gubitosi alitalia

ALI-CRAC - STASERA I RISULTATI SUL REFERENDUM SCORSOIO – I SINDACATI PER IL SI', I COBAS PER IL NO, E TROVANO SPONDA CON I GRILLINI – DELRIO RICORDA: ''LA NAZIONALIZZAZIONE E’ IMPOSSIBILE'' – SE I DIPENDENTI APPROVANO IL PIANO, GLI AZIONISTI CACCIANO I SOLDI. ALTRIMENTI, LA COMPAGNIA VA VERSO IL FALLIMENTO

 

Lorenzo Salvia per il Corriere della Sera

 

REFERENDUM ALITALIAREFERENDUM ALITALIA

«Non c' è alternativa all' accordo, non c' è alcuna possibilità di nazionalizzazione». Alla vigilia della chiusura dei seggi per il referendum sul piano Alitalia - che prevede pesanti sacrifici per i lavoratori in cambio di una ricapitalizzazione da 2 miliardi di euro - è il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio a intervenire di nuovo con un appello a votare sì: «Bisogna semplicemente seguire con coraggio su questa strada - dice intervistato dal Tg1 - l' unica che può permettere di salvare tanti posti di lavoro e di rilanciare Alitalia».

 

luigi di maio luigi di maio

Il passaggio chiave è il no alla nazionalizzazione della compagnia aerea, cioè all' ingresso diretto dello Stato nel capitale della società. La nazionalizzazione è invocata a gran voce da due sindacati di base, Usb e Cub. La questione, però, non è solo sindacale ma anche politica. Antonio Amoroso - dipendente Alitalia e sindacalista della Cub trasporti - ha visto i deputati del Movimento 5 stelle, in particolare il vice presidente della Camera Luigi Di Maio e l' ex capogruppo Roberta Lombardi. Il video che sintetizza l' incontro è una sorta di endorsement alla posizione del sindacato.

REFERENDUM ALITALIA1REFERENDUM ALITALIA1

 

Di Maio dice che al referendum «ognuno deve votare secondo coscienza» ma parla anche di «cappio al collo» perché si chiede se «volete licenziare i vostri colleghi o licenziarvi tutti quanti in massa». Poi attacca gli interventi del governo arrivati in questi giorni: «È inaccettabile che i ministri stiano influenzando il voto». Di Maio non entra direttamente nel merito di cosa fare di Alitalia. Parla però della necessità di un «piano alternativo». E pochi giorni fa aveva detto che i «processi devono andare in un senso in cui lo Stato ha di nuovo la governance di quell' azienda». Il no alla nazionalizzazione ripetuto da Delrio, in sostanza, sembra rivolto più ai 5 stelle che non ai sindacati.

ROBERTA LOMBARDI ROBERTA LOMBARDI

 

Sul futuro dell' azienda oggi conosceremo una risposta decisiva. I seggi per il referendum sindacale saranno chiusi alle 16, i risultati dovrebbero arrivare in tarda serata. L' affluenza continua a salire, il risultato finale potrebbe sfiorare il 90%. Una valanga se si pensa che l' ultima consultazione del 2014 si era fermata al 27%. In assenza di dati, la sensazione è sempre quella di un no in vantaggio.

 

ALITALIA ETHIADALITALIA ETHIAD

Cisl e Uil, che hanno firmato il pre-accordo, invitano a sostenere l' intesa: «Senza il sì a maggioranza dei lavoratori, Alitalia difficilmente potrà sopravvivere» dice Anna Maria Furlan, segretaria generale della Cisl. Mentre per il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, «ora bisogna salvare il lavoro e non rendere vani i sacrifici fatti». Al di là degli aspetti tecnici e delle procedura complesse da mettere in campo, anche i tempi dell' operazione saranno diversi a seconda del risultato.

 

SCIOPERO ALITALIASCIOPERO ALITALIA

In caso di vittoria del sì, il consiglio d' amministrazione Alitalia si riunirà mercoledì 26, avviando la ricapitalizzazione da 2 miliardi di euro che dovrebbe dare autonomia all' azienda per un paio di anni. In caso di vittoria del no, invece, il cda anticiperà la seduta a domani 25 aprile, con la probabile uscita dei soci e l' avvio delle procedure per l' amministrazione straordinaria. Al momento, tuttavia, non risulta convocato nessun tavolo finanziario per discutere con le banche le prossime mosse da fare.

 

LUIGI GUBITOSI LUIGI GUBITOSI

Nei giorni scorsi l' amministratore delegato di Unicredit Jean Pierre Mustier aveva ricordato che la banca ha «perso nel sostegno ad Alitalia 500 milioni di euro in tre anni» e «non possiamo perdere altro». Ma cosa succederà dopo il referendum? Resta sempre in piedi l' ipotesi di un' acquisizione da parte di Lufthansa. Del resto proprio al gruppo tedesco, Etihad ha già girato di fatto Air Berlin, altra compagnia che non ha dato i risultati sperati.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…