MEGLIO IL SOLITARIO ?

L'autoerotismo resta ancora oggi una esperienza per lo meno imbarazzante. Passi l'orgia, l'ammucchiata a tre, il sesso gay e l'eros lesbo, ma la pippa no. Il "ditalino", poi, manco a parlarne.

Per certa gente come è ancora forte la voce del prete che, protetto dallo scuro del confessionale, domandava: "Hai commesso atti impuri? Da solo? In compagnia? Quante volte?". Come è vicinissima la minacciosa frase: "Non fatelo, altrimenti diventerete ciechi!". Oggi, ammettiamolo, il mondo dovrebbe essere in mano ai non vedenti.

Invece l'onanistico trastullo non è più un tabù nemmeno per la Chiesa cattolica, apostolica, romana. "Masturbarsi ha qualcosa di progettuale, perché la fantasia che accompagna un atto di questo genere può prefigurare gusti e situazioni, e, nel contempo, mette a contatto i ragazzi con parti di se stessi che dovranno entrare nel gioco interattivo della sessualità adulta" ("Per un posto nel mondo", autore padre Domenico Barillà, Edizioni Paoline) Insomma il piacere solitario è un tabù a metà.

E se ancora resiste un certo pudore nel confessare i particolari più intimi, si allarga la schiera degli inneggianti alla mano libera. In testa lo scrittore Luciano De Crescenzo: "Considero la masturbazione uno dei grandi doni del Signore: risolve le esigenze trisettimanali anche dei più bruttini". E poi giù con il suo manuale, che contiene "cinque buone ragioni per preferire l'autosoddisfacimento". "Non c'è bisogno di riaccompagnare a casa l'ultima conquista. Non si è costretti a pagare una cena. Sviluppa l'intelligenza perché, per farlo bene, ci vuole fantasia. Esteticamente è meno ridicolo della copula. Infine, tutto l'occorrente è sempre a portata i mano".

Ha confessato il pittore Enrico Baj: "C'è voluta la mia tarda età per farmi smettere. Non certo perché ho scoperto le donne, ma perché con lo scemare della frequenza del rapporto sessuale, diminuisce anche la pratica del suo surrogato. Il periodo più intenso? Per me da giovane. E penso che il discorso valga soprattutto per chi non l'ammette". C'è chi considera l'autoerotismo un vero peccato. Come Milva, la mitica "pancera di Goro". Casca dalle nuvole la cantante-attrice: "Io non l'ho mai fatto. E non ne sento il bisogno. D'altronde le suore canossiane, quando andavo a scuola, mi hanno educata in un certo modo: proibito toccarsi e guardarsi. Forse mi perdo un piacere. Ma non posso saperlo".

Chi questo piacere non se lo è mai negato, è il comico di Raitre Pierfrancesco Loche. Racconta: "La prima volta fu al tramonto. Un impulso incontrollabile che mi prese in cima a uno strapiombo, in Sardegna. Non so cosa mi sia successo, so soltanto che da allora per tanti anni tutte le sere, al tramonto, tornavo lì. Mi sentivo un vero lupo mannaro, senza sensi di colpa. E poi quando ho abbandonato i pascoli dell'isola e sono venuto in città, sebbene non ci fossero strapiombi e suggestivi tramonti, ho continuato. Ancora oggi, al calar del sole, mi coglie il raptus".



L'isterica domatrice di "Harem" ha pubblicato il suo secondo romanzo, "Un cuore perso" e ha deciso di confessarsi sulle pagine di "Sette", il supplemento settimanale del "Corriere della sera". E come interlocutore, Catherine Spaak si è trovata davanti la giornalista Patrizia Carrano, anche lei alle prese con il suo nuovo romanzo "L'età crudele". Ne è uscito "un dialogo per capello". Con un aspetto sorprendente e coraggioso: la masturbazione. Sentite cosa dichiara la voce flautata di Catherine al taccuino della Carrano: "Pensa alla protagonista del tuo romanzo: lei pratica il sesso solitario. E vive quest'abitudine come una diminuzione, quasi con vergogna. Io invece dico che è un'abitudine bellissima, che non ci si deve negare neppure quando si ha un compagno amoroso e gentile". Basta? Non basta. Continua battagliera: "E' un modo per conoscersi, e anche per imparare a condurre la danza della sessualità. Spesso gli uomini sono goffi con le donne perché le donne stesse non hanno il coraggio e l'autorevolezza di spiegar loro come intendono essere amate".

Preferisce, purtroppo, la compagnia Vittorio Sgarbi: "Visto che mi è consentito farla praticare ad altri, o meglio, ad altre, mi masturbo poco". Poi, civettuolo aggiunge: "Già da ragazzo appartenevo alla categoria di Michael Douglas. E agli amici esibivo un certificato medico che testimoniava le mie eccessive voglie. A forza di farlo ho rischiato l'impotenza".

Quante volte ha gridato al miracolo Oliviero Toscani: "Ogni volta che mi masturbavo, aprivo gli occhi e mi dicevo: "Meno male che ci vedo". Sempre allegra Marina Stra-Ripa di Meana: "Il piacere è diventato adesso un Parlamento diviso in vari partiti. C'è quello, in continua ascesa, della masturbazione. Una mia amica, Tatiana, mi ha confessato la sua passione per l'autosufficienza sessuale. Non crea problemi, dice, e quando ti va lo fai: in bagno, in treno, in auto, nella cucina, in terrazza. Nessuno è coinvolto e non devi chiedere il permesso a nessuno. Uno di questi giorni mi ha telefonato per dirmi: "Sai, la notte scorsa ero molto nervosa e non riuscivo a prendere sonno. Così sono andata in cucina, ho acceso la lavostoviglie, mi sono lasciata incantare dal suo ritmico, allusivo, ininterrotto battito e alla fine ho dormito come un angioletto".

Più problematica la visione di Sharon Stone: "Per una donna, non è un vero atto sessuale, e non ha niente a che vedere con l'eccitazione di una foto o un video... E' un atto solitario, una necessità tenera ma anche un po' triste". Più prosaico, Dustin Hoffman ha ricordato una celebre frase del celebre comico Lenny Bruce, "da quando mi sono sposato sapeste quante seghe!". Chiudiamo l'imbarazzante argomento con il comico Dudley Moore, che ci spiega i vantaggi del fai-da-te erotico: "Per me è il massimo. Non solo puoi controllare la persona con cui lo fai, ma te ne puoi andare quando vuoi".



Dagosex.org   01 Dicembre 2004