stefano sannino

PRIMA DI ESSERE FERMATO A BRUXELLES CON L’ACCUSA DI FRODE, IL 61ENNE AMBASCIATORE STEFANO SANNINO E’ STATO UN DIPLOMATICO DI GRIDO ALLA FARNESINA – EX CONSIGLIERE DI PRODI AI TEMPI DELLA COMMISSIONE EUROPEA E DI ENRICO LETTA A ROMA, FU CHIAMATO DA RENZI A GESTIRE I RAPPORTI TRA ITALIA E UE MA POI FU SCARICATO E SPEDITO A MADRID PERCHE’ CONSIDERATO TROPPO VICINO ALLE AUTORITÀ COMUNITARIE (FU SOSTITUITO DA CALENDA, CHE DURO’ UN MESE) – OMOSESSUALE DICHIARATO, SANNINO IN SPAGNA SI E’ FATTO NOTARE PER IL SUO SOSTEGNO ALLA CAUSA LGBTQ+: HA CELEBRATO NOZZE GAY NELL’AMBASCIATA D'ITALIA A MADRID; HA OTTENUTO DUE PREMI NAZIONALI, IL “TRANSEXUALIA 2016” E “LGBT ANDALUCÍA”; HA PATROCINATO ACCORDI CON LE COMUNITA’ DI TRANSESSUALI E ORGANIZZATO FESTE PER TRANS E GAY...

DAGONOTA

stefano sannino e santiago mondragon

Per l’inchiesta su una presunta frode relativa ad un appalto che riguarda il Seae (il Ministero degli Esteri dell’Ue) e il Collegio d'Europa di Bruges, autorevole università, la polizia belga e dalla Eppo, la Procura europea, oltre all’ex ministra Federica Mogherini e un altro italiano che occupa un posto di rilievo all’università di Bruges, brilla il nome di Stefano Sannino, ambasciatore ex direttore generale del Seae ed ora direttore generale della Commissione per il Mediterraneo.

 

STEFANO SANNINO 1

Sul ‘’Sole 24 Ore’’ del 9 dicembre 2020, riprendiamo il ritratto che ne fece Beda Romano: “Stefano Sannino, 61 anni, è un ambasciatore di grado della Farnesina, ex consigliere di Romano Prodi a Bruxelles e di Enrico Letta a Roma. Ha fatto una parte della sua carriera nelle istituzioni comunitarie, fino a diventare direttore generale per l’allargamento.

 

Nel luglio 2013, fu nominato dall’allora premier Letta rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea, in sostituzione di Ferdinando Nelli Feroci che andava a riposo.

prodi letta

 

In quella posizione, Stefano Sannino gestì la presidenza italiana dell’Unione (nel secondo semestre del 2014) e alcune delle più gravi crisi europee di inizio secolo: in primo luogo l’emergenza migratoria.

 

Fu chiamato anche a gestire il difficile rapporto tra Bruxelles e Roma. Presidente del Consiglio era Matteo Renzi, giunto al potere nel febbraio 2014 con l’idea di “rottamare” la vecchia Italia e di rimettere in discussione il rapporto del paese con i partner europei e le istituzioni comunitarie.

STEFANO SANNINO

 

Ai tempi, l’allora premier non mancava di criticare la Germania e l’Unione. “Nessuno deve trattare gli altri paesi come si trattano degli studenti”, disse un giorno Matteo Renzi, rispondendo alla cancelliera tedesca Angela Merkel che il giorno prima aveva invitato tutti i Paesi dell’Unione “a fare i propri compiti” nel risanare il debito pubblico. “Basta con la dittatura degli zero virgola!”, aggiunse in una altra occasione, riferendosi alla necessità di rispettare il Patto di Stabilità e di Crescita.

