ANTONVENETA: UNA PRESA IN GIRO CON UNA PARTITA DI GIRO - APPURATO CHE I 10 MILIARDI FURONO UNA CIFRA FOLLE, EMERGONO NUOVI, STRANI MOVIMENTI DIETRO ALLA TRANSAZIONE - PERCHÉ 10 GIORNI PRIMA DELLA VENDITA, INTERBANCA FU CEDUTA DA ANTONVENETA ALLA STERREBECK, SOCIETÀ OLANDESE DI ABN-AMRO, GIÀ POSSEDUTA DA SANTANDER? - ALTRI 894 MILIONI CHE MPS PAGò AGLI SPAGNOLI PER UNA BANCA D’AFFARI CHE NON VALEVA, E CHE CONTRIBUIRONO A DEVASTARE I BILANCI…

Antonella Olivieri per "Il Sole 24 Ore"

Mps è sotto pressione per lo scandalo delle operazioni strutturate che rischiano di scavare un buco da 500 milioni nel patrimonio della banca. Ma il buco diventa un "buchino" se paragonato ai capitali che il Monte ha bruciato sull'altare di AntonVeneta, pagata cash con un esborso complessivo di 10,124 miliardi e svalutata a partire dallo stesso anno dell'acquisizione per un totale di 5,9 miliardi.

Soldi persi perchè l'operazione non è stata effettuata carta contro carta, cioè con scambio di azioni, bensì tutta per contanti raccogliendo capitali sul mercato per finanziarla. La buona notizia è che sul capitolo AntonVeneta residuano solo 125 milioni di avviamenti: da lì non arriveranno più sorprese per i conti del Montepaschi.

Un'acquisizione comunque con molte stranezze quella di AntonVeneta. Perchè il Santander aveva rilevato la banca padovana da meno di un mese quando decise di cederla a fine 2007, perchè Mps pagò una cifra stratosferica rispetto a tutti i parametri di riferimento e rispetto a quanto pagato dallo stesso Santander per una banca il cui valore era già lievitato a colpi d'Opa, e perchè gli accordi sul deal non contemplavano la due diligence dell'acquirente al quale infatti, solo dopo aver raggiunto l'accordo, fu concesso di «effettuare una verifica conoscitiva sulle principali tematiche contabili, fiscali e legali del gruppo AntonVeneta», come spiega il prospetto dell'epoca redatto da Mps il 16 giugno 2008.

Ma stranezza nella stranezza è la partita di giro che riguarda Interbanca. All'annuncio dell'accordo, a inizio novembre 2007, era già chiaro che il Montepaschi era interessato solo ad AntonVeneta, valutata nel deal 9 miliardi, e non invece alla sua controllata Interbanca (che poi Santander cedette a Ge Capital). Per finalizzare l'acquisizione c'era tempo fino a settembre 2008, tutto il tempo necessario cioè per scorporare la merchant bank da Antonveneta, che era l'unico asset della transazione.

Il contratto fu invece perfezionato il 30 maggio 2008, ma dieci giorni prima, il 20 maggio 2008, Interbanca fu oggetto di un affrettato passaggio infragruppo. AntonVeneta, che era ancora sotto le insegne del Santander, cedette infatti in quella data Interbanca a Sterrebeck Bv - società olandese interamente controllata da Abn, la quale a sua volta faceva capo alla banca spagnola - per un corrispettivo di 894 milioni. A seguito della cessione AntonVeneta iscrisse un credito verso banche per 894 milioni, e Sterrebeck evidentemente un debito di analogo importo.

L'accordo perfezionato il 30 maggio tra il venditore Santander e l'acquirente Mps prevedeva però che ai 9 miliardi pattuiti per AntonVeneta si aggiungesse una maggiorazione relativa al corrispettivo di 894 milioni per la cessione di Interbanca da parte di AntonVeneta a Sterrebeck, oltre a una maggiorazione per 230 milioni che Mps doveva corrispondere al Santander quale interesse maturato nel periodo trascorso tra la data dell'accordo e il closing sulla somma pattuita. Il Montepaschi cioè pagò in contanti al Santander il prezzo di Interbanca a fronte di un credito vantato nei confronti di Sterrebeck dalla banca AntonVeneta che aveva acquisito.

Come sia stata regolata quella posizione nei conti di AntonVeneta non è possibile appurarlo perchè il bilancio 2008 della banca padovana non esiste: tornerà a essere pubblicato solo nel 2009 a seguito dello scorporo di parte delle sue attività in una società di nuova costituzione all'interno del gruppo senese.

Però la posta di 894 milioni relativa a Interbanca ha contribuito a gonfiare gli avviamenti nei conti di Mps che poi sono stati oggetto di svalutazioni. Il costo complessivo dell'acquisizione viene infatti contabilizzato per 10,137 miliardi (al pagamento di 10,124 miliardi a favore del Santander si aggiungono infatti 13 milioni di oneri accessori). Il patrimonio netto tangibile di AntonVeneta al momento dell'acquisizione è di 2.853 milioni, da cui origina per differenza dal totale di 10,137 miliardi (comprensivo degli 894 milioni di corrispettivo per Interbanca) un avviamento pari a 7.284 milioni.

Di questa cifra 986 milioni vengono allocati a specifiche voci di bilancio, riducendo così l'avviamento a 6.298 milioni. Questo valore «per gli effetti derivanti da accordi contrattuali preesistenti» si assesta poi a 6.025 milioni e sottoposto subito a impairment test con una decurtazione di 115 milioni. L'avviamento relativo a AntonVeneta entra quindi nel bilancio 2008 del Montepaschi per 5.910 milioni. Valore immateriale che viene svalutato nel 2011 per 4.257 milioni e poi ancora a giugno 2012 per 1.528 milioni, riconoscendo così, ex-post, che non valeva quanto pagato.

 

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