berlusconi milan mao cina

SE IL CALCIO È METAFORA DELLA VITA, LA VENDITA DEL MILAN AI CINESI È DAVVERO IL SEGNALE DELL'USCITA DEL BANANA DAL 'CAMPO' ITALIANO. IL PALLONE, PIÙ DEI MEDIA, ERA IL SEGRETO DEL SUO SUCCESSO: LA DISCESA IN CAMPO, 'FORZA ITALIA', GLI ELETTORI 'AZZURRI' - NON SOLO BERLUSCONI: ANCHE I TIFOSI SONO LOGORATI. GLI ASCOLTI CALANO, IL 53% DEGLI APPASSIONATI CREDE CHE, RISPETTO A 10 ANNI FA, IL CAMPIONATO SIA PIÙ CONDIZIONATO DALLE SCOMMESSE. IL 42%: DA CRIMINALITÀ E CORRUZIONE. IL 45% LO RITIENE MENO CREDIBILE

 

Ilvo Diamanti per “la Repubblica

 

SONNY WU MILAN BERLUSCONI STEVEN ZHENGSONNY WU MILAN BERLUSCONI STEVEN ZHENG

La cessione del Milan a un cartello di acquirenti cinesi, fra cui un fondo governativo, segna davvero un passaggio d' epoca, in Italia. Per quel che riguarda il calcio, ovviamente, ma anche la società, la politica.

 

E il rapporto fra società e politica. Perché il calcio, nel rapporto fra società e politica, conta molto. Da noi più che altrove. Ne ho scritto altre volte, su Repubblica. Ma, in questo caso, ripetersi forse non è un problema. Il calcio suscita interesse, passione e appartenenza. Circa 4 italiani su 10 si definiscono tifosi. Metà di essi si dice "militante", un altro 30%: sostenitore "caldo". Oltre il 50%, comunque, "odia" almeno un' altra squadra (come ho scritto in un articolo con Luigi Ceccarini su Limes 5/2016).

MILAN BERLUSCONIMILAN BERLUSCONI

 

Il calcio, infatti, è fattore di identità. Antagonista, oltre che protagonista. Offre riferimenti e soggetti in cui riconoscersi e ai quali opporsi. Fornisce bandiere e colori. Proprio come la politica. Anzi: più della politica. Perché il calcio viene prima. È una "metafora della vita", ha osservato Edmondo Berselli. D' altronde, si gioca e si tifa fin da bambini.

 

MILAN BERLUSCONIMILAN BERLUSCONI

La passione matura nel contesto dove si vive e lavora. In famiglia. Per dire: io sono bianconero da sempre. Perché sono cresciuto nella provincia piemontese da genitori veneti. E la Juve costituiva - e costituisce - un veicolo di "promozione" sociale. Non per caso i torinesi "autentici" sono granata. Nella mia famiglia, peraltro, c' è un figlio bianconero. Come me.

BERLUSCONI MILANBERLUSCONI MILAN

 

L' altro tifa per il Chievo. Per distinguersi e prendere le distanze. Non per caso Berlusconi è entrato in politica "dopo" essere entrato nel mondo del calcio. E (anche) per questo ha avuto successo. Perché nel calcio ha affinato le tecniche della competizione politica.

BERLUSCONI MILANBERLUSCONI MILAN

 

La fidelizzazione e l' antagonismo. La mobilitazione del tifo, che costituisce l' archetipo della militanza. I "media", certo, hanno giocato un ruolo fondamentale. Ma come media, appunto. Mezzi di costruzione del consenso. Sperimentati da tempo anche gli altri attori politici. Il rapporto fra poteri politici e Rai, d' altronde, ha una storia lunga e mai conclusa, come dimostra la recente vicenda delle nomine alla guida di reti e notiziari.

 

La vera differenza fra Berlusconi e gli altri politici della Prima Repubblica rispetto a quelli vissuti e sopravvissuti dopo Tangentopoli, è che Berlusconi aveva risorse e argomenti migliori da spendere nella competizione politica. Il controllo dei media, ovviamente. Ma, più ancora, il controllo sul linguaggio e sulle tecniche della competizione politica.

SILVIO BERLUSCONI, 16 ANNI, PROVINO MILANSILVIO BERLUSCONI, 16 ANNI, PROVINO MILAN

 

berlusconi con la figlia barbara e galliani allo stadio per milan juventus  berlusconi con la figlia barbara e galliani allo stadio per milan juventus

Appreso nel e dal calcio. Certo, lui si presentava come l' imprenditore, cioè, il non-politico, in una fase di antipolitica simile a quella odierna. Ma è anche il presidente del Milan. Che, dal 1986 al 1994, aveva già vinto 4 scudetti e 3 Champions League. Così, quando decide di fare politica in prima persona, ha il linguaggio, l' esperienza, la legittimazione.