 

In quei due anni – l’uomo politico fu costretto alle dimissioni nel dicembre del 2016 – il premier definì l’Europa in preda a “un frenetico immobilismo”; e parlò di un continente “senza ambizione”. Nel luglio del 2014, affermò: “Che cosa vedremmo se l’Europa si facesse un selfie? Vedremmo l’immagine della rassegnazione”.

renzi merkel hollande

 

Da premier, Matteo Renzi cavalcò una certa vena euroscettica italiana con un atteggiamento nei confronti dell’Europa che si voleva al tempo stesso assertivo e ironico, e che in alcuni casi poteva apparire sbruffone.

 

Compito di un diplomatico, diceva l’ambasciatore Silvio Fagiolo (1938-2011), è di riscaldare i rapporti bilaterali del suo paese quando sono troppo freddi, raffreddarli quando sono troppo caldi. Il diplomatico è troppo realista per non sapere che gli eccessi emotivi sono forieri di incomprensioni nelle relazioni internazionali (e non solo). In Italia poi la politica estera è spesso strumento fazioso di politica interna.

 

STEFANO SANNINO

Fedele a questo principio, Stefano Sannino si adoperò per smussare gli angoli tra Bruxelles e Roma. Fu rimosso dall’incarico da Matteo Renzi nel 2016 perché ritenuto troppo vicino alle autorità comunitarie, secondo l’interpretazione della stampa italiana di allora. Il diplomatico fu quindi inviato ambasciatore a Madrid.

 

Al suo posto il presidente del Consiglio volle nominare a Bruxelles un uomo politico, Carlo Calenda, che rimase in carica poco più di un mese prima di essere richiamato in patria dallo stesso premier per diventare ministro dello Sviluppo Economico”.

 

Fin qui il “Sole” che, da ligio giornale economico, sorvola sulla vita privata di Sannino, di cui invece si occupò il 2 ottobre 2018 il quotidiano “La Verità” che squadernò l’attivismo arcobaleno dell’ambasciatore.

calenda renzi

 

NOZZE GAY IN AMBASCIATA D'ITALIA A MADRID

Scrive Patrizia Floder Reitter sul quotidiano diretto da Belpietro: “Nozze gay in ambasciata d'Italia a Madrid. Una festa molto glamour, celebrata dai quotidiani spagnoli come l'evento più mondano di questo inizio d' autunno madrileño. La nota coppia di imprenditori Juan Martín Boll e Nano García, meglio nota con il loro marchio Juan y Nano, si è sposata nella residenza del capo missione in Spagna, Stefano Sannino.

 

Il celebrante, cinquantottenne diplomatico di origine partenopea, ha radunato il fior fiore di trans, omosessuali e lesbiche nell' ex palazzo dei marchesi di Amboage, acquistato nel 1940 dallo Stato italiano e che assieme al giardino occupa un intero isolato nel centralissimo quartiere di Salamanca.

STEFANO SANNINO

 

Sannino è gay, il marito Santiago Mondragón Vial, catalano conosciuto a Bruxelles dove il nostro attuale ambasciatore iniziò la sua carriera nel 2002 come consigliere diplomatico dell'allora presidente Romano Prodi, lo accompagna sempre negli eventi ufficiali. Però una cosa sono i fatti privati, altra è l'utilizzo della sede diplomatica italiana per feste non di rappresentanza.

 

Stefano Sannino da sempre è impegnato a difendere le tematiche transgender, ne va fiero e orgoglioso, concede diverse interviste a riguardo e si è aggiudicato due riconoscimenti nazionali, il premio Transexualia 2016 a Madrid e il premio Lgbt Andalucía, assegnato a pari merito anche all' ex ambasciatore americano in Spagna, James Costos, pure gay (nella sua villa californiana di Palm Springs organizzò con il marito Michael Smith la prima vacanza dell' ex coppia presidenziale Obama, dopo l' insediamento di Donald Trump).

