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LA “MELA” AVVELENATA - APPLE DOVRÀ PAGARE UNA MAXI-MULTA MILIARDARIA PER AIUTI DI STATO ILLEGALI - NEL MIRINO IL METODO CON CUI IL GRUPPO PAGAVA IN IRLANDA BRICIOLE DI TASSE, CHE HANNO AVUTO EFFETTI SUI BILANCI DEGLI ULTIMI ANNI - LA STANGATA ARRIVA PER VIOLAZIONE DELLE REGOLE UE

M.Sid. per il “Corriere della Sera”

 

APPLEAPPLE

Addio alle tasse «morsicate». Oggi per la Apple potrebbe essere il giorno più importante dopo quello del lancio dell' iPhone, il 9 gennaio del 2007: il 30 agosto del 2016 sarà ricordato come il tramonto dell'«iTax», il metodo «innovativo» con cui la società fondata da Steve Jobs è riuscita in questi anni a pagare poco o nulla di tasse sui propri utili.

 

L'Europa, secondo fonti riportate dall'«Ft», ha preso la sua decisione: la Apple dovrà pagare una maxi-multa miliardaria per aiuti di Stato illegali, nella fattispecie quelli irlandesi, che hanno avuto effetti sui bilanci degli ultimi anni. La notizia era attesa ed era considerata probabile.

 

tassetasse

Oggi si passerà alla certezza. Non si conosce il valore esatto della maximulta: tempo addietro una stima interna a Bruxelles era partita da 18 miliardi. Ma quella dimensione dovrebbe essere lontana. Il commissario alla Concorrenza, Margrethe Vestager, dovrebbe svelare oggi questo numero di 9 cifre, lungo come gli utili Apple. La società e l' Irlanda hanno già negato qualunque accusa ed è probabile che si sfoci nelle corti europee.

 

il nuovo progetto spaziale di Cupertino il nuovo progetto spaziale di Cupertino

Sotto la lente di un' indagine partita nell' estate del 2012 c' erano due «tax rulings» firmati nel 1991 e nel 2007. E, in particolare, il metodo del cosiddetto «double irish», una sottile e ingegnosa architettura fiscale con cui la Apple riusciva anche a eludere il 12,5% previsto a Dublino (il vantaggio irlandese si sostanziava in posti di lavoro).

 

Il meccanismo prevede due società: la prima che risiede in Irlanda e che fattura gli acquisti conclusi nei diversi Paesi europei e la seconda che ha sede sempre in Irlanda ma che risiede fiscalmente in un paradiso fiscale. Questa seconda società è quella che detiene i diritti intellettuali della Mela morsicata e a cui finiscono quasi tutti i soldi. Risultato?

 

Prendiamo per esempio il 2013 quando la società di Cupertino ha venduto iPhone, iPad e affini per 170 miliardi di dollari nel mondo. Di questi 62 negli Usa e 108 fuori dal territorio americano. Il risultato è stato di 19 miliardi di utili negli Usa e 30 e rotti fuori. Ma il bello arriva alla voce tasse: 11,9 miliardi quelle pagate all' amministrazione Obama (61%) e 1,1 miliardi quelle pagate nel resto del mondo (3,7%). E così anno dopo anno.

tim cook con l iphone 6s plustim cook con l iphone 6s plus

 

Peraltro si tratta anche di anni in cui il governo irlandese chiedeva e riceveva aiuti dall' Europa. Il caso ha già creato anche tensioni diplomatiche nei giorni scorsi: il Tesoro Usa ha accusato l' Europa di volersi trasformare in «un' autorità fiscale sovrannazionale». Per Bruxelles l' obiettivo è invece chiaro: le tasse sugli utili europei si pagano in Europa. Un cambio di chiarezza non indifferente rispetto all' opacità del passato. Apple ha già anticipato alla Sec che in caso di multa il bilancio cambierà significativamente.

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