"IL VELINO ORE 16" - L'AGENZIA BY CAPEZZONE SCODELLA IL PRIMO NUMERO CON UNA CHICCA CALDA: CAZZULLO AUSPICA UNA FOLLA AL BILLIONAIRE CHE ATTENDE BRIATORE "CON UN BASTONE NODOSO".

1 - L'ESORDIO DI VELTRONI, ORE DI NERVOSISMO AL LOFT
Daniele Capezzone per www.ilvelino.it

Non era solo fair play, ma una preoccupazione reale quella espressa ieri da Tremonti: "È importante che il Pd perda bene". Infatti, lungi dalle imprese di Obama, quello che si prepara per Veltroni è un autentico corso di sopravvivenza.

E non c'è solo l'ombra di Prodi che incombe due volte: sotto forma sia di zavorra pre-elettorale, sia di possibile disgregazione post-elettorale del Pd. C'è un altro grappolo di insidie da considerare.

Primo. Avendo detto che andrà da solo, Veltroni deve farlo. Se compariranno altri simboli (Di Pietro), la contraddizione sarà palese.

Secondo. Dalla discesa in campo sono passati sette mesi: alzi la mano chi conosce tre proposte di Veltroni. Il vuoto programmatico è evidente, a fronte di un Berlusconi che - con grande efficacia - sta non solo snocciolando punti chiari e comprensibili, ma ne ha addirittura preannunciato la traduzione in disegni di legge.



Terzo. I sondaggi vanno male. Berlusconi evoca uno scenario da incubo per Veltroni (con il Pd doppiato dal Pdl: 26% contro 50%), ma anche sondaggisti più generosi vedono 10-12 punti di distacco. E se non ci fosse neanche un abbozzo di rimonta, gli altri leader Pd avrebbero gioco facile a presentare il conto al segretario, citando il precedente di Rutelli nel 2001, che, pur senza Prc e Di Pietro, nel maggioritario perse solo di 400.000 voti (cioè dell'1%, essendo partito da un divario abissale).

Ecco perché al loft c'è nervosismo. Che non è certo diminuito quando ieri ci si è accorti (solo a fine mattina) che il Sole aveva sparato la notizia del buco di 7 miliardi lasciato da Prodi. Peccato che poco prima Veltroni avesse parlato di risanamento e tagli di tasse.

2 - IMPRUDENTEMENTE
Presentazione di "Outlet Italia" del corrierista Aldo Cazzullo, a Milano, in Galleria. Al cospetto del suo direttore Paolo Mieli, del titolare della bustina di Minerva Umberto Eco, "moderato" da Daria Bignardi, Cazzullo a un certo punto della serata non riesce a trattenere il disappunto per un suo corregionale piemontese, Flavio Briatore, evocando una faida tutta subalpina.

"Io non capisco tutti quelli che d'estate si mettono davanti al Billionaire per aspettare fino a notte fonda l'uscita dei vip dal locale, e non per attendere con un bastone nodoso Briatore", ha detto Cazzullo. Nessun accenno di disapprovazione da parte dei "presentatori": e poi qualcuno si stupisce quando Briatore si lamenta di non godere della cosiddetta "buona stampa".




Dagospia 11 Febbraio 2008