STEFANO SANNINO E MATTEO RENZI

 

A marzo di quest' anno, con il patrocinio dell'ambasciata d' Italia in Spagna, si era firmato un accordo di collaborazione tra l'Agenzia per l' impiego del Comune di Madrid, l'associazione spagnola dei transessuali (Transexualia) e la Camera di commercio e industria italiana per la Spagna, che prevede l' attuazione di un programma di sviluppo professionale rivolto a persone transessuali e transgender.

 

La Camera di commercio italiana finanzia i contenuti della formazione e il capo missione dichiarava che «l'accordo si inserisce nella linea d' azione dell'ambasciata volta a rafforzare la collaborazione degli attori del Sistema Italia con le istituzioni locali, anche a favore di progetti di carattere sociale».

STEFANO SANNINO

 

Passioni per la causa Lgbt a parte, se Sannino voleva unire civilmente gli amici che hanno fondato il Mr. Gay pride España, e poi far festa, poteva invitarli al Café de Oriente, alla Sala Barceló, al Boom Room club o in altri locali esclusivi della capitale.

 

Invece ha spalancato i cancelli della nostra ambasciata affermando che «aprire le porte di questa casa è stato un modo per dimostrare quanto voglio bene» alla coppia, come dichiara nel video girato durante la festa da Shangay.com, potente piattaforma iberica di comunicazione Lgbt.

 

renzi merkel hollande

Sannino aveva già organizzato feste per trans e gay lo scorso anno, in occasione del World pride. Il primo benvenuto ai 2 milioni di omosessuali attesi a Madrid era stato dato con un filmato tricolore, sempre girato all' ambasciata italiana in Spagna. Alla Verità commentò: «Cerco di testimoniarlo anche personalmente, si può essere omosessuali e avere una vita affettiva, professionale piena».

 

Non piacque l'uso di una rappresentanza diplomatica, per celebrare un evento gay. Allora era premier Paolo Gentiloni e malgrado fosse stato Matteo Renzi a rimuovere nel dicembre 2015 Sannino dall'incarico di rappresentante permanente dell'Italia presso l'Unione europea, perché troppo «morbido», mandandolo a fare l'ambasciatore nella terra di Felipe VI, le polemiche in casa piddina si spensero in fretta.

STEFANO SANNINO

 

Oggi il nuovo governo non sarà felice di vedere associato il nome dell'Italia a promozioni Lgbt che non sono certo nelle sue corde. Già lo scorso luglio fu malvista la scelta di far sventolare una bandiera arcobaleno sui tetti del Palazzo di Amboage, in occasione del pride di Madrid.

 

Il senatore di Fratelli d'Italia, Gianpietro Maffoni, presentò un'interrogazione a riguardo, ipotizzando il reato di vilipendio alla bandiera e chiedendo «quali provvedimenti il ministro intenda adottare per sanzionare la condotta dell' ambasciatore a Madrid, fortemente lesiva dell' immagine e della dignità della bandiera italiana».

 

STEFANO SANNINO CELEBRA LE NOZZE GAY ALL AMBASCIATA ITALIANA A MADRID

Il vessillo dell'orgoglio omosessuale è tornato nei colori della torta servita nella nostra ambasciata ai novelli sposi. Tra fotografie appese ai rami delle piante, con la coppia immortalata in diverse pose amorose, noti imprenditori come Fernando Encinar, fondatore del sito immobiliare Idealista.com (accompagnato dal consorte Ángel Luis Ruiz), o il manager Abel Arana della società di produzione televisiva Shine Iberia, giornalisti, presentatori e vistosi transessuali, il duo Juan y Nano è stato più volte abbracciato da un commosso Stefano Sannino: «Tredici anni hanno impiegato a decidere di sposarsi», ha mormorato.

 

Purtroppo non è mancata neppure la parodia del rituale «e figli maschi», con alcuni invitati che auguravano a «marito e moglie» l'arrivo di bambini. In prima fila c'era Begoña Villacís, portavoce di Ciudadanos nel Comune di Madrid. Il partito di Albert Rivera sostiene con forza il diritto anche per i gay alla maternità surrogata.

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