raiola donnarumma meme

VA’ DOVE TI PORTA RAIOLA! DIETRO LO STRAPPO DI DONNARUMMA COL MILAN C’E’ LO ZAMPONE DELL’AGENTE CHE IN UN DELIRIO DI ONNIPOTENZA HA PENSATO ANCHE DI CANDIDARSI ALLA GUIDA DELLA FIFA – LE COMMISSIONI MILIONARIE E L’INCHIESTA PER IL TRASFERIMENTO DI POGBA I CONSIGLI BOOMERANG A BALOTELLI, I FLOP ELY E SALAMON - UN SOLO CALCIATORE HA SAPUTO DIRGLI DI NO: MAREK HAMSIK

MINO RAIOLA MINO RAIOLA

1 - IL PALLONE INTOSSICATO DALLA GUERRA TRA BANDE DI AGENTI

 

Tony Damascelli per “il Giornale”

 

Inutile baciare la maglia. Inutile piangere lacrime o schiumare rabbia davanti ai tifosi. Prima o poi si strizzano i fazzoletti, si chiude la valigia e si parte. Fine del romanticume, fine dell' illusione. Il calcio delle bandiere è una favola alla quale non credono più nemmeno i bambini. Il lupo cattivo si mangia il cappuccetto rossonero, Gigio Donnarumma fa due conti, Mino Raiola li moltiplica per dieci, il totale porta al trasloco. Chi perde è il tifoso. Chi perde è il club che ha fatto crescere il ragazzo fenomeno per poi vederselo sottrarre dalle cosiddette, feroci, leggi di mercato.

DONNARUMMADONNARUMMA

 

Un mercato reso tossico dalla guerra per bande degli agenti, detti procuratori, molti dei quali nemmeno con un titolo di studio degno del ruolo svolto. Comandano i procuratori, sono loro a disporre delle carriere e dei conti correnti dei loro assistiti. Non mi stupisco, è così da quando i presidenti hanno deciso di delegare ad altri le trattative, non tanto la definizione dei contratti ma addirittura il rapporto diretto con il massimo dirigente rivale. I procuratori hanno riempito il vuoto, hanno occupato il territorio che apparteneva ai direttori sportivi dei quali sono diventati complici, soci, colleghi, in alcuni casi sono loro stessi a dettare le strategie di mercato, a imporre gli acquisti e le cessioni.

POGBA RAIOLAPOGBA RAIOLA

 

Donnarumma come Keita, vanno dove li porta il loro agente, non certo il cuore, Milan e Lazio devono osservare, passivamente, costrette a perdere un patrimonio enorme, sul quale la speculazione cresce di ora in ora. La logica e la buona creanza suggerirebbero una telefonata di un presidente al collega della squadra concorrente nell' affare, per affrontare, risolvere, chiudere direttamente, la questione.

 

IBRA RAIOLAIBRA RAIOLA

Ma è utopia, è un' abitudine ormai superata, evitata quasi, per non abbassarsi al livello dei mercanti. E così Mino Raiola, come Jorge Mendes, come altri operatori di mercato, diventano i protagonisti, giocano con i soldi altrui per fare soldi propri. Vivono a percentuali ma fanno il totale. Non sono colpevoli, non commettono reati ma sono attori di una recita collettiva, con la partecipazione principale degli stessi calciatori pronti, come dicevo, a manifestazioni pietose, baciando la maglia come segno di fedeltà, per poi riporre l' indumento nel cassetto e vestirne un altro.

 

RAIOLARAIOLA

Il calcio non è la sola isola contaminata, il mondo dello spettacolo respira la stessa aria velenosa e avvelenata, gli agenti pensano, lavorano e si comportano da capi di un' organizzazione tentacolare, piazzando i propri assistiti dove l' offerta è migliore, prescindendo dal valore dell' emittente. Gigio, lo scugnizzo di Castellamare di Stabia, esce sconfitto. Donnarumma, il portiere fenomeno, esce vincitore. Il resto è la resa. E la partita ricomincia.

 

mino raiolamino raiola

 

2 - IL METODO RAIOLA E UN SOLO GRAN RIFIUTO

Da http://www.sportmediaset.mediaset.it/

 

Dietro al clamoroso strappo di Donnarumma con il Milan c'è lo zampino di Carmelo Raiola, per tutti Mino. Una settimana dopo aver chiuso un affare, quello di Andrè Silva, con il procuratore più ricco e potente del mondo del calcio, Jorge Mendes, il Milan di Yonghong Li viene gelato dal suo rivale più agguerrito. Un agente plenipotenziario Raiola, arrivato così in alto da pensare di candidarsi alla guida della Fifa.

 

IBRA RAIOLAIBRA RAIOLA

Consiglia i suoi assistiti, li sposta a piacimento seguendo la scia del denaro a costo di andare allo scontro: era stato così per portare Ibrahimovic alla Juventus dall'Ajax, è ancora così oggi, con il rifiuto di prolungare un contratto col Milan che ne avrebbe fatto il diciottenne più pagato dello sport mondiale, con destinazioni gradite Real Madrid e Paris Saint Germain. Donnarumma aveva assicurato solo pochi giorni fa di voler comprare casa a Milano, forse lo farà per tornarci durante le vacanze.

