FIATO ALLE TROMBE: BRUNETTA DICHIARA GUERRA AI LEGAIOLI TREMONTI E CALDEROLI
AL CONVEGNO GIOVANI INDUSTRIALI RENATINO ARRIVERÀ CON LA STANGONA BIONDA?
L'ESORDIO DELLA GUIDI, UNA THATCHER CHE SI PAPPA I MONTEZEMOLINI A COLAZIONE

Non vogliono essere chiamati figli di papà e nemmeno bamboccioni, ma "Giovani Imprenditori" e in questo momento stanno arrivando con le loro automobili al Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure per l'annuale Convegno di Confindustria.
La maggior parte di loro è accompagnata da fanciulle e fidanzate in tubino nero, e guida potenti Suv, ma in realtà si tratta di un plotone che è desideroso di assistere all'esordio del suo leader, Federica Guidi, il presidente 39enne, nata a Modena e cresciuta nella campagna di Montale Rangone.

Per la figlia di Guidalberto Guidi, padrone di Ducati Energia e vecchia volpe confindustriale, è la prima occasione pubblica per esprimere le sue idee. A differenza della moretta di Mantova, Emma Marcegaglia, che parla come un torrente in piena, l'incantevole Federica dal caratterino degno di una Thatcher 2000 finora ha tenuto la bocca chiusa e oggi sarà chiamata a pronunciarsi sul tema delle relazioni industriali e sui contratti. I Giovani Imprenditori si aspettano parole chiare su questo argomento che nelle stanze di viale dell'Astronomia è stato affrontato con notevole incertezza da Luchino di Montezemolo e dal vicepresidente Alberto Bombassei.

Ma non saranno la Guidi, né la Marcegaglia i veri protagonisti di questo 38esimo Convegno. Alle ore 18 salirà sul palco la star del momento, quel Renatino Brunetta, ministro della Pubblica Amministrazione e Innovazione che in pochi giorni è riuscito ad accendere su di sé riflettori hollywoodiani. Probabilmente l'economista di Venezia, figlio di un venditore ambulante, non sarà accompagnato dalla stangona bionda che lo teneva per mano alla Festa della Repubblica e nei giardini del Quirinale. E questo è un peccato che comunque sarà digerito dai fuochi d'artificio del 58enne professore.

Non c'è dubbio che Brunetta stia cercando in tutti i modi di diventare un ministro "pesante", e qui nasce un delicato problema di rapporti con gli altri colleghi di governo, in particolare con il genio di Sondrio, Giulietto Tremonti.

avviene spesso tra gli intellettuali e gli economisti, il tarlo della gelosia e della competizione lavora in profondità. I due non si sono mai amati e non hanno mai fatto mistero della loro rivalità quando si sono trovati fianco a fianco dentro Forza Italia. Nessuno però avrebbe immaginato che Brunetta, autore di pubblicazioni scientifiche e di libri molto importanti, avrebbe sgomitato con tanta energia appena messi i glutei sulla poltrona di un ministero secondario.



L'esordio è stato clamoroso. Ha iniziato con una polemica furibonda contro i dipendenti fannulloni che "vanno semplicemente licenziati" e per rendere più forte il suo pensiero non ha esitato a ripetere la frase di Mao e delle Brigate Rosse: "colpirne uno per educarne cento". Queste cose le ha gridate a Porta a Porta, poi se l'è presa con i finti malati e la sua polemica si è alzata di tono.

Il ministro sembra una bomba a grappolo che lancia schegge mortali in tutte le direzioni con una furia che comincia a preoccupare i partiti del centrodestra. Il più incazzato è comunque Giulietto Tremonti che ieri si è visto scavalcato nel suo ruolo di ministro dell'Economia.

Con un'audacia degna di un kamikaze, l'economista veneto ha anticipato le cifre della manovra finanziaria e ha previsto che nel prossimo triennio le esigenze di cassa saranno di 36 miliardi contro i 30 ipotizzati dal Governo. Lo straripamento di Brunetta rischia di diventare un caso politico. Da una parte c'è un ministro "mercatista" come Tremonti che non accetta controfigure, dall'altra c'è un ministro "maccartista" come Brunetta che non se la prende con i comunisti, ma con i sindacati e con il ventre molle dei dipendenti pubblici che è sempre stato il serbatoio elettorale della destra.

Come se non bastasse è esplosa ieri un'altra polemica con Roberto Calderoli, l'esponente della Lega che vuole tagliare le leggi e rivedere le prerogative dei ministri. Secondo il progetto "taglialeggi" a Brunetta verrebbero sottratte alcune deleghe e soprattutto le nomine. La guerra è tra due ministri senza portafoglio, uno (Calderoli) che insieme a Tremonti rappresenta l'anima forte della Lega; l'altro (Brunetta) gioca la parte dell'economista che dentro Forza Italia ha sempre portato avanti le sue idee sparando a zero in tutte le direzioni. A febbraio dichiarò all'"Espresso" che alle nomine degli enti pubblici ci avrebbe pensato lui e se la ride quando Franco Bassanini, ex-ministro della Funzione Pubblica, dichiara a "Panorama Economy" di aver licenziato nel 2007 72 "fannulloni".

Il piccolo Attalì di Venezia vuole il bagno di sangue ed è disposto a guidare la rivoluzione dei cittadini contro lo Stato dei burocrati fino al punto da ipotizzare una class-action per il settore pubblico.
Lo scontro è durissimo e nasce da un carattere ostinato e secondo alcuni "cattivo". A frenare l'irruenza che sembra aver compromesso addirittura la riunione del Consiglio dei ministri prevista per oggi, dovranno pensarci il Cavaliere e il Gran Ciambellano, Gianni Letta.
I Giovani Imprenditori di Santa Margherita Ligure sono comunque dalla parte del figlio dell'ambulante veneto e aspettano di capire che cosa dirà domani verso le 13 il Cavaliere di Arcore che considera Giulietto Tremonti una pedina insostituibile.


Dagospia 06 Giugno 2008