abu mazen e giorgia meloni atreju

"AUSPICHIAMO CHE L’ITALIA POSSA RICONOSCERE LO STATO PALESTINESE" - AD ATREJU, IL 90ENNE ABU MAZEN CHIEDE CONTO DELLA PROMESSA DA MARINAIO DI GIORGIA MELONI, CHE SI ERA DETTA PRONTA DI RICONOSCERE LA PALESTINA SOLO DOPO LA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI ISRAELIANI E L'ESTROMISSIONE DI HAMAS DAL GOVERNO DELLA STRISCIA - PRIMA DI ANDARE ALLA KERMESSE DI FRATELLI D'ITALIA, ABU MAZEN E LA PREMIER HANNO AVUTO UN LUNGO INCONTRO A PALAZZO CHIGI: IL LEADER DELL'ANP HA RIBADITO IL RIFIUTO DI "QUALSIASI SPOSTAMENTO FORZATO DELLA POPOLAZIONE PALESTINESE..."

 

Estratto dell'articolo di Sofia Spagnoli per www.open.online

 

abu mazen e giorgia meloni

Un faccia a faccia di circa un’ora con la premier Giorgia Meloni, prima di salire sul palco di Atreju: il presidente 90enne dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) Mahmoud Abbas, noto anche come Abu Mazen, è arrivato in Italia e si è subito recato a Palazzo Chigi. La sua agenda, a meno di un mese dalla precedente visita (5-7 novembre) durante la quale aveva incontrato, oltre alla premier Meloni, anche il presidente Sergio Mattarella e papa Leone XIV, è già fittissima. Dopo il colloquio con l’Esecutivo, Abbas parteciperà alla kermesse di Fratelli d’Italia ai giardini di Castel Sant’Angelo, dove salirà sul palco accompagnato direttamente dalla premier. [...]

 

abu mazen e giorgia meloni ad atreju

Durante l’incontro, come riferito dall’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa, Abu Mazen, ha ringraziato l’Italia per «l’assistenza umanitaria fornita al nostro popolo nella Striscia di Gaza», per le cure ai bambini palestinesi feriti, per l’addestramento della polizia palestinese e per la partecipazione alla missione europea Eubam Rafah. Ha espresso apprezzamento per gli sforzi della premier nel «rafforzamento delle relazioni bilaterali», sottolineando «gli storici e rinnovati legami che uniscono i due Paesi e i due popoli amici».

 

abu mazen ad atreju

Il presidente dell’Anp ha poi passato in rassegna gli ultimi sviluppi della questione palestinese e gli sforzi in corso per consolidare il cessate il fuoco e far entrare gli aiuti umanitari a Gaza. Ha confermato l’attuazione della seconda fase del piano del presidente statunitense, Donald Trump, che «garantisce la consegna delle armi di Hamas e delle altre fazioni armate, la presenza di un’unica polizia palestinese legittima, il ritiro israeliano dal settore di Gaza, l’assunzione da parte dello Stato di Palestina della piena responsabilità sulla Striscia e l’avvio della ricostruzione».

 

abu mazen

Infine, ha ribadito il rifiuto di «qualsiasi spostamento forzato della popolazione» oltre alla «necessità di una calma generale in Cisgiordania che ponga fine agli insediamenti e ai tentativi di annessione, fermi il terrorismo dei coloni, ottenga il rilascio dei fondi palestinesi bloccati e ponga fine agli attacchi contro i luoghi santi islamici e cristiani».

 

«Sono 160 i Paesi che riconoscono lo Stato palestinese, noi auspichiamo che l’Italia possa proseguire verso questo tracciato e questo andrebbe a rafforzare ancora di più il principio dei due stati. Andrebbe a rafforzare quello che è il concetto di uguaglianza e diminuire l’uso della forza», è iniziato così l’intervento di Abu Mazen ad Atreju.

 

abu mazen

«La popolazione italiana ha sempre espresso solidarietà al popolo palestinese. Noi auspichiamo di rafforzare sempre di più gli orizzonti della collaborazione italo-palestinese», ha aggiunto. Ha poi rinnovato i ringraziamenti a Meloni e alla leadership di FdI «confermando la piena disponibilità a lavorare col governo italiano per una pace giusta e per rafforzare la sicurezza della regione». Abu Mazen ha congedato il pubblico di Atreju con un «Buon Natale». [...]

papa leone e abu mazen 5abu mazen sergio mattarella 4

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...