 

Che fanno la differenza. Così, può annunciare la sua "discesa in campo", a capo di un partito che battezza "Forza Italia", come il grido di sostegno alla nazionale. E chiama i suoi sostenitori, i suoi tifosi: Azzurri. Come i giocatori della nazionale. Dal colore della loro maglia Il dubbio che la bandiera del tifo divida anche il campo politico è fondato. Ma il problema è relativo.

 

barbara berlusconi sexy nerd per il milan su instagram barbara berlusconi sexy nerd per il milan su instagram

Semmai è vero il contrario: è il tifo politico che interferisce con quello del calcio. Così vi sono tifosi del Milan che emigrano, perché antiberlusconiani e, secondo il linguaggio del Cavaliere, comunisti. Ma non sono molti. Perché la fede nel calcio viene prima. Ed è più forte e duratura. I successi del Milan: contano. Alimentano il consenso politico del Cavaliere. Conta, comunque, l' appartenenza alla comunità dei tifosi nell' insieme. Alla quale egli si rivolge come "uno di loro".

 

Così la cessione del Milan ai cinesi segna la fine di un' epoca. E "segue" la fine politica di Berlusconi. Già avvenuta nel 2011. L' anno dell' ultimo scudetto del Milan. Il declino politico accompagna quello nel calcio. Non ne è causa. Neppure l' effetto. In entrambi gli ambienti, però, Berlusconi aveva esaurito la spinta propulsiva.

9 berlusconi milan9 berlusconi milan

 

In politica, da tempo, non è più un outsider. Ma un "politico" come gli altri. Dopo vent' anni: non ha più il carisma di un tempo. Nel calcio come nei media paga - letteralmente - i problemi economici e finanziari dell' imprenditore. E senza risorse finanziarie, nel calcio come nei media: non puoi reggere. Il calcio stesso, d' altronde, non ha più la capacità di un tempo di mobilitare, appassionare.

 

Berlusconi a Milanello Lapresse Berlusconi a Milanello Lapresse

Dunque, non è più palestra e scuola di politica. Perché troppo logorato da scandali e interessi opachi. Non per caso gli ascolti tv sono calati molto. Il pubblico (pagante) che assiste agli incontri su Sky e Mediaset Premium, infatti, nella stagione 2015-16 è calato del 6% (dati Auditel).

 

Rispetto alla precedente. In valori assoluti e cumulati: 19 milioni di spettatori. Che si sommano ai 12 milioni in meno registrati nella stagione 2014-15 rispetto al campionato 2013-14. Anche in questo caso: 6% in meno. (Su un bacino complessivo, sommando gli ascolti di tutti gli incontri di campionato, di circa 310 milioni).

Berlusconi a vedere Borussia Milan con Schroeder Berlusconi a vedere Borussia Milan con Schroeder

 

D' altronde, è difficile assistere a uno spettacolo che appare sempre meno credibile. Il 53% dei tifosi (indagine Demos-Coop, settembre 2015) ritiene, infatti, che, rispetto a 10 anni fa, il campionato sia maggiormente condizionato dalle scommesse. Il 42%: dalla criminalità e dalla corruzione. Per contro, solo il 15% pensa che sia divenuto più credibile. Il 45%: di meno.

 

BERLUSCONI MILAN COPPEBERLUSCONI MILAN COPPE

Così l' arrivo dei cinesi è solo l' ultimo atto di un percorso iniziato da tempo. Oggi, infatti, la Cina è vicina. A Milano. Come in Francia e in Inghilterra, a Parigi e Manchester, nel calcio comandano gli sceicchi. A Londra (Chelsea): i miliardari russi.

 

Difficile che questi cambiamenti cambino il rapporto del calcio con la politica. Visto che difficilmente i cinesi "scenderanno in campo", in Italia. Contro Renzi, Grillo e i comunisti. Possono, forse, cambiare il rapporto dei tifosi con la loro squadra. Gianni Mura lo ha detto chiaramente: «Questo calcio non mi piace». Piace sempre meno anche a me. E ai tifosi. Però non è (solo) per colpa dei cinesi.

capello berlusconicapello berlusconiberlusconi 7berlusconi 7berlusconi galliani 7berlusconi galliani 7berlusconi gallianiberlusconi gallianiberlusconi riveraberlusconi riveraberlusconiberlusconiberlusconi e salvini allo stadio per milan atalanta   8berlusconi e salvini allo stadio per milan atalanta 8berlusconi sacchiberlusconi sacchiMILAN BERLUSCONIMILAN BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”