SARMI, C'E' UN POSTINO-INO-INO PER TE: KIKKO MENTANA (CUCINOTTA VALLETTA)
LA "BUCA" AEM DI LA RUSSA E ROMANI (AVANTI KIT CAT) - BNL, LA TROTTOLA MACRI'
ENAV BY SCANNAPIECO - VOI DAVOS, NOI MILANO (CON KISSINGER) - SENTINELLI D'ORO
LA "BUCA" AEM DI LA RUSSA E ROMANI (AVANTI KIT CAT) - BNL, LA TROTTOLA MACRI'
ENAV BY SCANNAPIECO - VOI DAVOS, NOI MILANO (CON KISSINGER) - SENTINELLI D'ORO
1 - SARMI, C'E' UN POSTINO PER TE: KIKKO MENTANA
Freddo gelido sulla convention delle Poste Italiane organizzata martedì scorso in pompa magna all'Auditorium di Roma dal più caro amico di Raimondo Astarita, in arte cocco di zia (Lina Sotis), Luca Danese di Incentive anche lui cocco di zio (Giulio Andreotti). Settecento dirigenti infreddoliti si sono dati appuntamento alle 15 ma i lavori sono iniziati con due ore e mezzo di ritardo quando finalmente tutti sono riusciti a prendere posto. Tutti, si fa per dire, perché il numero due di poste l'ex Az Francesco Mengozzi vagava per la sala alla ricerca di un posto che nessuno gli aveva assegnato.
All'Auditorium per lui è successo quello che quotidianamente gli riserva l'Ad Massimo Sarmi che fa finta quasi di non conoscerlo. A riscaldare il pomeriggio doveva essere nelle previsioni il grande logo della manifestazione: una mano che sembrava piuttosto un pugno chiuso (Astarita, si sa, è bipartisan anzi più Veltroni-plus) con la scritta "Il futuro è semplice". Ma il futuro non deve essere tanto semplice per Massimo Sarmi che sta cercando di tornare a Milano all'AEM perchè l'aria che tira attorno a lui si è fatta pesante.
A fargli le domande un fuoriclasse (più fuori, dato il clima Mediaset) come Kicco Mentana che gli ha fatto un'intervista pubblica praticamente in ginocchio. E poi dicono del suo successore... Ma che cosa si ricordano i dirigenti delle Poste della loro convention? Un Sarmi moscio, moscio. Anzi moscissimo e pensare che per introdurre la sua convention avevano addirittura mobilitato Maria Grazia Cucinotta con una scollatura mozzafiato che avrebbe ringalluzzito chiunque ma non lui.
2 - LA "BUCA" AEM DI LARUSSA E ROMANI
Sempre a proposito di Poste. Oggi tutti i giornali sparano la notizia della candidatura di Massimo Sarmi all'AEM, l'azienda energetica di Milano. La notizia è vecchia di un giorno perché l'aveva già data "Repubblica" nella cronaca cittadina di ieri, come vecchia è la "caduta libera" del manager delle Poste dalle orecchie generose. Il conflitto con Gasparri risale al giorno dopo l'insediamento di Sarmi negli uffici dell'Eur. L'arrivo a Milano è propiziato da Ignazio La Russa e dal coordinatore lombardo di Forza Italia, Paolo Romani che sostiene Cattaneo, per la poltrona delle Poste. La soluzione ha lasciato nello sgomento i collaboratori di Sarmi e soprattutto Raimondo Astarita, l'uomo che doveva difendere l'immagine e la poltrona del manager.
3 - L'ENAV DI SCANNAPIECO
Ha un cognome, Scannapieco, che avrebbe fatto la gioia dello scrittore Andrea Camilleri e del commissario Montalbano. È il capo della direzione che segue le partecipazioni e le privatizzazioni al ministero del Tesoro. Ieri pomeriggio gli è caduta sul tavolo la patata bollente dell'Enav che riguarda la costituzione di una nuova società per consentire alla Vitrociset della vedova Crociani di gestire la manutenzione dei radar. L'Enav, pilotato da Guido Pugliesi (ex-pierre di Telecom e manager collaudato), ha smentito le notizie sulla nuova società, ma il dirigente del Tesoro, Dario Scannapieco, sta lavorando intensamente su un'ipotesi che prevede l'ingresso di Finmeccanica al 51% e la presenza di Vitrociset della signora Edoarda al 49%. Con buona pace dei francesi di Thales (appoggiati con calore da Belinda Lanzillotta), che scalpitano per prendersi la gestione degli impianti italiani.
