lionel messi scaloni

“IL SEGRETO DELL’ARGENTINA È LIONEL SCALONI. IL CT CHE HA CONSENTITO A MESSI DI ESPRIMERSI AL MEGLIO” - ALDO CAZZULLO: “IL FUORICLASSE A LUNGO NON HA AVUTO UN RAPPORTO FACILE CON L’ARGENTINA. FINO AL 2018, CON LA NAZIONALE MESSI NON AVEVA ANCORA VINTO NULLA. PENSÒ DI LASCIARLA PER SEMPRE. SCALONI NEL 2019 LO CONVINSE A INDOSSARE DI NUOVO LA MAGLIA ALBICELESTE E MESSI SI SBLOCCÒ. NEL 2021 L’ARGENTINA DEI DUE LIONEL CONQUISTÒ LA COPPA AMERICA. FINO ALLA VITTORIA DEL MONDIALE IN QATAR” – “SCALONI HA CON MESSI UN RAPPORTO QUASI MISTICO. PIANGE QUANDO SEGNA, PIANGE QUANDO SBAGLIA, PIANGE QUANDO LO SOSTITUISCE. I SUOI CALCIATORI LO CHIAMANO…”

 

Estratto dell’articolo di Aldo Cazzullo per il Corriere della Sera

 

lionel messi lionel scaloni 1

[…] Il segreto dell’Argentina è Lionel Scaloni. Il ct che ha consentito a Messi di esprimersi al meglio; perché prima gli ha costruito una squadra.

 

Il fuoriclasse del Barcellona a lungo non ha avuto un rapporto facile con la Albiceleste. Nel 2006 era acerbo. Nel 2010 aveva come ct Maradona; e Maradona allenatore fu uno show straordinario.

 

[…] In due anni chiamò un centinaio di calciatori. Allenamenti sempre il pomeriggio e la sera: la mattina dormiva. Un giorno mise sotto un cameraman con la macchina. Si qualificò lo stesso al Mondiale sudafricano e invitò i giornalisti critici a praticargli un rapporto orale (“que la chupen…”).

 

Nei quarti con la Germania mise Messi a centrocampo dietro Higuain, Tevez e Di Maria, a un certo punto entrò anche suo genero, Aguero: i tedeschi ne fecero quattro in contropiede (a zero). Gli argentini, Messi compreso, adoravano Maradona; ma si capì che era meglio cercare un altro ct.

MESSI MARADONA

 

Sabella portò la squadra alla finale del 2014, ma quella sera Messi era troppo teso e non fu se stesso. Il Mondiale 2018 fu disastroso, Sampaoli faceva decidere a Messi pure le sostituzioni, […] insomma lo caricò di responsabilità.

 

Fino a quel momento, con la Nazionale Messi non aveva ancora vinto nulla. Pensò di lasciarla per sempre. Scaloni, che era uno dei collaboratori di Sampaoli […], fu scelto come ct ad interim. «Ct abusivo» titolarono i giornali. Maradona fu spietato: «Al massimo potrebbe dirigere il traffico».

 

lionel messi lionel scaloni 4

Lui riunì la squadra e fece questo discorso: «Finora avete giocato per Messi. Ora dovete imparare a fare da soli. Diventare una squadra. E, quando sarà il momento, giocherete con Messi».

 

Il ct seppe aspettarlo. Del resto tra loro c’era un legame profondo. Avevano giocato insieme in Nazionale, e quando Messi all’esordio fu espulso dopo 43 secondi per un fallo di reazione, Scaloni fu il primo a correre dall’arbitro a difenderlo.

 

Così nel 2019 lo convinse a indossare di nuovo la maglia albiceleste in un’amichevole con il Venezuela, organizzata guarda caso in Spagna, a Madrid. Vinse il Venezuela 3-1. Ma qualcosa era cambiato.

 

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Messi si sbloccò. Nel 2021 l’Argentina dei due Lionel conquistò la Coppa America […]; Messi fu il capocannoniere del torneo. Scaloni inanellò una serie di 36 partite senza sconfitte, fino all’esordio al Mondiale in Qatar: ko con l’Arabia Saudita.

 

Lì ebbe l’intelligenza e il coraggio di rivoluzionare la squadra. Sacrificò il Papu Gomez, di cui era amico, avevano giocato insieme nell’Atalanta.

 

Gettò in campo davanti a Messi il ventiduenne Julian Alvarez, e dietro il ventunenne Enzo Fernandez. E portò l’Argentina in finale. Il resto lo fece l’altro Lionel. Ripetersi qui in America sarà difficilissimo: ogni partita diventa uno psicodramma, la Svizzera che l’Albiceleste affronta domani notte a Kansas City è una squadra bene organizzata, e se va tutto bene in semifinale potrebbe esserci l’odiata Inghilterra.

 

Scaloni ha con Messi un rapporto quasi mistico. Piange quando segna, piange quando sbaglia, piange quando lo sostituisce. Va detto che Scaloni piange abbastanza spesso. I suoi calciatori lo chiamano La Llorona , la piagnucolona.

 

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Nella conferenza stampa dopo la soffertissima vittoria con l’Egitto ha spiegato che Messi gli fa venire la pelle d’oca: «Che abnegazione, che coraggio… Lo so, continua a sbagliare i rigori, però continua anche a tirarli, non si sottrae mai al dovere di capitano…». A un certo punto non ce l’ha fatta ed è scoppiato in lacrime: «Non riesco a guardarvi, scusatemi, sono troppo emozionato, che gruppo di giocatori, fratelli miei, è tutto… non riesco… devo andare”.

 

L’altro soprannome, allargato a tutta la squadra, è Scaloneta . Lo coniò un giornalista argentino, Rodolfo Cingolani, il primo ad avere fiducia in lui: «Voi fate cosa volete, io salgo sulla Scaloneta». Far parte della Scaloneta significa fidarsi ciecamente del ct. Dice De Paul: «Se sono le dieci del mattino ma Scaloni ci dice buonanotte, per noi è notte».  Significa anche fare gruppo contro tutto e contro tutti. […]

 

Poi certo sulla Scaloneta non c’è posto per tutti. Alejandro Garnacho, giovane talento del Chelsea, festeggia con il Siuuu e sostiene che Cristiano Ronaldo sia il suo idolo? Casualmente Garnacho — che era a bordo quando l’Argentina di Scaloni vinse la sua seconda Coppa America nel 2024 — qui al Mondiale non c’è.

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[…] In comune con Messi ha pure le origini marchigiane (la famiglia paterna di Leo viene da Recanati, come Leopardi, mentre quella materna, i Cuccittini, da San Severino).

 

Ma mentre a Messi non importa molto più di nulla, Scaloni ci tiene molto: racconta con orgoglio dei trisnonni nati tra Magliano di Tenna, Tolentino, Macerata, ha anche il passaporto italiano, ha giocato cinque anni nella Lazio oltre ai due nell’Atalanta, parla bene la nostra lingua. Insomma, con Lionel La Llorona Scaloni, al Mondiale un pochino ci siamo anche noi.

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