zaha hadid

IL SEGNO DI ZAHA HADID - L'UNICO ARCHITETTO IN GONNELLA CHE STA ALLA PARI CON I FRANK GEHRY E I RENZO PIANO, AUTORE DEL MUSEO MAXXI DI ROMA, RACCONTA LA LUNGA GAVETTA DELLA SUA VITA - QUELLE LENTEZZE DELLA BUROCRAZIA E DELLA POLITICA ITALIANA

ZAHA HADIDZAHA HADID

Fabio Cavalera per il “Corriere della Sera”

 

E pensare che, quando era agli inizi, disegnava sul tavolo della cucina. «L’appartamento era piccolo. Lavoravo dove potevo, in cucina, in camera da letto, nel salottino, persino in bagno». Prima che diventasse famosa. 
 

Oggi Zaha Hadid ha comperato un’austera ex scuola vittoriana di mattoncini rossi, in Bowling Green Lane nel cuore di Clerkenwell, che è stata nell’Ottocento e nel primo Novecento l’approdo della immigrazione povera italiana e di cui porta ancora traccia, visibile e nobile: c’è la parrocchia di San Pietro dove per 43 anni don Carmelo ha tenuto in piedi l’associazione di accoglienza agli italiani in difficoltà, sorretto anche dai contributi versati dal finanziere Davide Serra e dal suo hedge fund. (chi l’avrebbe mai detto?) 
 

zaha hadid il progetto per ricordare il genocidio khmer in cambogia 8zaha hadid il progetto per ricordare il genocidio khmer in cambogia 8

E qui, a Clerkenwell nella vecchia Italia londinese, la «Little Italy» trasformata in un nuovo centro della moda e delle professioni, Zaha Hadid, da molti enfaticamente etichettata come la «regina dell’architettura», cosa che forse la infastidisce perché è una signora essenziale e per niente abituata alla retorica delle facili definizioni, ha stabilito il suo quartiere generale con 400 giovani collaboratori e dipendenti da dirigere (una trentina sono italiani)

 

e ha pure inaugurato, vicino alla ex scuola vittoriana, una galleria aperta al pubblico con i modelli delle opere che ha realizzato o che sono in fase di progetto in ogni parte del mondo, grattacieli e stadi di calcio, aeroporti, abitazioni e uffici, dalla Cina al Qatar, dall’Europa all’America e al Giappone.

 

In Italia: il Museo delle Arti del XXI secolo a Roma, City Life a Milano (e a Milano è spesso ospite della settimana del design e del mobile, quest’anno ha reinterpretato ed esposto l’icona del serpente di Bulgari nei giardini dell’omonimo hotel, opera di venti metri per tre già portata ad Abu Dhabi), il Museo della Montagna al Plan de Corones. il sesto di Reinhold Messner (apertura in estate), il Museo del Mediterraneo sul lungomare di Reggio Calabria che si ispira alla stella marina 
 

Zaha HadidZaha Hadid

Niente ovvietà 
Zaha Hadid non è di natura loquace. Va dritta alla sostanza e la annoiano quelle domande vacue e scontate che si sente spesso rivolgere sulle donne, sul ruolo delle donne, sulle donne e il successo. Meglio evitare. «È evidente che i maschi vivano da millenni in una condizione che è stata di dominio ed è di privilegio professionale e sociale. Servo io a ripeterlo?».

 

È gentile con la sua voce profonda. Le piace parlare della famiglia e dei «genitori fantastici che adoravano la cultura, la storia, l’arte», dell’Iraq dove è nata nel 1950 e «dove ho scoperto il mio amore per l’architettura e il design quando avevo 10 anni, grazie al papà e alla mamma che mi portarono a una mostra. Lì pensai che avrei voluto disegnare e costruire case».

