CAFONALINO - STRA-PIZZI ALLA CAMERA PER IL VOTO SALVA-ROMANO - LA QUESTIONE BANKITALIA SCOTTA - BERLUSCONI: ENTRO POCHI GIORNI UN VERTICE - IL PDL CORSARO LANCIA L’IPOTESI TERZO CANDIDATO - TUTTI IN PIAZZA PER LE INTERCETTAZIONI - IL SINDACATO DEI GIORNALISTI TIFA PER LA FERRARIO: PERQUISIRE MINZO? TUTTO OK - VERSACE LASCIA IL PDL MENANDO FENDENTI: “IO SONO UNO CHE LAVORA, QUINDI NON SERVO. L’ULTIMO REGALO A BERLUSCONI? NON VOTARE IERI LA SFIDUCIA A ROMANO COME MI CONSIGLIAVANO I MIEI AMICI SICILIANI”…

1. BERLUSCONI, ENTRO POCHI GIORNI VERTICE SU BANKITALIA...
(ANSA)
- Ci sarà un incontro politico di maggioranza entro pochi giorni, al massimo entro la prossima settimana perché la questione di Bankitalia va risolta in tempi rapidi. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi a quanto riferiscono alcuni presenti, nel corso del vertice di maggioranza a palazzo Grazioli.

Il successore di Mario Draghi alla giuda di Bankitalia è un problema delicato e importante. Bisogna fare presto, ci vuole un accordo politico prima di presentare un nome. Lo ha detto il premier, Silvio Berlusconi, a quanto riferiscono alcuni presenti durante il vertice di maggioranza oggi a palazzo Grazioli.

2. CORSARO, CANDIDATI FORSE ANCHE PIU' DI DUE...
(ANSA)
- Il tema di Bankitalia è "un tema su cui stiamo ragionando. Non è una battaglia tra Tremonti e Berlusconi, stiamo valutando le caratteristiche dei candidati che potrebbero essere anche più di due". Lo afferma il vice presidente dei deputati del Pdl, Massimo Corsaro, al termine del vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli.

"Credo che i nomi sono quelli conosciuti - aggiunge - potrebbe essercene anche un terzo. La scelta finale compete al presidente del Consiglio, passa per una sua valutazione. Per una soluzione non credo ci vorrà molto tempo".

3. REGUZZONI, ESISTE NODO, DECIDE CDM...
(ANSA)
- "Esiste questo nodo". Risponde così il capogruppo della Lega alla camera Marco Reguzzoni a chi gli chiede se al vertice di maggioranza a Palazzo Grazioli si sia discusso del futuro governatore di Banca d'Italia. Quanto ai tempi, l'esponente del Carroccio risponde: "Si deciderà all'interno del Consiglio dei Ministri".

4. VERSACE, ADDIO A PARTITO E' MIO REGALO PER BERLUSCONI...
(ANSA)
- "Stamattina ho lasciato il Pdl, è il mio regalo per Berlusconi": con queste parole oggi Santo Versace ha annunciato al programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora', le sue dimissioni dal Pdl e l'ingresso nel Gruppo Misto. "E' una decisione che è arrivata oggi ma che maturavo da tempo", spiega. "A me piace lavorare, e nel Pdl non hanno bisogno di uno che lavora. D'altra parte io ho cominciato a lavorare solo nel 1950, si vede che ho poca esperienza rispetto a loro ...".

"L'ultimo regalo che ho fatto al Pdl ieri è non andare, perché non volevo votare la fiducia", aggiunge Versace che, parlando di Saverio Romano sostiene: "Non voglio accusare nessuno e spero venga assolto. Però i miei amici siciliani mi hanno detto: fai quello che faremmo noi, vota la sfiducia".

5. GIRO, BERLUSCONI AMAREGGIATO PER DIMISSIONI VERSACE...
(ANSA) - "Mi dispiace che l'amico Santo Versace abbia lasciato il Pdl". Lo afferma in una dichiarazione Francesco Giro, sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali. "Ricordo ancora - aggiunge il parlamentare - una telefonata del presidente Berlusconi nel 2008, il giorno prima del deposito delle liste. Ero coordinatore del Lazio e dovevano fare posto ad un giovane imprenditore, bravo e capace, che peraltro conoscevo bene.

Ma nel Lazio non c'era più possibilità di inserimento. Lo dissi a Berlusconi. Allora era spuntata fuori l'ipotesi della Calabria ma Berlusconi lapidario mi disse: 'no li' c'é già un nome bello e importante Santo Versace; non voglio toccare nulla, perché a Versace tengo moltissimo. E non voglio mettere a rischio la sua candidatura. Versace non si toccà. Berlusconi è così: generoso e lealissimo. Questa scelta di Santo - conclude Giro - lo avrà senz'altro amareggiato".

