IL VENTO DEL NORD SU ALITALIA - FORMIGONI: AIR FRANCE UNA FOLLIA. LA LEGA: BLOCCHI STRADALI - RUTELLI: LA PARTITA NON È CHIUSA - SINDACATI FURIOSI: CGIL: SCELTA SBAGLIATA PER MERITO E METODO.

1 - LA FRONDA DEL NORD.
Mario Sensini per il "Corriere della Sera"

«Una follia», dice il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni. «Un attacco al Nord» incalza il senatore della Lega, Roberto Calderoli. La vendita di Alitalia ad Air France-Klm e l'ipotesi di un ridimensionamento di Malpensa spaventano il Nord, che minaccia la rivolta. Per Romano Prodi, a cui ieri il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, prendendo atto della scelta di Alitalia in favore dei francesi, ha girato tutto il dossier per la decisione del governo, attesa a metà gennaio, è un altro grosso problema. Non bastassero i sindacati agitatissimi e i dubbi su Air France che serpeggiano anche dentro la maggioranza, con il vicepremier Francesco Rutelli che confida ai suoi: «La partita non è chiusa». Le stesse parole scelte dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. Che in un'intervista a Sky Tg24 aggiunge: «Bisogna difendere gli investimenti su Malpensa. È difficile rinunciare a un aeroporto così importante ».

La protesta del Nord, ieri, è esplosa in modo fragoroso. Per il presidente della Lombardia, Formigoni, l'interesse dei francesi è solo quello di indebolire Malpensa. Ed è «inaccettabile che Alitalia diventi una compagnia regionale che serve metà del Paese, il Centro e il Sud», dice il governatore. «L'unico interesse di Air France è rafforzare Parigi cancellando Malpensa» concorda il leghista Calderoli, denunciando «un attacco organizzato » del governo. «Prima Tav, BreBeMi, Pedemontana, ora Malpensa: se pensano di non trovare ostacoli - dice Calderoli - si sbagliano di grosso ». Gli amministratori della Lega si dicono pronti: «Bloccheremo le autostrade» dice il consigliere comunale di Milano, Matteo Salvini.

AirOne, per ora soccombente, cerca di cavalcare la protesta. «Quello di Air France-Klm è di ridimensionamento, il nostro è un piano di sviluppo, che mantiene anche i voli dal Nord» sottolinea il gruppo. Replica immediata: «Quello di AirOne è un piano bancario, il nostro è industriale», dicono i francesi. Anche An e Forza Italia sono critiche, e sono preoccupati pure i sindacati. «Quella di Alitalia è una scelta scontata, ma se non vediamo i piani industriali, che cosa possiamo dire?» si domanda il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Come il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, anche la Cgil chiede di essere informata. «Non siamo pregiudizialmente contrari ad Air France, ma della loro offerta non sappiamo nulla, di quella di AirOne sappiamo tutto» dice Fabrizio Solari, della Filt Cgil. Nessuno pensa allo sciopero, ma «come dimostrano tassisti e camionisti, Prodi reagisce solo alle emergenze» dice Solari.

Il primo giro di orizzonte, il governo lo farà il 28 dicembre. La decisione finale è attesa a metà gennaio. Gran parte dell'esecutivo è convinta che la soluzione Air France sia di gran lunga la migliore dal punto di vista finanziario, industriale e occupazionale. I Verdi, però, chiedono che lo Stato mantenga azioni a titolo di garanzia, mentre Comunisti, Rifondazione e Italia dei Valori continuano a privilegiare la soluzione italiana. Che non è esclusa a priori: nelle carte trasmesse ieri a Palazzo Chigi dal Tesoro, oltre alla delibera del Cda Alitalia, ci sono entrambe le offerte concorrenti.