 

zaha hadid il progetto per ricordare il genocidio khmer in cambogia 3zaha hadid il progetto per ricordare il genocidio khmer in cambogia 3

Si diverte a parlare della Cina «che conobbi quando ancora era poverissima ma romantica, un paese meraviglioso dal progresso stupefacente, non me la sento di sottoscrivere tutti quei bla-bla sulla globalizzazione, ciò che hanno fatto i cinesi ci lascia a bocca aperta». Ed è incantata dall’Italia «visitata la prima volta che ero bambina, Roma, Napoli, Capri, Pompei, avete il bello, il più bello, a portata di mano». La infastidiscono le lentezze della nostra burocrazia e i tempi della nostra politica, comunque «sono paziente e determinata, alla fine mi diverto e sono felice». 
 

Può essere scambiata per un donna snob e scontrosa, magari sbrigativa nelle sue relazioni con i giornalisti, ma Zaha Hadid non lo è per niente. Occorre prenderla per il verso giusto. «Sono una signora normalissima, con parecchia gavetta alla spalle e alla quale, ora che ne ha la possibilità, piace fare lo shopping, piace stare con gli amici, piace mangiare bene, specie cinese». E piace vestire con sobria e comoda eleganza. È affascinata dagli stilisti giapponesi e «da Romeo Gigli, grande fashion designer che ho conosciuto negli anni Ottanta». 
 

Zaha-Hadid al MaxxiZaha-Hadid al Maxxi karl lagerfeld  e zaha hadid karl lagerfeld e zaha hadid

Tanto lavoro 
È «ammalata» di lavoro che, sopra ogni cosa, le affolla la mente e i sentimenti. «È la mia passione, una volta resistevo in studio addirittura fino alle 4 o alle 5 del mattino». Adesso la serata è diventata più banale e tranquilla. «Cerco di rilassarmi. Come? Col teatro e la danza, con la musica, con i film italiani e francesi, Visconti, Bertolucci, Godard».

 

Ha scoperto le serie televisive e non si vergogna a confessarlo: «Quelle scandinave sono straordinarie. Seguo House of Cards e The Killing. Non sono così snob come sostiene chi non mi conosce». Non lo è, anche perché è nata e cresciuta nel mondo, l’hanno abituata a confrontarsi con culture, popoli, tradizioni diverse. «Mia mamma era elegante e protettiva, governava la famiglia.

 

zaha hadidzaha hadid

Mio papà era straordinario, mite, laico. Si era laureato negli anni Venti alla London School of Economics, si trasferì a Beirut, ritornò in Iraq, contribuì a fondare il partito democratico e vi rimase fino che la guerra lo costrinse a fuggire. Un industriale e un intellettuale importante, una persona generosa che ha appoggiato tantissime persone, pagando i loro studi. È morto a Londra, l’avevo convinto io a venire, lui non voleva abbandonare il suo paese».

 

Zaha Hadid ha trascorso infanzia e adolescenza fra Libano e Iraq. «Una vita stimolante e splendida». Si è laureata in matematica a Beirut ed è volata nel Regno Unito per frequentare la Architectural Association, la scuola di architettura, diventando ciò che è diventata, conquistando il premio Pritzker, il Nobel degli architetti. «L’Iraq è sempre nel mio cuore». Non si oscurano le origini. 
 

zaha hadidzaha hadid

L’angolo speciale
Londra l’ha adottata e Londra è la città che più di ogni altra sente sua. «Istanbul è magica, New York è frenetica e straordinaria, Roma magnifica. Londra è Londra, è impareggiabile». Viaggia in continuazione. «Inevitabile in una professione tanto competitiva». Però il suo universo preferito è nella «Little Italy» a Clerkenwell. «Cercavo un angolo gradevole, simpatico e allegro, L’ho scoperto e trovato qui», nell’Italia semplice di Londra. Dove si sgobbava e si sognava. 
fcavalera

zaha hadid
zaha hadid ZAHA HADID ZAHA HADID Il Cubo caverna di Zaha Hadid Il Cubo caverna di Zaha Hadid Stanza matrimoniale secondo Zaha Hadid Stanza matrimoniale secondo Zaha Hadid zaha hadid architetto lapzaha hadid architetto lapProgetto di Zaha Hadid a Dubai Progetto di Zaha Hadid a Dubai zaha hadidzaha hadidzaha hadid's tokyo stadium 5zaha hadid's tokyo stadium 5SERPENTINE DI ZAHA HADIDSERPENTINE DI ZAHA HADID

 

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…