SPRECOPOLI - BASSOLINATE: PER ANDARE NELLA SEDE DI NEW YORK DELLA REGIONE CAMPANIA BISOGNA PASSARE DA UN NEGOZIO DI ABBIGLIAMENTO DEL SARTO NAPOLETANO CIRO PAONE (CATENA KITON.)

Antonio Spampinato per Libero


Tra la comunità italiana a New York si racconta di quella volta (non molte settimane fa) che la Regione Campania ha trovato un appartamento da 6.200 dollari per «la fidanzata dell'assessore» per un mese. Pettegolezzi, di sicuro. Perché mai la Regione dovrebbe pagarle casa? Ma le male lingue non si fermano qui e raccontano di sprechi, di comitive «formate da decine di persone, famiglie al seguito» che vanno, spesate, alla conquista di New York. Perché ora è fondamentale esserci. Meglio se con una sede, naturalmente. Come quella, bellissima, va detto, della Campania, sulla 54ma strada, tra la Quinta e la Madison avenue, inaugurata circa un anno fa; il 15 ottobre del 2003, per la precisione. Tra i grattacieli cupi di downtown, la bella palazzina liberty di pietra chiara fa un bell'effetto.

(Antonio Bassolino tra delle modelle-U.Pizzi)


Fino a qualche anno fa al numero 4 East della 54ma c'era la sede del Banco di Napoli. Poi è subentrato il sarto (guai a chiamarlo stilista) e commerciante napoletano Ciro Paone con la sua catena Kiton, che continua a occupare il piano terra. Al secondo piano c'è la sede della Campania. Più che vicini di casa, è corretto definirli conviventi. Perché per andare negli uffici regionali bisogna passare dal negozio. Si dice "buongiorno" al commesso Kiton di turno, si passa nella sala attigua all'ingresso (decisi, altrimenti tocca comprarsi almeno una giacca) e ci si trova sulla sinistra una splendida scala in marmo bianco, che porta al piano nobile. I marmi, il parquet a lisca di pesce e il bianco sono tre caratteristiche degli interni della palazzina di quattro piani, da dove sventola, accanto alla bandiera a stelle e strisce, il tricolore.

Un'altra rampa, e c'è l'ingresso della Regione. Subito la postazione della reception, un bancone sistemato in uno slargo del corridoio che a destra porta alla saletta delle cerimonie e a un'altra stanza, forse un ufficio. Della sera dell'inaugurazione due cose tornano in mente con grande piacere: la presenza di Isabella Rossellini e l'aperitivo, con tanto di tartine, offerto - offerto, c'è da crederci? - da Tony May, Antonio Maggio, il proprietario del famoso ristorante italiano di New York San Domenico.

(New York)


Tony May può rappresentare l'Italia agli americani, ma la napoletaneità, quella verace, è tutta un'altra cosa. Così la delegazione campana si portò dietro niente meno che lo chef di 'Don Alfonso', prestigiosissimo ristorante partenopeo, detentore di ben tre selle nella guida Michelin. Che ha servito al piano di sotto uno strepitoso buffet. Meglio abbondare. Perché i ritorni per le aziende campane sono certi. E non solo in termini di immagine. Tanto che Bassolino quella sera sottolineò come con questa sede «abbiamo aperto un portale tra noi e la Grande Mela».



Non bastavano gli uffici newyorkesi del consolato italiano, dell'Ice (Istituto per il commercio con l'estero) e dell'Enit (Ente nazionale italiano per il turismo). La Campania a New York ha bisogno del suo spazio. «E' un bene che la Repubblica italiana sia rappresentata con più volti. Io sono per diversi gradi di rappresentanza», disse Bassolino proprio per giustificare questa stranezza. Dalle parole ai fatti. Da allora è stato organizzato: il grande presepe in stile settecentesco (un successone, hanno detto) e l'esposizione di prodotti tipici campani (un mese fa) come vino, confetture, pomodorini sott'olio.

(New York)


Peccato che le stesse delizie si trovano da anni nelle grandi boutique alimentari di Manhattan come Dean & De Luca e Citarella dove le mozzarelle di bufala e le fette di pastiera napoletana te le tirano dietro (si fa per dire). Ma la promozione della tradizione campana non finirà certo qui: il prossimo ottobre, per il Columbus Day, ci sarà nientemeno che Pino Daniele.
Ospite della Regione, of course.



Dagospia 17 Agosto 2004