4 - VOI DAVOS, NOI MILANO
Matteo Arpe e Sharon Stone, Corrado Passera e Angelina Jolie: sono davvero poche le celebrità presenti alla strombazzata kermesse di Davos. Sono pochi soprattutto gli italiani (oggi arrivano Marchionne e Siniscalco), ma la controffensiva è già preannunciata. Il 19-20 settembre si terrà alla Fiera di Milano il "World Business Forum" dove i leader mondiali dell'economia e del management si ritroveranno "per pensare e trovare ispirazioni per le decisioni future" (roba da leccarsi i baffi). Tra gli invitati, quel poveraccio di Henry Kissinger che buttato fuori dai consiglieri di Bush, parlerà del nuovo ordine mondiale, un tema piccolo piccolo che per 2.400 euro a cranio i manager italiani potranno affrontare.
5 - BNL, LA TROTTOLA MACRI'
Luigino Abete di lobby-continua ha la testa per pensare come un genio, ma è costretto a vivere come un bambino. Ogni giorno la sua vita è sottoposta a emozioni e sorprese che lo fanno gioire e pensare. Ieri, ad esempio, gli spagnoli di Bbva in BNL hanno detto che vogliono stabilità nella banca e che il patto esistente va bene, ma sarebbero disposti ad accogliere la proposta di Fazio per soddisfare il contropatto di Caltagirone con un presidente superpartes. Come se non bastasse arriva la notizia che in queste ore Franco Macrì, l'imprenditore calabro-argentino che ha avuto 6 mogli (l'ultima ha solo 23 anni), si aggira come una trottola nelle stanze del Palazzo. E Luigino suda.
6 - SENTINELLI D'ORO
Oltre ad aver scritto "Lolita", Vladimir Nabokov è diventato celebre per la frase: "la vita vende tutto troppo caro". Sono parole che non spaventano l'ex-direttore generale di TIM, Mario Sentinelli. Secondo quanto scrive oggi "Il Sole 24 Ore" l'uomo rimosso il 10 dicembre dal suo incarico nel 2003, avrebbe ricevuto uno stipendio di 8,75 milioni lordi. Nei primi 11 mesi del 2004 gli sono stati pagati 4,03 milioni. Poi è mancata la tredicesima e la vita per Sentinelli è diventata troppo cara.
7 - LUCHINO E D'AMATO GEMELLI
Il rifiuto della politica fa miracoli. Per uno strano paradosso i due avversari storici, Luchino di Montezemolo e Antonio D'Amato si abbracciano idealmente e usano le stesse parole per motivare il "no" secco a qualsiasi ipotesi di discesa in campo nella politica. Luchino lo ha fatto sul "Financial Times", mentre il napoletano Tonino lo ha detto in una lunga intervista al "Mattino" di Napoli. "L'azienda mi chiama" dice l'ex-presidente di Confindustria, che coglie l'occasione per dire che nessun governo ha fatto tanto per il Sud come quello del Cavaliere. "Il miglior modo di servire il Paese è fare bene il proprio lavoro" ribatte l'attuale leader degli industriali. Parole sante, armonie celesti.
Dagospia 27 Gennaio 2005
Freddo gelido sulla convention delle Poste Italiane organizzata martedì scorso in pompa magna all'Auditorium di Roma dal più caro amico di Raimondo Astarita, in arte cocco di zia (Lina Sotis), Luca Danese di Incentive anche lui cocco di zio (Giulio Andreotti). Settecento dirigenti infreddoliti si sono dati appuntamento alle 15 ma i lavori sono iniziati con due ore e mezzo di ritardo quando finalmente tutti sono riusciti a prendere posto. Tutti, si fa per dire, perché il numero due di poste l'ex Az Francesco Mengozzi vagava per la sala alla ricerca di un posto che nessuno gli aveva assegnato.
All'Auditorium per lui è successo quello che quotidianamente gli riserva l'Ad Massimo Sarmi che fa finta quasi di non conoscerlo. A riscaldare il pomeriggio doveva essere nelle previsioni il grande logo della manifestazione: una mano che sembrava piuttosto un pugno chiuso (Astarita, si sa, è bipartisan anzi più Veltroni-plus) con la scritta "Il futuro è semplice". Ma il futuro non deve essere tanto semplice per Massimo Sarmi che sta cercando di tornare a Milano all'AEM perchè l'aria che tira attorno a lui si è fatta pesante.
A fargli le domande un fuoriclasse (più fuori, dato il clima Mediaset) come Kicco Mentana che gli ha fatto un'intervista pubblica praticamente in ginocchio. E poi dicono del suo successore... Ma che cosa si ricordano i dirigenti delle Poste della loro convention? Un Sarmi moscio, moscio. Anzi moscissimo e pensare che per introdurre la sua convention avevano addirittura mobilitato Maria Grazia Cucinotta con una scollatura mozzafiato che avrebbe ringalluzzito chiunque ma non lui.