6. INTERCETTAZIONI: CENTINAIA IN PIAZZA CONTRO BAVAGLIO...
(ANSA)
- Decine di cartelli con la scritta "No ai bavagli" hanno fatto da sfondo alla manifestazione organizzata al Pantheon a Roma dal Comitato per la libertà e il diritto all'informazione la cultura e lo spettacolo, per dire no alla legge sulle intercettazioni che mercoledì 4 ottobre inizierà il suo iter in Parlamento. Diverse centinaia di persone sono scese in piazza con cartelli e bandiere per sottolineare il no ad un provvedimento ritenuto incostituzionale, perché in contrasto con l'articolo 21 sulla libertà di informazione.

Alla protesta hanno partecipato diverse associazioni, da Articolo 21, alla Rete Viola, fino a Libertiamo.it. In piazza anche i rappresentanti della neonata Unione delle giornaliste libere e autonome, denominata Giulia, tra cui le giornaliste Rai Maria Luisa Busi e Tiziana Ferrario. Presenti anche l'Usigrai, per portare avanti la battaglia "Riprendiamoci la Rai", e la Fnsi con il suo presidente Roberto Natale. "Il nostro - ha detto chiudendo dal palco la manifestazione - non è il no di una casta ma di tanta parte della società italiana".

Hanno aderito anche decine di parlamentari del Pd, dell'Udc, dell'Idv, di Fli, oltre a esponenti di Sel. Oltre alla protesta contro la legge sulle intercettazioni, in piazza è stato gridato il no al cosiddetto comma "ammazza-blog', che estenderebbe la regolamentazione della carta stampata ai siti informatici, in particolare relativamente all'obbligo di rettifica. Una protesta portata avanti dall'associazione Agorà Digitale.

7. MINZOLINI; SIDDI, NESSUNO SCANDALO NELL'INDAGINE...
(ANSA)
- "E' veramente fuori luogo il fanatismo di parte che porta uomini degli istituzioni a considerare motivo di scandalo la ricerca di elementi di verifica su ipotesi di reato a carico del direttore del Tg1, Augusto Minzolini": lo ha detto Franco Siddi, segretario generale Fnsi, a Buenos Aires, dove si trova in visita per incontri con giornalisti italiani e argentini. "Il guaio nella vicenda dell'indagine in corso non è negli accertamenti e verifiche compiuti ma sul fatto - ha precisato Siddi - che la magistratura abbia ritenuto necessario valutare se sia stato o no compiuto il reato di abuso di ufficio nell'allontanamento dal lavoro attivo per diverso tempo di una giornalista, Tiziana Ferrario, contravvenendo inoltre a un'ordinanza del giudice del lavoro".

8. MINZOLINI; CAPEZZONE, SINDACATO INCAPACE SOLIDARIETA'...
(ANSA)
- "La notizia non è l'azione della magistratura e della Guardia di Finanza, che vanno sempre e comunque rispettate. La notizia è la reazione della sinistra politica e giornalistica, del sindacato di categoria e della corporazione della stampa". Lo afferma in una dichiarazione Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, a proposito della vicenda Minzolini. Secondo Capezzone, il sindacato "é incapace di esprimere quella solidarietà che, in un caso del genere, avrebbero certamente espresso a qualunque giornalista di qualunque testata scritta o audiovisiva".

"Ma ormai, per la sinistra politica e sindacal-corporativa, Minzolini è diventato - prosegue Capezzone - come il mitico Goldstein di '1984' di Orwell: il nemico del partito, quello che bisogna comunque insultare, e contro cui va ripetuto il rito dei 'due minuti di odio'. Ci sarà da sorridere la prossima volta che, a sinistra, sentiremo parlare di articolo 21 della Costituzione e di libertà di informazione".

 

VAURO IN PARLAMENTO VERDINI RIZZOLI E NAPOLI UMBERTO BOSSI GIULIO TREMONTI VAURO IN PARLAMENTO TREMONTI BRUNETTA BERNINI TUTTI ATTORNO AD ANGELINO ALFANO RAVETTO E SANTANCHE PIERLUIGI BERSANI PAOLO ROMANI RENATO BRUNETTA NUNZIA DE GIROLAMO PAOLO ROMANI RENATO BRUNETTA MILANESE SI AGGIRA IN CERCA DI CONSENSI MASSIMO DALEMA MARIA GRAZIA CALABRIA MARA CARFAGNA STEFANIA PRESTIGIACOMO LA PROTESTTA DI DI PIETRO

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…