AMMAZZA, CHE AMAZON! - DOPO IL SUCCESSO DELL’E-READER “KINDLE”, ESCE IL “KINDLE FIRE” DI AMAZON, IL TABLET IN PIATTAFORMA ANDROID CHE FA TREMARE APPLE - È DISPONIBILE NELLE VERSIONI DA 16 E 32 GB, È PIÙ PICCOLO DELL’IPAD E SOPRATTUTTO COSTA UN TERZO DEL TABLET DELLA CASA DI CUPERTINO - L’ITALIA CONQUISTA UN RUOLO DI PRIMO PIANO NELLA STRATEGIA DI VENDITA DI AMAZON: SI PARLA DI UN BUSINESS DI CIRCA 250 MLN € NEL GIRO DI UN ANNO…

Massimo Sideri per il "Corriere della Sera"

Scusate se per una volta partiamo dalla fine ma anche questa è una storia di «spread» ridotto: l'Italia non è più orfana e avrà dal prossimo 25 ottobre, giorno in cui partiranno le spedizioni dai magazzini Amazon di Piacenza, il tablet Kindle Fire, anche nelle versioni HD da 16 e 32 Gigabyte lanciate ieri sul palco di Santa Monica da Jeff Bezos.

Mentre il fondatore di Amazon brandiva in California cinque nuovi prodotti, sancendo la definitiva sfida diretta alla Apple e all'iPad, il vicepresident mondiale della società, Diego Piacentini, era nella nuova sede milanese in via Ferrante Aporti, nei monumentali e ristrutturati ex edifici delle Poste italiane, per annunciare la conquista definitiva dell'Italia, già affidata da tempo nelle mani del country manager, Martin Angioni.

Considerati fino a un anno fa provincia dell'Impero, siamo entrati di diritto nei territori più importanti del Risiko personale di Bezos. La società non dà numeri ma rumor non confermati parlano di un giro di affari nell'ordine dei 250 milioni di euro in appena un anno, una bella spinta per l'asfittico e-commerce italiano.

Dei 5 prodotti lanciati negli Usa 3 saranno disponibili da noi: il nuovo Kindle (79 euro), l'ereader più venduto al mondo da 5 anni, sarà ordinabile da oggi anche se le spedizioni partiranno il prossimo mercoledì, 12 settembre; il Fire a 8 Gigabyte di memoria e 7 pollici di schermo (159 euro, in sostanza la misura che, secondo le speculazioni, dovrebbe avere più o meno il mini-iPad), versione aggiornata del prodotto già in circolazione da tempo negli Stati Uniti, e il Fire HD a 16 Giga (199) e a 32 Giga (249), sempre da 7 pollici. I prodotti saranno prenotabili da oggi su amazon.it/kindlefire e amazon.it/kindlefirehd ma in questo caso le spedizioni partiranno dal 25 ottobre, comunque in tempo per il Natale al quale il gruppo, evidentemente, punta.

Amazon ha anche stretto degli accordi con Unieuro per la vendita in store fisici. E altre intese di questo genere sono in arrivo. Bisognerà invece attendere un po' per vedere in Italia il Fire a 8,6 pollici con cui Bezos ieri ha lanciato definitivamente la sfida all'iPad (9,7 pollici).

«In poche settimane - rivela Piacentini - saranno lanciate la versione in italiano dell'App Shop (il mercato delle applicazioni, ndr), l'Mp3 Store e il Cloud Drive». Nella sostanza si completa l'ecosistema con app, musica e nuvole che rende il Fire un vero tablet multimediale. Anche se sono ancora in corso i tavoli con gli editori per rendere disponibili giornali e pubblicazioni periodiche in Italia. E uguali trattative, promette Piacentini, dovrebbero portare presto sul Fire anche lo streaming video di contenuti in italiano.

Come era già emerso il Fire gira con il sistema operativo di Google, Android, anche se grazie alla propria potenza di fuoco Amazon controllerà il mercato delle applicazioni che girano sui propri tablet. Nella sostanza può decidere chi entra e chi no in base ai propri standard e questo le permette di negoziare direttamente, laddove vuole, le revenue sharing. Nessun altro è riuscito a ottenere tanto da Mountain View.

Amazon che negli Usa ha lanciato anche il Kindle Paperwhite, versione più cool del famoso ereader, promette per il Fire prestazioni senza precedenti, con uno schermo che riduce il riflesso del 25% rispetto al competitor (il retina Samsung montato sull'iPad) e una doppia antenna wifi che dovrebbe evitare i fastidiosi «salti» nello streaming. Al mercato la sentenza.

 

KINDLE FIREkindleAMAZON KINDLEAMAZON Jeff Bezos di Amazon Diego Piacentini

Ultimi Dagoreport

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)