soulstice

DAGOGAMES BY FEDERICO ERCOLE - NEL CHIMERICO CORPO UNICO DELLE SORELLE BRIAR E LUTE IN "SOULSTICE", GIOCO D’AZIONE FANTASY E OSCURO SVILUPPATO DALL’ITALIANA REPLY GAME STUDIOS PER PLAYSTATION 5, XBOX E MICROSOFT WINDOWS.  ISPIRATO AI GIAPPONESI BAYONETTA E DEVIL MAY CRY, SOULSTICE MANTIENE LA LORO ELEGANTE MARZIALITÀ CONSERVANDO TUTTAVIA UNA SUA UNICITÀ E ANDANDO OLTRE L’IMITAZIONE CON IDEE LUDICHE DI RADO ACERBE E SPESSO ASSAI INTERESSANTI… - VIDEO

soulstice 9

 

Federico Ercole per Dagospia

C’è un equilibrio mirabile tra una quiete apollinea e una furia dionisiaca, in Soulstice dell’italiana Reply Game Studios per Playstation 5, le serie di Xbox e Microsoft Windows, malgrado la sua sempre terrea ambientazione fantasy; una pace  alternata  al pandemonio senza che una minacci l’altro diventando predominante, una ritmica calcolata che alimenta con precisione la frenesia e la quiescenza, una cosa rara nei videogame d’azione. Così che il combattere battaglie convulse e quasi astratte nel caos ipercinetico di luci, forme e colori  non è ripetitivo e tedioso essendo alternato con sapienza all’attività di esplorazione, alla  narrazione e alla contemplazione. 

soulstice 8

 

Non tragga in inganno il titolo che gioca con la parola “souls”, perché malgrado le ambientazioni rimandino ai crudeli titoli di From Software con la desolazione impazzita di un’apocalittica rovina, Soulstice è invece ispirato a giochi giapponesi  dalla pirotecnica e spettacolare combattività come Devil May Cry e Bayonetta, riuscendo talvolta a mantenere persino la loro danzante eleganza marziale e andando oltre l’imitazione, proponendo idee raramente acerbe e spesso assai interessanti.

 

soulstice 6

Soulstice dimostra quindi  il talento crescente e l’espressione del proprio valore degli sviluppatori italiani di videogiochi che qui compongono tuttavia  un’opera che appare, appunto,  “giapponese” in una maniera dichiarata e sfrenata. In questa veste nipponica e internazionale (il doppiaggio è in inglese) libera da ogni trito e dichiarato nazionalismo di facciata , vi si può cogliere il rifiuto di identificarsi in uno stato con il suo governo sempre mutevole, almeno in superficie, che guarda ancora i videogiochi con sospetto e tende a dimenticarsi dei suoi giovani tranne quando protestano.

 

soulstice 5

Una fuga di cervelli filosofica e immota. insomma non c’è il rifiuto di una cultura “italiana” (anche perché i suddetti  Devil May Cry e Bayonetta sono ricchissimi di suggestioni dantesche) ma di uno stato che da decenni non sembra più rispecchiare e assecondare quello spirito popolare soprattutto giovanile. Soulstice è un gioco italiano solo nel profondo,  non nel suo comunque sfavillante anche se oscuro abito ma nella sua anima creativa che qui dialoga feconda con un lontano, senza dubbio idealizzato ma amato Giappone videoludico e pop divenuto riferimento e musa.

 

soulstice 7

LE DUE SORELLE

In Soulstice controlliamo Briar, una ragazza perita e rinata grazie al chimerico innesto con lo spirito della sorella Lute, in un mondo minacciato da caotiche e malevole presenze.  Tutto il gioco si svolge nella devastata città costiera di Ilden e malgrado la divisione in capitoli quest’immensa ambientazione non risulta segmentata in maniera artificiale, anzi restituisce l’idea di una organicità urbanistica così che il lungo viaggio per attraversarla alimenta il realismo fantastico dello spazio che percorriamo, il suo essere possibile e “vero”, facendoci percepire le distanze e la fatica di percorrerle. 

soulstice 4

 

Non appena cominciamo a muoverci per Ilden risulta evidente  il sopracitato bilanciamento tra combattimento ed esplorazione, che ci lascia ammirare l’impressionante pittoricità dei panorami, davvero ammirevoli sia nel dettaglio che in una visione compendiaria.

 

soulstice 3

I combattimenti richiedono una crescente abilità nel gestire tutte le possibilità offensive e difensive messe a disposizione. Briar utilizza un lunga spada come arma principale e diverse altre (guanto ferrato, arco, frusta, coltelli...) secondarie, da alternare e cambiare in tempo reale, che acquisiremo durante lo svolgimento del gioco; ma non si tratta che del tappeto ludico su cui cresce un modello di gioco assai più complesso, vario e nuovo.

soulstice 2

 

La bianca e fantasmatica sorella Lute coopera con Briar consentendole di parare i colpi dei nemici, attraverso la pressione di un pulsante al momento giusto, ed ella stessa può contrattaccare in maniera sempre più drastica. Ci sono inoltre dei campi di energia diversi, uno rosso e l’altro azzurro, che Lute può evocare per un breve periodo, ampie semisfere eteree che rendono efficaci gli attacchi di Briar contro determinati nemici, un’idea riuscita e fondamentale anche per l’esplorazione, utile per trovare oggetti curativi e frammenti minerali-energetici per potenziare le abilità delle due ragazze.

soulstice 13

 

Più consueta ma bellissima nella sua forma tra Go Nagai di Devil Man e Norihiro Yagi di Claymore, è la forma trasfigurata e potentissima delle due guerriere. Suggestive sono anche la narrazione disperata e la musica che fuori dai combattimenti possiede quella rarefazione timbrica e l’inquietudine dei primi Resident Evil.

soulstice 12

 

VERSO LA LUCE (DEL MALE)

Rispetto ai corrispondenti giapponesi, Soulstice è un’avventura più lunga, richiedendo anche venti ore per essere completata e risultando a tratti complessa con un livello di difficoltà media, se non si è dei virtuosi del genere. Salvo rare occasioni la telecamera attraverso cui vediamo l’azione è fissa e ci sono purtroppo dei momenti in battaglia in cui questa rende difficile la comprensione dello spazio e l’individuazione de nemici, attimi comunque non frequenti che non penalizzano in generale il valore ludico e spettacolare dell’azione. Il disegno delle creature è solo all’inizio convenzionale, ma proseguendo affronteremo creature mostruose sempre più bizzarre e letali.

 

soulstice 11

Opera lodevole, Soulstice merita di essere giocato, premiato e amato. L’industria piccola e grande dei videogiochi italiani è viva e palpitante, ma sottovalutata da chi non ha ancora compreso il suo potenziale, trascurata dalla scuola dell’obbligo (ma le tante fabbriche insicure che sfruttano e non insegnano in un’infausta alternanza scuola-lavoro dove qualche studente persino muore, quelle no, quelle formano il giovane, lo preparano al futuro) e da un’opinione pubblica che ignora e teme il videogioco come quei primi spettatori dei film dei fratelli Lumieres temettero quel treno in arrivo fuggendo in panico dal teatro. 

 

 

 

soulstice 1soulstice 10

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: LA MINORANZA INTERNA E LA STESSA MARINA BERLUSCONI VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO LETIZIA MORATTI O MASSIMILIANO SALINI - E TAJANI? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI. L'EX MONARCHICO CIOCIARO SI SBATTE PER UN POSTO PER LA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…