alison jackson

NON E’ VERO MA VEROSIMILE - NELLE SUE “SIMULAZIONI VISIVE”, LA FOTOGRAFA ALISON JACKSON UTILIZZA SOSIA PER IMMORTALARE I VIP IN SITUAZIONI STRAMBE - NEL SUO LIBRO "PRIVATE", C'E' TRUMP CHE SCOPA LA MISS O LA REGINA ELISABETTA SULLA TAZZA DEL CESSO - NON E’ SOLO SATIRA SULLO STAR SYSTEM: E’ UNA CRITICA ALL'ATTENDIBILITA’ DELLE IMMAGINI E DELLA FOTOGRAFIA

Camilla Federica Ferrario per http://www.artnoise.it

ALISON JACKSON

 

La regina Elisabetta mentre va in bagno, Brad Pitt che rade le gambe di Angelina, Gordon Ramsay, Nicole Kidman e Mick Jagger sorpresi a ricorrere a interventi estetici: questi sono solo alcuni degli scottanti soggetti immortalati dalla fotografa inglese Alison Jackson.

Il lavoro di questa artista, infatti, è ormai da tanti anni proprio quello di realizzare fotografie di momenti intimi e privati di personaggi pubblici, politici e celebrità. Il classico lavoro del paparazzo, insomma, tranne per un piccolo dettaglio: le sue fotografie sono sistematicamente finte!

una finta regina elisabetta nelle foto immaginarie di alison jackson

 

Le immagini che propone al pubblico sono infatti frutto di studiate operazioni artistiche, e i soggetti che ritrae sono in realtà dei sosia, assoldati appositamente per creare delle fotografie che, seppur oneste nel metodo di realizzazione (non facendo cioè uso di manipolazioni), trasmettono però un messaggio falsificato, sfruttando la natura ambigua di questo tipo di immagini e la possibilità di una loro interpretazione erronea da parte dello spettatore.

un finto kanye west nelle foto immaginarie di alison jackson

 

Si tratta banalmente di immagini basate sulla simulazione, ma che riescono a risultare perfettamente credibili, sfruttando in maniera molto intelligente la curiosità del pubblico. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, ad essere sotto attacco nelle operazioni di Alison Jackson non è però solo il mondo della politica e dello star system e le loro bizzarrie, ma siamo soprattutto noi spettatori, la nostra scarsa capacità critica di gestire le immagini e tutte le informazioni in generale che ci vengono fornite dai media.

 

un finto jack nicholson nelle foto immaginarie di alison jackson

Anche se apparentemente giocose e leggere, le immagini di Jackson nascondono infatti una forte critica sociale, tanto è vero che oltre a un notevole successo a livello internazionale, le hanno portato anche conseguenze meno piacevoli, come ad esempio il continuo rischio di azioni legali.

 

Emblematico è il caso del suo ultimo libro (Private, uscito lo scorso ottobre), che l’artista è stata costretta ad autopubblicare per non rinunciare alla sua libertà di espressione, dopo il rifiuto da parte delle case editrici dovuto alla paura di possibili ritorsioni per la presenza di numerose immagini dedicate a Donald Trump.

un finto george bush nelle foto immaginarie di alison jackson

 

Va notato però che la sua opera, oltre ad essere una irriverente satira sul mondo dei media e delle celebrità, è anche un prezioso contributo al dibattito sull’autenticità della fotografia. In tempi in cui si discute ossessivamente del problema dell’inattendibilità della fotografia dovuta alla nuova natura digitale del mezzo e alla conseguente maggiore disinvoltura nell’utilizzo del fotoritocco, il lavoro di Alison Jackson dimostra infatti che anche senza ricorrere a strategie di manipolazione, è comunque da sempre possibile che anche immagini comunemente ritenute copia fedele del reale ingannino chi le guarda.

un finto donald trump nelle foto immaginarie di alison jackson

 

La riuscita delle sue simulazioni, infatti, non è ottenuta attraverso il mezzuccio della post-produzione, ma unicamente attraverso un grande lavoro in fase di ripresa (anche se sembrano foto rubate e rapide istantanee, infatti, le sue opere richiedono in realtà un grandissimo sforzo e una lunga preparazione, a partire dai casting per trovare i sosia perfetti, fino alla realizzazione dei costumi, dei set, dei copioni e addirittura degli storyboard).

 

un finto donald trump nelle foto immaginarie di alison jackson

Le sue, in sostanza, non sono false fotografie, ma più correttamente vere fotografie di soggetti falsificati (o, in altre parole, veri ritratti di falsi vip). In questo modo, a coloro che sostengono che nella fotografia “la pipa rimane sempre una pipa” – per citare Ferdinando Scianna, fervente sostenitore dell’argomento – Jackson dimostra che le cose non stanno proprio sempre così. Pur mantenendo un legame con il loro referente, infatti, cioè pur mantenendo la loro tanto decantata natura di impronta, le sue fotografie sono perfettamente in grado di trarre in inganno coloro che le guardano. La “bugia”, infatti, non sta nella foto, ma a priori, nel soggetto.

un finto david cameron nelle foto immaginarie di alison jackson

 

Più che una critica alla fotografia in quanto tale e al suo valore di documento, quella di Alison Jackson è una critica ad un suo possibile utilizzo distorto da parte dei mass media, una critica alla loro pretesa di serietà e sincerità, molto spesso solo apparenti. Il problema infatti, ci dimostra in maniera pratica ed efficace, non è mai nella foto in sé, ma nell’uso che ne viene fatto. É infatti proprio l’uso che Jackson fa del mezzo fotografico, insieme alla sua reputazione, a renderlo ingannevole. L’artista sembra in questo senso aver preso alla lettera il celeberrimo aforisma di Lewis Hine, e averne fatto una vera e propria cifra stilistica. In tutti i suoi lavori, infatti, non sono le fotografie a mentire, ma la fotografa!

un finto bill clinton nelle foto immaginarie di alison jackson le finte katy perry e rihanna nelle foto immaginarie di alison jacksonla finta famiglia reale nelle foto immaginarie di alison jackson alison jackson marilyn undressing in front of jfk i finti david beckham e camilla parker bowles nelle foto immaginarie di alison jacksoni finti kate middleton e william nelle foto immaginarie di alison jacksonla famiglia reale britannica nelle foto immaginarie di alison jackson le finte camilla e elisabetta nelle foto immaginarie di alison jackson

 

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