2 - EPIFANI: «SCELTA SBAGLIATA PER MERITO E PER METODO».
Roberto Giovannini per "La Stampa"
Ma l'affaire Alitalia è chiuso o ancora aperto? I franco-olandesi hanno la vittoria in tasca, come pensano i più, o la cordata Air One-Intesa può ancora sperare di vincere, o di conquistare qualche «compensazione»? I sindacati tifano apertamente per i difensori dell'«italianità» a tutti i costi, oppure mirano soltanto a limitare i danni sul fronte dei tagli all'occupazione? Che ne sarà dell'aeroporto di Malpensa?



Tutti interrogativi che resteranno senza risposta durante i giorni della pausa natalizia. Se ne riparlerà il 28, in quello che dovrebbe essere il primo Consiglio dei ministri in cui si discuterà collegialmente e con le carte sul tavolo delle due proposte presentate per l'acquisto della compagnia di bandiera. Intanto, ieri, il portavoce del governo Silvio Sircana ha ironizzato su chi dà la partita per risolta. Ma soprattutto, ieri è sceso in campo un po' a sorpresa il leader della Cgil Guglielmo Epifani, finora silente, a bocciare «nel metodo e nel merito» la scelta del Cda di Alitalia a favore dei franco-olandesi.

«Il governo - dichiara Sircana a l'Unità - dovrà analizzare i documenti e assumere una decisione definitiva, ma c'è già chi è certo che la vicenda andrà a finire in un certo modo. È la fretta di trarre conclusioni che ci fa seminare illusioni che alimentano attese». Insomma, per il collaboratore di Prodi la vicenda Alitalia è un po' il simbolo di un vizio tutto nazionale di «trasformare in qualcosa di definitivo ciò che è ancora in corso di definizione». «Anche il governo inglese - conclude Sircana - si concederebbe il tempo fisiologico che si sta prendendo il nostro per ponderare e assumere una decisione definitiva».

Resta il fatto che dopo la durissima bocciatura dei sindacati di categoria e le pesanti critiche formulate dal numero uno della Cisl Raffaele Bonanni, ieri anche il segretario generale della Cgil ,Guglielmo Epifani, ha attaccato il piano della cordata Air France-Klm. Ma nel mirino c'è il Cda di Alitalia, e soprattutto il governo. «La Cgil non condivide la scelta del cda di Alitalia per ragioni di merito e metodo», afferma Epifani, spiegando che «l'obiezione relativa al merito è che si scelto un piano nel quale non si conosce il contenute sul quale gravano molte incognite. Per quel riguarda il merito c'è da chiedersi perché, se questa doveva essere scelta, si sono persi due anni buttando via soldi pubblici e impoverendo le prospettive della Compagnia».

Il piano di Air France - secondo il segretario della Cgil - «non affronta in modo corretto il problema del futuro di Az Servizi, di Malpensa e non spiega nulla su come intenda garantire i collegamenti interni: questi sono i problemi che si chiede ad un operatore nazionale di affrontare. Non si tratta semplicemente di una questione di nazionalità della compagnia ma di avere risposte su tali quesiti». Tutto questo - aggiunge - rende «adesso più delicata la scelta del governo. È giusto che la decisione spetti alla politica ma il governo deve sapere che Cgil Cisl e Uil non sono d'accordo sulla strada scelta».

Dagli ambienti vicini al leader Cgil si fa osservare che la presa di posizione di Epifani, in realtà, mira soprattutto a ottenere un tavolo di confronto per discutere del piano di ristrutturazione di Alitalia messo a punto da Air France-Klm. L'obiettivo sarebbe dunque soprattutto quello di tentare di contenere i tagli occupazionali previsti e attesi. Certo, però, Prodi sicuramente non avrà apprezzato. Intanto, chiede al governo una convocazione ufficiale «prima di assumere decisioni definitive» anche il sindacato autonomo Sdl: «Una cosa è certa - si legge in una nota - qualsiasi piano che non preveda sviluppo, incentrato su tagli e ridimensionamento della flotta,sarà duramente contrastato con tutte le possibili pesanti ed immediate iniziative di lotta».


Dagospia 24 Dicembre 2007