donald trump board of peace

IL BOARD OF PEACE È SOLO UN ALTRO PALCO DOVE TRUMP PUÒ FARE IL SUO SHOW COMICO – IL TYCOON FA IL GIGIONE, TRA BATTUTE DA BAR SPORT, COLONNA SONORA STRACULT (DA TOZZI A BOCELLI, FINO AI GUNS N’ROSES E LE IMMANCABILI “YMCA” E “EYE OF THE TIGER”), E PRESE PER IL CULO DEI SUOI OSPITI – DEL RE DEL BAHREIN, DICE: “È COSÌ RICCO CHE PUÒ SEDERE DOVE VUOLE. POTREBBE PRENDERE UN PEZZO DI QUESTO PALAZZO” – LE LODI SPERTICATE AL PREMIER QATARINO AL THANI (“MA VI SERVE UN BUON PIERRE, DICONO CHE SIETE MALVAGI”) E IL SILENZIO SU ISRAELE – VIDEO

 

 

BATTUTE, CAPPELLINI, MUSICA (ANCHE «GLORIA» DI TOZZI)

Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il “Corriere della Sera”

 

donald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 2

Il presidente è arrivato al «Donald J. Trump Institute of Peace» alle 8.59 del mattino, mentre all’interno suonava già la sua «playlist»: da Gloria di Umberto Tozzi (nella versione di Laura Branigan) su cui il presidente ha fatto il suo ingresso, a Bocelli e ai Guns N’ Roses.

 

Nella sala circolare dominava l’azzurro, dalle tre file di tavolate ad entrambi i lati del palco dove apparivano i nomi dei Paesi (membri e osservatori, mischiati insieme; l’Italia seduta tra Repubblica ceca e Israele), fino alle pareti tappezzate di scritte «Board of Peace» (il logo è un globo d’oro con gli Stati Uniti circondati da allori).

 

 

gianni infantino con cappellino usa alla prima riunione del board of peace foto lapresse

«Piace a tutti la musica?» ha chiesto Trump, posando per la foto di gruppo: «Mi sa che dobbiamo sorridere perché ci sia un buon accordo». Ad attendere ogni invitato, sul tavolo, c’era un cappellino rosso con la scritta USA: il presidente della Fifa Gianni Infantino l’ha indossato subito, sorridendo e posando per le telecamere.

 

Nel suo discorso Trump ha presentato uno per uno i capi di Stato e di governo. Nel dare il benvenuto al presidente paraguaiano Santiago Pena, ne ha elogiato l’aspetto, e poi ha aggiunto: «Non mi piacciono gli uomini giovani attraenti, le donne sì».

 

Del premier del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha notato che gli serve «un buon pierre», perché benché sia «un grande leader» «dicono che siete malvagi». Della Romania (osservatore, ma c’era il presidente) ha elogiato gli immigrati in America (anche se migliaia rischiano di essere deportati secondo il Romania Journal ). Ha fatto fatica a pronunciare il nome leader uzbeko Shavkat Mirziyoyev : «Uno dei nomi più difficili”, ma nel suo Paese «va tutto va bene, non ci sono problemi».

 

 

donald trump. prima riunione del board of peace foto lapresse

«Dov’è Milei? Gli ho dato l’endorsement e adesso lo do a Orban — ha detto Trump a un certo punto—. Guarda, sono seduti uno accanto all’altro».

 

Giunto il turno del re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifa, non è riuscito a individuarlo. «Dov’è?», ha ripetuto più volte. «È così ricco che può sedere dove vuole», ha dichiarato tra le risate dei presenti.

 

Ha anche chiesto ad alcuni di alzarsi in piedi per celebrare accordi di pace. «Kosovo e Serbia!» (si è alzata, vestita di bianco, la premier kosovara Vjoasa Omani Sandriu, seduta accanto alla ministra degli Esteri del Salvador Alexandra Hill Tinoco), «Congo e Ruanda!», «India e Pakistan!». E se non erano presenti, come il leader indiano, il presidente americano ha assicurato che stavano guardando via zoom: «Modi è molto eccitato».

 

FOTO DI GRUPPO - PRIMA RIUNIONE DEL BOARD OF PEACE

[…] «La Norvegia ha annunciato che ospiterà il prossimo incontro. Speravo annunciassero che mi davano il Nobel», ha scherzato (Oslo ha precisato che ospiterà un incontro del comitato per gli aiuti palestinesi ma non si unirà al Board).

 

Il presidente è rimasto poi ad ascoltare una ventina di interventi, tra cui […] Tony Blair che ha definito la visione di Trump «la migliore e l’unica speranza per Gaza» (a quel punto le palpebre del presidente sembravano chiudersi un pochino). Dopo mezzogiorno, avendo firmati gli accordi per i fondi, Trump ha chiuso con un colpo di martelletto la seduta al suono di Ymca dei Village People.

 

 

santiago pena presidente del paraguay prima riunione board of peace foto lapressejavier milei canta con orban 1donald trump alla prima riunione del board of peace foto lapresse. to lam viktor orban foto lapressegianni infantino alla riunione del board of peace donald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 6donald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 7FOTO DI GRUPPO - PRIMA RIUNIONE DEL BOARD OF PEACE donald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 4gianni infantino alla riunione del board of peace donald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 5donald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 1gianni infantino alla riunione del board of peace foto lapressedonald trump riunione del board of peace foto lapresse 3jd vance donald trump prima riunione del board of peace foto lapresse prima riunione del board of peacedonald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 2javier milei alla prima riunione del board of peacedonald trump parla alla prima riunione del board of peace foto lapresse 8javier milei alla prima riunione del board of peace foto lapressedonald trump riunione del board of peace foto lapresse 2donald trump ascolta il genero jared kushner prima riunione del board of peace foto lapresseprima riunione del board of peace foto lapressedonald j. trump u.s. institute of peace 1

Ultimi Dagoreport

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?