi.

vincenzo nibalivincenzo nibali

 

Adesso non manca proprio più nulla. Potremo raccontare ai nipoti che un giorno, il giorno particolare del Tourmalet, il campione di Messina decise di concedersi ancora, nonostante l'enorme vantaggio della sua maglia gialla, staccando tutti sull'ultima salita del Tour 2014 e andando a trionfare nella solitudine dei miti, lasciandosi gli altri a distanze siderali.

 

È la quarta vittoria di tappa, è l'anello mancante di un capolavoro assoluto. Da qui a domenica, all'appuntamento con la gloria dei Campi Elisi, mancano solo tre formalità. Neppure la megacrono di domani ormai potrà più nulla. Sono tutti a più di sette minuti, non ti prenderebbero nemmeno se noleggiassero un Tgv.

 

vincenzo nibali canibalvincenzo nibali canibal

Però hai fatto benissimo, lasciatelo dire, a stradominare anche sui Pirenei. Serve alla tua fama e alla tua gratificazione, ma serve soprattutto ai rosiconi, che continuano a rimuginare sui ritiri di Contador e di Froome. Soprattutto serve ai francesi, questo popolo che batte tutti i Pil d'invidia, che non per niente si mangia tutta la vita il fegato (d'oca). Nessuno avrà mai la controprova di nulla, men che meno i rosiconi, ma i fatti sono fatti: quando Contador è caduto, l'avevi già messo a oltre due minuti e mezzo.

 

Se lo lascino dire, i rosiconi senza controprove: vedere questo Nibali salire a Hautacam non rende poi così verosimile l'ipotesi di un Contador vincitore. Poi ci sta tutto, nemmeno il caso di dirlo. Ma nessuno può permettersi di negare l'evidenza: rimontare un simile Nibali, il Nibali generoso e spettacolare che attacca in maglia gialla, senza calcoli e senza risparmio, avrebbe quanto meno messo il mal di testa a qualunque favorito, fosse pure un padreterno.

vincenzo nibali vincenzo nibali

 

E allora basta, facciano il piacere. Ai rosiconi il Tour dei se, dei ma, dei però, a noi il Tour vero, l'unico che conti sul serio, l'unico che alla fine resti scritto negli albi d'oro e nella memoria delle folle. Questo, il Tour vero, Nibali l'ha vinto giocando con il suo cognome: l'ha cannibalizzato.

 

Non si ricorda un solo secondo, un solo chilometro, anche quando erano in gruppo le belle gioie di Froome e Contador, neppure in quelle giornate risulta un solo attimo cupo e tenebroso in cui Nibali abbia barcollato. S'è preso in pugno la corsa già nei primi chilometri, con la geniale vittoria da finisseur sulle strade inglesi, e non ha più concesso niente, se non le briciole e le mancette ai valorosi comprimari della fatica.

 

vincenzo nibali vince la tredicesima tappa del tour sulle alpivincenzo nibali vince la tredicesima tappa del tour sulle alpi

Cos'altro aggiungere, allora? Nulla, non c'è nulla da aggiungere. I francesi possono starnazzare quanto vogliono, ma nessuno potrà mai dire che Nibali abbia ballato sulle disgrazie degli altri. Che Nibali abbia speculato. Che Nibali si sia trovato lì per caso. Nibali ha fatto fino in fondo il proprio dovere, senza lasciare nulla di sfumato, di indefinito, di imperfetto. Nibali ha cuore e testa da emigrante vero, è partito ragazzino da Messina per imparare il mestiere in Toscana, ha lasciato il suo mare e i suoi affetti per tentare qualcosa di grande. Tutto quello che ha ottenuto se l'è guadagnato con le proprie fatiche.

 

Non è nato con la camicia, è nato con la canottiera. E proprio per questo non esiste nella sua mentalità di mettere il piede sul tetto del mondo facendo i calcoletti del ragioniere. Con e senza Contador, Nibali ha assalito il Tour è l'ha spianato, dominando senza risparmio di energie, regalando ai tifosi tutto quello che c'era da regalare.

vincenzo nibali vittorioso al tour de francevincenzo nibali vittorioso al tour de france

 

Grazie Vincenzo, così può bastare. Alla faccia di tutti quelli che vivono mangiandosi il fegato, domenica ci gusteremo la festa epocale, davanti all'Arco di trionfo, sulle note di Mameli, coi francesi che s'incazzano. Come ai tempi di Bartali. Ci hai improvvisato una grande estate, ci hai restituito l'estate dopo i 2 novembre degli altri nostri campioni, tutti, a cominciare dai fenomeni del calcio. Prima gelida, poi tiepida, infine incuriosita, l'Italia ha lentamente imparato a conoscerti per quello che sei, per come sei: dannatamente forte e tenace nel tuo lavoro, dannatamente normale quando smetti la divisa.