 

Ha detto no alla squadra che lo aveva cresciuto. Consigli che possono rivelarsi anche come un boomerang: basti pensare alla carriera in parabola discendente di Balotelli, dopo essere emigrato alla corte di Mancini al Manchester City dall'Inter campione d'Europa. Un solo calciatore della sua scuderia ha saputo dire di no a Raiola: Marek Hamsik, innamorato di Napoli e del Napoli, arrivò a cambiare agente pur di rimanere all'ombra del Vesuvio.

RAIOLA VILLA AL CAPONERAIOLA VILLA AL CAPONE

 

Il metodo Raiola non piace come le commissioni milionarie per i trasferimenti. Tanto che sotto inchiesta della Fifa c'è quella che ha accompagnato la scorsa estate Pogba dalla Juventus al Manchester United. Un pagamento, superiore ai 30 milioni. Meta gradita a Raiola Manchester: qui 12 mesi fa ha piazzato Bailly, Mkhitaryan, Pogba e Ibrahimovic, incassando a livello personale più di 50 milioni. Un rapporto invece che rischia di incrinarsi definitivamente è quello con il Milan: qui Raiola, con la vecchia dirigenza, era di casa e faceva grandi affari con Galliani. Dai colpi Ibrahimovic e Balotelli, alle meteore Salamon, Rodrigo Ely, Viudez, Cardacio e Mattioni.

RAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEMEDONNARUMMA MEMEDONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEMERAIOLA DONNARUMMA MEME

MINO RAIOLA E NEDVEDMINO RAIOLA E NEDVEDRAIOLA BALOTELLIRAIOLA BALOTELLIMINO RAIOLAMINO RAIOLAIBRA GALLIANI RAIOLAIBRA GALLIANI RAIOLAMino RaiolaMino RaiolaMINO RAIOLAMINO RAIOLA

Ultimi Dagoreport

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...

giorgia meloni giancarlo giorgetti daria perrotta

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI QUESTA VOLTA FA BENE A INCAZZARSI CON GIANCARLO GIORGETTI: IL PASTROCCHIO SUL DEFICIT AL 3,1% (L’ITALIA RESTERÀ SOTTO PROCEDURA D’INFRAZIONE PER LA MISERIA DI 600 MILIONI DI EURO) È TUTTA FARINA DEL SACCO DEL MEF, E DELLA RAGIONIERA DELLO STATO DARIA PERROTTA (CHE NON HA AVUTO IL CARISMA PER ENTRARE IN SINTONIA CON L'APPARATO CORPORATIVO DEL MINISTERO) – SE CI FOSSE STATO UN VECCHIO VOLPONE COME BIAGIO MAZZOTTA O UN ALTRO GRAND COMMIS DI QUELLI TANTO INVISI ALLA “FIAMMA MAGICA”, UNA SOLUZIONE SI SAREBBE TROVATA, E QUELLO 0,1% SAREBBE STATO ARROTONDATO - COLPA DELLA INFAUSTA GUERRA AL DEEP STATE INIZIATA DAL GOVERNO MELONI...

vladimir putin donald trump ue europa

DAGOREPORT - TRUMP E’ COSI’ INCAZZATO CON I PAESI EUROPEI PER IL MANCATO APPOGGIO ALLA GUERRA IN IRAN CHE MEDITA LA SUA VENDETTA - POTREBBE DISERTARE IL PROSSIMO VERTICE DEL G7 A EVIAN, IN FRANCIA, DAL 15 AL 17 GIUGNO - UN PRIMO, CHIARO, SEGNALE DI SMARCAMENTO: SE VOI NON CI SIETE PER ME, IO NON CI SARÒ PER VOI - POTREBBE FARE IL BIS AL VERTICE NATO PREVISTO AD ANKARA, IN TURCHIA, IL 7 E L’8 LUGLIO 2026 (E IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH SPINGE PER RENDERE I VERTICI NATO A CADENZA BIENNALE E NON ANNUALE: UN ULTERIORE SGANCIAMENTO) - IL CEFFONE FINALE AI PAESI EUROPEI TRUMP CONTA DI DARLO AL G20 PREVISTO A MIAMI IL 14 E 15 DICEMBRE 2026: AL VERTICE VUOLE INVITARE PUTIN. UNA PRESENZA CHE CLAMOROSA E DEFLAGRANTE PER L’ASSE EURO-ATLANTICO: RITROVARSI AL TAVOLO PUTIN, SU CUI PENDE UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE PER CRIMINI DI GUERRA IN UCRAINA, A UN CONSESSO NEGLI STATI UNITI (NON IN SUDAFRICA O IN BRASILE), E IN PRESENZA DI TUTTI GLI ALTRI LEADER EUROPEI, SAREBBE LO SPUTO NELL’OCCHIO DEFINITIVO…