NOTERELLE A MARGINE DEL VERTICE DEL PPE A VILLA LA CERTOSA (IL ROVO MALEFICO OGGETTO DI PELLEGRINAGGIO)
Mara Malda per www.portorotondoweb.it
Inizialmente qualche cronista francese si è pure spaventato ma poi il drappello in berritta ha conquistato giornalisti e cameramen "parcheggiati" a lungo nel patio dell'Hotel San Marco a Porto Rotondo, in attesa di essere ricevuti a Villa "Certosa" per la conferenza stampa chiudi-vertice del Ppe.
Bustiano Cumpostu e il leggendario Giampiero Marras noto "Zampa", inforcate le maschere dei Mammuthones, bandiere sarde e basche sventolanti in pugno, hanno cercato inutilmente di raggiungere la blindatissima Certosa ma, ripetutamente bloccati dall'imponente servizio d'ordine, hanno ripiegato strategicamente sull'albergo San Marco dove stazionavano decine e decine di giornalisti rassegnatamente mescolati (sardi, italiani ed europei). Ci sono arrivati giocando d'astuzia, solo dopo aver detto ai poliziotti: "Dovete farci passare, avete i nostri documenti, non siamo armati, e dobbiamo andare in piazza perché abbiamo un appuntamento con Mediaset, devono intervistarci".
Sarà vero, sarà "faula", detto alla sarda, comunque "i nostri" riescono a consegnare ai giornalisti italiani ed esteri il foglio di via per persona indesiderata indirizzato a Josè Maria Aznar, scritto in sardo su una pergamena e a nome del Zudicadu de Sardigna, "perché sciogliendo il partito di Batasuna, il premier spagnolo ha dimostrato di essere nemico del popolo che, come il sardo e il basco, vuole un suo Stato". La missione dei militanti in maschera e berretta, parzialmente fallita, a causa del mare grosso che ha impedito il blitz via mare alla Certosa, ha comunque avuto un certo risalto. Il drappello si è quindi consolato con una merendina a base di dolci sardi, succo di frutta, birretta e qualche intervista volante. Nelle immediate vicinanze circolavano gli ultimi orrori di fine-stagione in canottiera, carrozzina e telecamerina d'ordinanza a ciabattare sulla orripilata, splendida piazzetta disegnata da Cascella.
Intorno alle 18 del pomeriggio, concluso il vertice, è arrivato finalmente il via-libera per i giornalisti saliti in processione per la prima volta alla Certosa mentre cameraman e fotografi hanno fatto il bis essendo già stati tutti "inpullminati" al mattino e trasportati su per Punta Lada (due volte l'autista sbagliò strada) per un blitz d'immagini autorizzate ai sei leaders dei popolari europei tutti rigorosamente in maniche di camicia.
Il gruppone dei giornalisti è stato quindi condotto alla presenza del Cavaliere, "incastonato" in un trompe-l'oeil in una saletta piena come un uovo di Pasqua mediatico con telecamere, penne, macchine fotografiche, poveri cristi (e criste) di scriba sudati e affannati sui taccuini per non perdere neanche un Verbo del Presidente apparso in gran forma.
Berlusconi, dopo aver ribadito il suo No ad eventuali "divaricazioni" tra USA ed Europa sullo scottante tema Iraq, ha fatto un breve riassunto degli argomenti trattati con i leaders dei Popolari europei. In chiusura di conferenza è arrivata l'attesa domandina sull'amore del Cavaliere per "quest'angolo di Sardegna". Istantanea la metamorfosi di Berlusconi che, tornato sorridente a tutto tondo, ha persino sollevato uno sguardo beato al cielo spiegando nei dettagli il giallo del viso graffiato da un rovo gigante ed invasivo che lui da bravo "presidente -giardiniere" stava cercando di domare in un angolo piuttosto selvatico del suo adorato parco.
Comunque, il rovo malefico è stato anche meta di pellegrinaggio da parte dei leaders del Ppe scarrozzati in macchinine elettriche alla scoperta delle meraviglie certosine, tutte curate personalmente dal Cavaliere, sempre più innamorato della flora & fauna tipica della zona (rocce cave, mirti e corbezzoli, funghi e tartarughe, porcospini, donnole, volpi, pernici e cinghiali).
Dagospia.com 11 Settembre 2002