 

nibalinibali

Sei il figlio che tutte le mamme vorrebbero avere, il papà che tutti i bambini vorrebbero avere, il marito che tutte le spose - magari non le strappone - vorrebbero avere. Con i tuoi difetti, con i tuoi pregi. In questa interminabile stagione di maghi dell'immagine e di guru della comunicazione, scateni gli applausi con la sola forza dei fatti, nel decoro della dignità, senza chiacchiere inutili e twitter cretini. Grazie anche di questo. Quando la normalità diventa eccezionale, non è mai un buon segno. Ma consola. La dedichiamo ai mangiatori di fegato.

 

 

2. “VOLEVO ANCHE I PIRENEI MA NON SONO ARMSTRONG”

G.Vib. per “la Stampa” 

 

nibali 4nibali 4

Vincenzo Nibali, non le basta conquistare il Tour, lei vuole dominare…
«Ma no, cercavo solo una vittoria da dedicare ai miei compagni, che sono stati ancora una volta eccezionali».


Solo Merckx conquistava tante tappe nei Tour vinti.
«Non pensavo a Merckx, volevo lasciare un segno anche sui Pirenei».


Ma non è partito un po’ presto, a 10 km dalla fine?
«Forse sì, non sentivo bene la radio e non sapevo quanto vantaggio aveva Nieve. Così, quando è scattato Horner, sono partito anch’io».


Ma se invece di Horner, che le ha «rubato» l’ultima Vuelta, fosse scattato un altro, lo avrebbe inseguito lo stesso?
«Forse no, lo ammetto. Con Horner c’è una rivalità particolare. E non volevo lasciarlo andare».

nibali 3nibali 3


Che cosa è successo con quella spettatrice sulla salita finale?
«Si è sporta verso la strada dietro una curva e l’ho colpita. Per fortuna eravamo in salita ed è andata bene. Chiedo solo un po’ di attenzione alla gente verso i corridori. Noi amiamo i tifosi, corriamo anche per loro, ma certi comportamenti sono molto pericolosi».


Oltre 7’ su Pinot, 2° in classifica: il Tour è suo, no?
«Diciamo di sì, ma ci sono ancora due tappe, una delle quali a cronometro. Devo ancora stare molto attento».


Un distacco così non si vedeva da oltre 15 anni al Tour: come è stato possibile un simile exploit?
«I motivi sono tanti. Ho preparato solo il Tour, cambiato preparazione, lavorato di più sulla forza e in altura, arrivando al top circa a metà Tour. Abbiamo studiato bene i percorsi con dei sopralluoghi e siamo stati bravi a gestirci come squadra e nella strategia delle tappe».


Poi magari i ritiri di Froome e Contador…
«Con loro non so come sarebbe andata, ma all’inizio di questo Tour li avevo staccati prima che si infortunassero e decidessero di ritirarsi. Mi avrebbero comunque dovuto inseguire e avrei potuto giocare di rimessa».


Wiggins due anni fa, dopo aver vinto il Tour, disse che non si era divertito per niente: lei che ne pensa?
«Io mi sono divertito eccome, forse perché ho un modo diverso di impostare la corsa, mi invento sempre qualcosa».

nibali in giallonibali in giallo


Lei è stato definito il padrone del Tour: l’ultimo dominatore fu un certo Lance Armstrong...
«Non mi sembra un accostamento adeguato. Io non corro solo il Tour, sono cresciuto lentamente negli anni, ho vinto il Giro e la Vuelta, ho fatto sei podi nelle grandi corse a tappe, sfiorato la Liegi, la Sanremo, il Lombardia, vinto la Tirreno, tra l’altro davanti a Froome e Contador. E in questo Tour non ho certo fatto delle imprese».


In che senso?
«Ho costruito il mio vantaggio giorno dopo, pochi secondi oggi e pochi domani, su terreni sempre diversi, senza fare numeri da fenomeno».


Forse è il passato non proprio trasparente di Vinokourov, team manager dell’Astana, a destare qualche perplessità?
«Qui all’Astana ho trovato molta chiarezza. In passato tutto il ciclismo ha commesso degli errori, sui quali però non dobbiamo tornare ogni volta. Le cose per fortuna sono davvero cambiate. E io, nella mia carriera come in questo Tour, credo di aver fatto delle prestazioni credibili e sincere».

 

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