schlein conte parisi

“FALSA PARTENZA PER LE PRIMARIE. SE CONTINUA COSÌ FANNO MALISSIMO AL CAMPO LARGO” – ARTURO PARISI, PADRE DELL’ULIVO E DEL VOTO DI COALIZIONE: “LE PRIMARIE, CHE NON SONO ANCORA VERAMENTE ACCETTATE NEPPURE NEL PD, SI AGGIRANO SULLA SCENA POLITICA DEL CENTROSINISTRA COME UN GATTO SELVATICO. FARLE È DIFFICILISSIMO. MA NON FARLE, NON MENO DIFFICILE. CONTE E SCHLEIN SPERANO ENTRAMBI DI CONVINCERE L'ALTRO A DESISTERE? PURTROPPO LA COMPETIZIONE POLITICA PREVEDE UN SOLO VINCITORE. A PARTIRE DA ROMOLO E REMO FINO ALLE DISTINZIONI TRA PREMIERSHIP E LEADERSHIP LE DIARCHIE HANNO AVUTO POCA FORTUNA….” - LA STILETTATA A D'ALEMA CHE E' STATO "IMPRUDENTE" A...

 

Fabio Martini per la Stampa - Estratti

 

ARTURO PARISI

Per 15 anni è stato il metronomo del centro-sinistra in Italia, è stato tra i promotori del referendum sul maggioritario, sua è la paternità del nome dell'Ulivo, sua la proposta delle Primarie, in tempi nei quali la sinistra vinceva le elezioni sul campo: oggi Arturo Parisi – davanti al tatticismo che accompagna la scelta delle Primarie – vede una falsa partenza, ma anche un finale aperto: «Se continua così, fanno malissimo.

 

Ma da quando Prodi nel 2004 strappò ai partiti la loro accettazione, le Primarie si aggirano sulla scena politica del centrosinistra come un gatto selvatico. Molto selvatico. Farle è difficilissimo. Ma non farle, non meno difficile».

 

In questi giorni le Primarie stanno diventando un gioco di società, soprattutto per i media, ma farle o non farle, può cambiare qualità e quantità dei consensi alle prossime elezioni?

conte schlein

«Se continua così, bene non fanno, soprattutto se si pensa alle crescenti difficoltà con le quali il centrodestra va apprestandosi alle prossime politiche. Alle divisioni, inevitabili dentro la competizione delle Primarie e al coro quasi unanime degli avversari di questa "bella idea che vi è venuta", si aggiunge la divisione tra quelli del farle e quelli del non farle. Peccato. Attraverso la partecipazione della sua guida, farle serve a dare l'idea che prima della preferenza per un partito, sta una stabile scelta di campo».

 

Bizzarro il binario morto nel quale si sta scivolando: fino al referendum le invocava Elly Schlein, ma appena Giuseppe Conte le ha sposate, sono tornate in alto mare: qual'è la vera partita in corso?

«In gioco c'è la guida di quello che è stato chiamato soltanto un Campo, non una stabile Coalizione che, attraversando tutti i livelli di governo, punta a quello del Paese. Complicata dalla comprensibile necessità di Schlein di rivendicarne il primato in quanto segretaria del Partito più grande e da quella ancor più stringente di Conte di non accettare la posizione di partito junior che lo priverebbe della ragione sociale con la quale i 5S sono scesi e sono in campo».

PRODI SCHLEIN CONTE

 

Conte e Schlein, in cuor loro, sperano entrambi di convincere l'altro a desistere dopo aver stipulato un robusto patto a tavolino?

«Vorrebbero. Dice bene. Purtroppo la competizione politica prevede un solo vincitore.

A partire da Romolo e Remo fino alle distinzioni tra Premiership e Leadership le diarchie hanno avuto poca fortuna».

 

Anche due notabili influenti, come D'Alema e Bettini, mostrano affinità elettive con Conte: esprimono sinceri dubbi sulla "consistenza" politica della segretaria Pd o anche altro?

«Di Bettini ho letto. Onestamente evocare la generosità di D'Alema con Prodi come precedente della proposta a Schlein a fare un passo indietro mi sembra troppo. Pensando a come si evolse la vicenda come minimo imprudente».

d'alema gorbaciov la torre di babele

 

Schlein, in tutte le fasi del suo far politica ha sempre palesato notevoli capacità di auto-tutela: in caso di Primarie potrebbe vestire i panni, finora stretti, di una sinistra di governo, inducendo anche lei a sostenerla?

«Diciamo pure che non corrisponde esattamente alla mia idea di Partito e di Democrazia il modo in cui, con l'aiuto di Letta e Franceschini, arrivò alla Segreteria di un partito al quale fino a qualche mese prima non era neppure iscritta.Ma successivamente ha dimostrato di essere riuscita a diventare, da Segretaria, leader indiscussa. L'impresa è ora riuscire a spiegare in che cosa si distingue da Conte. Sempre che nel frattempo Conte sia rimasto quello di prima».

 

(...)

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - ROBERTO GUALTIERI - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

In Italia, le Primarie di coalizione – dal primo, dimenticato caso del 2005, quando Vendola prevalse su Boccia – di regola attivano partecipazione, consentendo a chi le vince, di prevalere anche nelle elezioni "vere": anche stavolta potrebbe esser così?

«Sarebbe bello! Come ha ricordato giustamente Prodi, uno può vincere tutte le semifinali che vuole. Ma la finale, è tutta un'altra cosa. Diciamo che in un Paese dove le Primarie non sono ancora veramente accettate neppure nel Pd, chi apre la sfida, gode dello slancio di chi dà ad intendere di avere già il risultato in tasca. Soprattutto quando i concorrenti esitano nel dire "vedo"».

ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - NICOLA FRATOIANNI - ELLY SCHLEIN - FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA ANGELO BONELLI - GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN FESTEGGIANO LA VITTORIA DEL NO AL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA - FOTO LAPRESSE

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