2 - LA "BUCA" AEM DI LARUSSA E ROMANI
Sempre a proposito di Poste. Oggi tutti i giornali sparano la notizia della candidatura di Massimo Sarmi all'AEM, l'azienda energetica di Milano. La notizia è vecchia di un giorno perché l'aveva già data "Repubblica" nella cronaca cittadina di ieri, come vecchia è la "caduta libera" del manager delle Poste dalle orecchie generose. Il conflitto con Gasparri risale al giorno dopo l'insediamento di Sarmi negli uffici dell'Eur. L'arrivo a Milano è propiziato da Ignazio La Russa e dal coordinatore lombardo di Forza Italia, Paolo Romani che sostiene Cattaneo, per la poltrona delle Poste. La soluzione ha lasciato nello sgomento i collaboratori di Sarmi e soprattutto Raimondo Astarita, l'uomo che doveva difendere l'immagine e la poltrona del manager.
3 - L'ENAV DI SCANNAPIECO
Ha un cognome, Scannapieco, che avrebbe fatto la gioia dello scrittore Andrea Camilleri e del commissario Montalbano. È il capo della direzione che segue le partecipazioni e le privatizzazioni al ministero del Tesoro. Ieri pomeriggio gli è caduta sul tavolo la patata bollente dell'Enav che riguarda la costituzione di una nuova società per consentire alla Vitrociset della vedova Crociani di gestire la manutenzione dei radar. L'Enav, pilotato da Guido Pugliesi (ex-pierre di Telecom e manager collaudato), ha smentito le notizie sulla nuova società, ma il dirigente del Tesoro, Dario Scannapieco, sta lavorando intensamente su un'ipotesi che prevede l'ingresso di Finmeccanica al 51% e la presenza di Vitrociset della signora Edoarda al 49%. Con buona pace dei francesi di Thales (appoggiati con calore da Belinda Lanzillotta), che scalpitano per prendersi la gestione degli impianti italiani.
4 - VOI DAVOS, NOI MILANO
Matteo Arpe e Sharon Stone, Corrado Passera e Angelina Jolie: sono davvero poche le celebrità presenti alla strombazzata kermesse di Davos. Sono pochi soprattutto gli italiani (oggi arrivano Marchionne e Siniscalco), ma la controffensiva è già preannunciata. Il 19-20 settembre si terrà alla Fiera di Milano il "World Business Forum" dove i leader mondiali dell'economia e del management si ritroveranno "per pensare e trovare ispirazioni per le decisioni future" (roba da leccarsi i baffi). Tra gli invitati, quel poveraccio di Henry Kissinger che buttato fuori dai consiglieri di Bush, parlerà del nuovo ordine mondiale, un tema piccolo piccolo che per 2.400 euro a cranio i manager italiani potranno affrontare.
5 - BNL, LA TROTTOLA MACRI'
Luigino Abete di lobby-continua ha la testa per pensare come un genio, ma è costretto a vivere come un bambino. Ogni giorno la sua vita è sottoposta a emozioni e sorprese che lo fanno gioire e pensare. Ieri, ad esempio, gli spagnoli di Bbva in BNL hanno detto che vogliono stabilità nella banca e che il patto esistente va bene, ma sarebbero disposti ad accogliere la proposta di Fazio per soddisfare il contropatto di Caltagirone con un presidente superpartes. Come se non bastasse arriva la notizia che in queste ore Franco Macrì, l'imprenditore calabro-argentino che ha avuto 6 mogli (l'ultima ha solo 23 anni), si aggira come una trottola nelle stanze del Palazzo. E Luigino suda.
6 - SENTINELLI D'ORO
Oltre ad aver scritto "Lolita", Vladimir Nabokov è diventato celebre per la frase: "la vita vende tutto troppo caro". Sono parole che non spaventano l'ex-direttore generale di TIM, Mario Sentinelli. Secondo quanto scrive oggi "Il Sole 24 Ore" l'uomo rimosso il 10 dicembre dal suo incarico nel 2003, avrebbe ricevuto uno stipendio di 8,75 milioni lordi. Nei primi 11 mesi del 2004 gli sono stati pagati 4,03 milioni. Poi è mancata la tredicesima e la vita per Sentinelli è diventata troppo cara.
7 - LUCHINO E D'AMATO GEMELLI
Il rifiuto della politica fa miracoli. Per uno strano paradosso i due avversari storici, Luchino di Montezemolo e Antonio D'Amato si abbracciano idealmente e usano le stesse parole per motivare il "no" secco a qualsiasi ipotesi di discesa in campo nella politica. Luchino lo ha fatto sul "Financial Times", mentre il napoletano Tonino lo ha detto in una lunga intervista al "Mattino" di Napoli. "L'azienda mi chiama" dice l'ex-presidente di Confindustria, che coglie l'occasione per dire che nessun governo ha fatto tanto per il Sud come quello del Cavaliere. "Il miglior modo di servire il Paese è fare bene il proprio lavoro" ribatte l'attuale leader degli industriali. Parole sante, armonie celesti.
Dagospia 27 Gennaio 2005